Caso Genini, Francesco Dolci: «Sono stanco ma non ho paura, sono innocente»
IN TELEVISIONE. Francesco Dolci, indagato per vilipendio di cadavere e profanazione della tomba di Pamela Genini, si dichiara innocente: «Non ho paura di essere arrestato». In tv ha raccontato di aver ricevuto minacce e di essersi presentato spontaneamente dai carabinieri.
Bergamo
«Non ho paura di essere arrestato perché io non ho fatto niente, sono innocente». Lo ha affermato Francesco Dolci, indagato per vilipendio del cadavere e profanazione della tomba di Pamela Genini. «Con il mio avvocato stiamo preparando una linea difensiva e inizieremo ad analizzare tutta la situazione. Anche perché, già dall’interrogatorio e dalla contestazione, abbiamo notato delle anomalie», aggiunge l’uomo, intervistato da Gianluigi Nuzzi a Dentro la notizia su Canale 5.
«Sono stanco. Mercoledì mattina avevo intenzione di recarmi presso il comando di Zogno, come già avevo deciso nel pomeriggio del giorno precedente, martedì, per iniziare a verbalizzare tutte le cose che già avevo detto ai carabinieri in via informale - aggiunge l’uomo -. Iniziavo ad avere paura e timore per la mia vita, perché io e la mia famiglia avevamo ricevuto minacce di morte. Da Zogno mi hanno detto di recarmi al Centro provinciale del comando dei Carabinieri di via delle Valli, a Bergamo. Lì mi hanno poi detto che ero indagato. Ho chiamato il mio avvocato ed è iniziato l’interrogatorio. Non me l’aspettavo».
Nel corso dell’interrogatorio, riferisce Dolci, «mi hanno fatto domande rivolte al rapporto che avevo con Pamela, ai rapporti che Pamela aveva con altre persone. Mi hanno ribaltato tutte le case, si sono messi a smontare i camini, le stufe - dice a proposito delle perquisizioni -. Hanno portato via alcuni scontrini, alcuni fogli, un pezzo di tubo di plastica».
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