Gdf, le foto del blitz
Sequestrata merce contraffatta dalle Fiamme Gialle di Clusone. Eco alcuni scatti dell’operazione.
Sequestrata merce contraffatta dalle Fiamme Gialle di Clusone. Eco alcuni scatti dell’operazione.
Nei primi 5 mesi del 2014, la Guardia di Finanza di Bergamo ha accertato un imponibile sottratto a tassazione per oltre 100 milioni di euro con una violazione all’IVA per oltre 16 milioni di euro.
La Guardia di finanza di Clusone ha sequestrato circa 17 mila prodotti con marchi e loghi di società di calcio, nazionali ed estere, contraffatti nonchè sei telai tessili utilizzati per la loro produzione.
Inquirenti e investigatori che si occupano del caso di Yara Gambirasio faranno il punto sulla situazione delle indagini oggi in Procura a una settimana dal fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore bergamasco fermato lunedì scorso.
«Sapeva tutto e ne avevano anche parlato. Ester, la madre di Massimo Giuseppe Bossetti aveva capito perfettamente che il Dna trovato sul corpo di Yara Gambirasio era del figlio Massimo Giuseppe». Lo scrive Tgcom24.
Una banale lite sarebbe all’origine della morte di Giuseppe Pesenti, il vetraio 61enne di Azzano San Paolo aggredito nella notte tra sabato e domenica scorsi.
Alle 17,45 del 26 novembre 2010 dal cellulare di Massimo Bossetti parte una chiamata al cognato Osvaldo Mazzoleni, il marito della sorella Laura. È questa l’ultima comunicazione del presunto assassino di Yara Gambirasio prima che il suo telefono si ammutolisca per tredici ore.
Si è accasciato sul ciglio della strada, a Cavenago Brianza (Monza), simulando un malore per poi sequestrare e rapinare, pistola in pugno, un automobilista che si era fermato a prestargli soccorso. E’ accaduto ieri sera.
Nella tarda mattinata di venerdì 20 giugno il reparto speciale dei carabinieri è arrivato nella casa dell’uomo fermato per l’assassino di Yara Gambirasio
«In questi giorni dobbiamo pensare solo a pregare per la famiglia Bossetti, perchè stanno soffrendo più di noi»: è questo il pensiero di Fulvio Gambirasio, padre di Yara, riferito da don Corinno Scotti, parroco di Brembate da sempre vicino alla famiglia.
Conferenza stampa degli inquirenti dopo il fermo di Massimo Bossetti. Il procuratore capo Dettori: «Polemiche aride e stupide sulle cifre impiegate per l’indagine: di fronte ad un’adolescente uccisa, lo Stato non deve badare a spese».
Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello, resta in carcere. Anche se il gip Ezia Maccora non ha convalidato il fermo «poiché dagli atti non si evince alcun elemento concreto e specifico dal quale desumere il pericolo di fuga». Leggi le 6 pagine su L’Eco di Bergamo del 20 giugno
«Presto la madre dirà la sua verità» spiega l’avvocato Bonomo. E la gemella Laura Letizia si dice sicura dell’innocenza del Bossetti: «Non farebbe del male a nessuno». Posta sotto sequestro l’abitazione a Mapello dopo una nuova perquisizione.
Resta in carcere Alfredo Marchesi, il 53 enne di Colognola accusato di aver ucciso Giuseppe Pesenti, il vetraio 61 enne di Azzano San Paolo colpito alla testa con un cric. Il reato contestato è però quello di omicidio preterintenzionale.
Il gip di Bergamo Ezia Maccora ha deciso che Massimo Giuseppe Bossetti deve rimanere in carcere, pur non convalidando il fermo dell’uomo .Per l’uomo esistono gravi indizi di colpevolezza e c’è «la gravità intrinseca del fatto, connotato da efferata violenza» scrive il gip nella sua ordinanza.
Una decina di investigatori sono entrati poco prima delle 17 di giovedì 19 giugno in casa di Massimo Giuseppe Bossetti, in via Piana di Sopra a Mapello per un nuovo sopralluogo. La perquisizione è durata 2 ore: al termine l’immobile è stato messo sotto sequestro.
Massimo Giuseppe Bossetti è stato interrogato stamattina dal gip e ha affermato che nel tardo pomeriggio del 26 novembre 2010, quando scomparve Yara Gambirasio, si trovava a casa.Il muratore «ha risposto a tutte le domande» che gli sono state poste dal gip, ha spiegato il legale.
«La prova del dna non è detto che sia schiacciante: è un indizio». Parola dell’avvocato Giulia Bongiorno. «Il dna non mente» secondo invece il generale Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma, che non ha alcun dubbio sulla validità della prova scientifica.
Alle 11,40 di mercoledì 18 giugno, nel carcere di Bergamo,è arrivata la pm Letizia Ruggeri per un nuovo interrogatorio di Massimo Giuseppe Bossetti, l’uomo fermato lunedì scorso per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Nella mattinata di mercoledì 18 giugno, diversi agenti si sono presentati nel paese dei Gambirasio e hanno ripercorso il tragitto che va dalla palestra di via Locatelli, dove Yara è stata vista l’ultima volta, e la sua abitazione in via Rampinelli.