Profanazione del feretro di Pamela, dopo l’appello arrivate le prime e-mail
LA VICENDA. I carabinieri hanno chiesto ai cittadini foto e video del loculo della giovane a Strozza. Dal 24 ottobre al 23 marzo la finestra temporale: «Utili pure contributi all’apparenza marginali».
«Si confida in una attiva partecipazione e nel senso civico della collettività, nella consapevolezza che anche un contributo apparentemente marginale potrebbe risultare utile e decisivo». Si chiude così l’appello che i carabinieri del comando provinciale di Bergamo hanno rivolto la mattina del 1° maggio a chiunque sia in possesso di fotografie o filmati che riguardano il loculo di Pamela Genini al cimitero di Strozza, nell’arco temporale che va dal 24 ottobre scorso – data della tumulazione della giovane uccisa a Milano il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin – fino al 23 marzo, ovvero quando venne scoperto che la tomba era stata aperta da qualcuno che, tuttora ignoto, ha portato via la testa della modella bergamasca di 29 anni.
Arrivate le prime mail
E nelle prime 24 ore qualcuno si è già fatto avanti, come trapela dalle indagini, per la verità
serratissime, inviando un paio di messaggi di posta elettronica il cui contenuto resta, per ovvie ragioni, riservato. Per questa richiesta di aiuto i carabinieri che stanno cercando di capire chi abbia messo in atto il gesto sacrilego hanno anche attivato un’apposita casella di posta elettronica – [email protected] – dedicata esclusivamente a raccogliere questo genere di materiale. L’Arma precisa che l’invio di foto o video del loculo deve essere accompagnato dalla data in cui sono stati realizzati, dai dati anagrafici del mittente, da un recapito telefonico per essere ricontattati in caso di necessità, «assicurando la massima riservatezza», precisano dal comando provinciale.
Proseguono gli interrogatori
Comando dove sabato sono proseguiti gli interrogatori per la raccolta delle cosiddette «Sit», acronimo di «Sommarie informazioni testimoniali»: sono stati sentiti alcuni conoscenti di Pamela. L’obiettivo è capire chi avesse qualche genere di interesse nel far sparire la testa della giovane, profanandone la tomba. Negli ultimi giorni si è parlato di qualcuno con una vera ossessione per la ventinovenne, anche se l’operazione di apertura del feretro – scoperta soltanto per via di alcune anomalie sulla lapide del loculo, notate dagli operai del cimitero di Strozza durante le operazioni di spostamento della bara nella tomba di famiglia – sono state pianificate nei dettagli ed eseguite con cura, attraverso tagli precisi alla parte interna in zinco e poi con la chiusura del coperchio in legno utilizzando il mastice. Profanazione che, secondo l’autopsia eseguita sui resti di Pamela, sarebbe avvenuta all’inizio di novembre , dunque nei giorni immediatamente successivi al funerale e alla tumulazione.
Al vaglio di chi indaga ci sono anche le dichiarazioni dell’ex fidanzato Francesco Dolci , che la scorsa settimana si era presentato in Procura a Bergamo chiedendo di depositare un suo memoriale, mentre non più tardi di giovedì aveva denunciato ai carabinieri di Sant’Omobono di essere oggetto di minacce. Dolci nega da sempre un suo coinvolgimento nella profanazione (non è indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura contro ignoti per vilipendio di cadavere e furto), mentre sul fatto che potrebbe essere lui «all’80, 90%», per via dell’andatura e di una parte di auto inquadrata, l’uomo ripreso dalle telecamere della videosorveglianza aggirarsi fuori dal cimitero di Strozza alle due di una notte di metà marzo (tra il 16 e il 18) ha replicato: «Se anche fosse, non vuol dire niente. Si tratta di una persona che va fuori da un cimitero: non è un reato. Sono un libero cittadino, non sono indagato». Inoltre la profanazione, come detto, risalirebbe ad almeno quattro mesi prima.
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