Omicidio Centelleghe, nel momento dell’omicidio Badhan era capace di intendere e volere
I RISULTATI. La perizia ha escluso l’infermità mentale del presunto omicida. La sentenza potrebbe arrivare il prossimo 22 aprile.
Bergamo
Jashandeep Badhan , il ventenne vicino di casa accusato di aver ucciso Sara Centelleghe, 18 anni, con 67 colpi di forbice a Costa Volpino il 26 ottobre 2024 , era capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Lo ha stabilito lo psichiatra Filippo Tancredi a cui la Corte d’assise presieduta da Patrizia Ingrascì (a latere Roberto Palermo) aveva affidato la perizia.
Disturbi che non incidono sulla capacità di intendere e di volere
Nell’udienza del processo di lunedì 30 marzo il dottor Tancredi, affiancato dal consulente della Procura, lo psichiatra Sergio Monchieri, ha illustrato i risultati dell’esame. Che ha evidenziato una serie di disturbi, da quello di personalità senza specificazione a quello da uso moderato di cocaina, alcol e cannabis fino a quello lieve di oppiacei. Tutti, però, non in grado di incidere sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto.
Tancredi ha parlato di «difficoltà di gestione della rabbia» e di «aspetto narcisistico border line». Monchieri, concordando con il collega, ha specificato che si dovrebbe parlare di disturbo di comportamento e non di personalità , perché quest’ultimo «dovrebbe permanere anche in assenza dell’abuso di sostanze stupefacenti» e così invece non è risultato.
La sentenza potrebbe arrivare il 22 aprile
Dagli accertamenti psichiatrici è inoltre risultata la capacità di stare in giudizio dell’imputato. E così il processo può entrare nella sua fase finale: il 22 aprile sono previste le conclusioni del pm Raffaella Latorraca (subentrata al collega Giampiero Golluccio che ha lasciato Bergamo), del difensore Roberto Grittini e dei legali di parte civile Enrico Pollini per la madre di Sara, Marilisa Gambarini, e Roberto Pizio per Vittorio Centelleghe, padre della vittima. Nella stessa giornata potrebbe arrivare la sentenza.
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