Il presidio della Rete bergamasca contro la violenza di genere: «Le richieste d’aiuto non diminuiscono»

IN PIAZZA. «Tra 80 e 90 chiamate ricevute dai Centri antiviolenza ogni mese. A febbraio più di 100», ha sottolineato la portavoce.

Bergamo

L’attenzione sul caso di Valentina Sarto e in generale sulla violenza di genere non si arresta. Un centinaio di persone si è ritrovato in piazza Pontida questa sera, sabato 21 marzo, per un nuovo presidio organizzato dalla Rete bergamasca contro la violenza di genere e dal collettivo «Non una di meno» di Bergamo.

«La violenza non cala»

«Anche se la consapevolezza cresce la situazione non si smuove, perché la violenza non si smuove dalla cultura delle persone. Per questo quando abbiamo letto la notizia del femminicidio di Valentina è scattato il bisogno e l’esigenza di fare qualcosa con la presenza in piazza, chiamando a raccolta la cittadinanza per creare momenti come questo, in cui di nuovo parlare della violenza di genere», ha detto Caterina Ferrara, portavoce della Rete. Un’urgenza che viene anche dai numeri. «C’è una violenza serpeggiante che come Rete vediamo nel conteggio che abbiamo scelto di iniziare a fare ormai due anni fa sulle nuove chiamate ricevute ogni mese dai Centri Antiviolenza di Bergamo città e provincia. Nel 2025 sono state oltre 1.000. Ogni mese sono dalle 80 alle 90. A febbraio sono state più di 100. Non diminuiscono mai», ha ricordato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA