Tenere lo sguardo sulle vittime
MONDO. Oleshky è una cittadina ucraina sotto occupazione russa dai primi giorni dell’invasione su larga scala, nel febbraio 2022.
MONDO. Oleshky è una cittadina ucraina sotto occupazione russa dai primi giorni dell’invasione su larga scala, nel febbraio 2022.
ITALIA. È ancora chiusa a chiave la stanza dentro la quale dovrebbe essere scritto il programma con cui l’opposizione intende convincere gli elettori a dare un’alternativa al Governo Meloni. Le spiegazioni sono vaghe: faremo, diremo, dobbiamo prima decidere sulle primarie e sapere quale sarà, se ci sarà, la legge elettorale.
L’INTERVISTA. Parla Paolo Magri (Ispi): «Dopo l’attentato al cuore dell’America è cambiato radicalmente il confine tra libertà e sicurezza».
MONDO. I nodi sono arrivati al pettine, purtroppo, e nelle «sale dei bottoni» mondiali i polsi tremano più del solito.
MONDO. Si scrive Gaza ma si dovrebbe leggere Israele. Perché sono proprio le vicende interne dello Stato ebraico, oggi, a dettare il passo per la realizzazione del compromesso di pace che Donald Trump era riuscito a far accettare a Benjamin Netanyahu e ai dirigenti di Hamas il 14 ottobre dell’anno scorso.
MONDO. Perfino l’ambasciatore degli Usa in Israele ha definito «terroristi» i coloni responsabili dell’assedio alle famiglie palestinesi indifese nel villaggio cisgiordano di Qusra.
MONDO. Le reiterate e inaccettabili violenze dei coloni in Cisgiordania appartengono a un progetto geopolitico deliberato.
MONDO. Mille giorni dopo il 7 ottobre del 2023, quando i terroristi di Hamas fecero irruzione fuori dalla Striscia di Gaza per uccidere a sangue freddo 1.200 civili (soprattutto) e militari e sequestrare 251 persone, 168 delle quali tornate poi vive a casa.
MONDO. Esiodo giustamente ammoniva che «la hubris trasforma la forza in tracotanza», così Trump ha ascoltato le sirene di un fulmineo trionfo clamoroso e si è consegnato in un vicolo cieco.
MONDO. Rispondendo alle domande dei giornalisti, prima di lasciare Castel Gandolfo martedì scorso, Leone XIV ha risposto così a una domanda sulla missione della «Flotilla»: «Bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti.
MONDO. La dimostrazione lampante che i conflitti contemporanei, tutti, non risolvono i problemi ma ne creano di ancora più grossi.
MONDO. «Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele».
MONDO. Il principio e la promessa che guidavano Enzo Biagi nel suo «fare tv» erano condensati in poche parole: «Non porterò acqua avvelenata nelle vostre case». Quanta acqua avvelenata entra invece nelle nostre case dai talk show che sollecitano la polarizzazione attraverso l’emotività e non si appellano alla ragionevolezza e al cuore.
ITALIA. A oltre ottant’anni dalla caduta del fascismo, la realtà smentisce l’auspicio. Il 25 Aprile resta un campo di battaglia, una fonte di aspri contrasti che sembrano col passare del tempo esacerbarsi, anziché sfumare nel solenne ricordo storico.
MONDO. Con le ragioni di sicurezza i governi possono motivare azioni o provvedimenti ingiustificabili.
MONDO. Trump è abboccato all’amo avvelenato degli israeliani che lo hanno trascinato in una guerra molto ardua da vincere e al termine della quale il panorama geopolitico potrebbe assumere contorni ben diversi da quelli di prima del conflitto.
IL PODCAST. Pubblicato il 18 marzo l’episodio con Rosalind Nashashibi che chiude la stagione della piattaforma digitale della galleria orobica dedicata ai grandi cambiamenti che hanno segnato la storia recente.
MONDO. Più tempo durerà la guerra in Medio Oriente, maggiori saranno le possibilità del regime degli ayatollah di sopravvivere. Questo ha dimostrato il conflitto in Ucraina, dove la «blitzkrieg» di Vladimir Putin è miseramente fallita nell’arco di una manciata di settimane.
MONDO. Israele, dopo aver subito la strage del 7 ottobre del 2023, ha contrattaccato con un piano di espansione territoriale destinato a investire Gaza, la Cisgiordania e porzioni sempre più evidenti di Libano e Siria, destinate a replicare la sorte delle Alture del Golan siriano, occupate dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 e annesse nel 1981.
Vittorio Emanuele Parsi: «Nel Mar Rosso cresce l’insicurezza e molte compagnie evitano il canale; tra noli, assicurazioni e tariffe in aumento, la soluzione passa dalla geopolitica e dal nodo Yemen-Iran-Arabia Saudita»