Agguato sotto casa tra scuole e municipio. Pugni e calci a un imprenditore di Sarnico

VILLONGO. Mercoledì mattina Danilo Calissi stava rientrando dopo aver accompagnato la figlia: aggredito da due uomini che gli hanno portato via l’orologio. «Non ho nemici, mai ricevuto minacce». Al vaglio le telecamere della zona.

«Erano in due, avevano mascherine, occhiali e cappellini. Mi sono venuti incontro sul marciapiede, mentre stavo andando verso casa. Uno dei due a un certo punto si è calato la mascherina e mi ha detto “Scusa...”; aveva gli occhi fuori dalle orbite, ora che ci penso. Ma in quel momento ho pensato volesse chiedermi un’informazione. Poi ha cominciato a riempirmi di botte, pugni. Ho tentato di scappare, ma il complice mi ha fatto uno sgambetto e sono caduto, sbattendo la faccia contro un muro. Per un minuto sono rimasto a terra in loro balìa: uno mi teneva giù, l’altro mi dava pugni e calci, anche in testa. Non capivo più nulla. Alla fine mi hanno preso le chiavi di casa, quelle dell’auto (una Range Rover, ndr) e l’orologio Tudor Montecarlo di un certo valore».

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Danilo Calissi, imprenditore di 66 anni, originario di Credaro ma residente a Sarnico, dal letto dell’ospedale di Iseo dove mercoledì era ancora ricoverato in osservazione (20 punti di sutura alla testa), racconta la rapina che ha subito ieri mattina, poco dopo le 7, in via Roma, pieno centro di Villongo Sant’Alessandro, vicino all’ufficio postale, a poche centinaia di metri dal municipio, dalla parrocchiale, dalle scuole.

«Avevo appena accompagnato mia figlia, che vive a Sarnico, a prendere il pullman per andare a scuola e stavo tornando nell’abitazione di Villongo che uso come appoggio, come faccio quasi tutte le mattine – ricostruisce Calissi –. Mi aspettavano, non era difficile studiare i miei movimenti, visto che sono sempre gli stessi ogni mattina. Ma io non ero in allerta, non ho nemici, non ho mai ricevuto minacce. Mi hanno riferito che parlavano in dialetto, ma io ero completamente intontito, non ho sentito niente. E poi avevo il sangue mi scendeva sugli occhi, non vedevo. Poi due gentili signore mi hanno portato delle salviette per pulire il viso».

In effetti Calissi è un imprenditore specchiato, tra i più noti in Val Calepio nel settore delle guarnizioni in gomma: fino a qualche anno fa era in società con il fratello Vittorio - vice presidente del Pisa Calcio - nella gestione della Unigasket di Villongo, una delle aziende più importanti del distretto. Davvero difficile supporre che si sia trattato di una spedizione punitiva, anche se le modalità appaiono singolari. I rapinatori di orologi preziosi usano le mani solo per bloccare la vittima, raramente picchiano. In questo caso invece il pestaggio è cominciato fin dai primi stanti dell’aggressione.

I carabinieri del reparto operativo di Bergamo e i colleghi della stazione di Sarnico privilegiano la pista della rapina, ma non trascurano altri possibili moventi. Ieri ai militari Calissi ha ribadito di non avere mai avuto problemi con nessuno. Le chiavi dell’abitazione e della Range Rover sono state ritrovate subito dopo, vicino a via Roma. i banditi sono fuggiti a piedi facendo perdere le proprie tracce. Con qualche amico l’imprenditore si è sfogato dicendo di essere intenzionato a lasciare la zona per andare a vivere all’estero.

Angelo Colosio, che ha lo studio vicino all’Ufficio postale, è stato tra i primi a soccorrere Calissi. E a freddo, ricostruisce quegli istanti: «Quando sono arrivato, avevo notato nel parcheggino vicino alle Poste due strani individui, che sembravano nascondersi dietro un furgone. Ma non ci ho fatto un granché caso. Dopo un po’ ho capito che erano gli stessi che avevano aggredito Calissi. Lui arrivava dalla zona del Municipio e loro lo hanno preso a botte».

Sul posto il 112 ha inviato un’ambulanza dall’ospedale di Sarnico dei volontari della Croce Blu Basso Sebino per soccorrere il 66enne ferito, successivamente portato al pronto soccorso dell’ospedale di Iseo. Indagano le forze dell’ordine, che hanno acquisito i filmati delle telecamere della zona.

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