Governanti e governati: se cresce la distanza
MONDO. La ristretta élite del mondo e lo smantellamento delle regole del diritto. In testa alla classifica dei superpotenti tre nomi di facile riconoscimento: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping.
MONDO. La ristretta élite del mondo e lo smantellamento delle regole del diritto. In testa alla classifica dei superpotenti tre nomi di facile riconoscimento: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping.
MONDO. Sul piano internazionale nel 2025 ci siamo ritrovati sulle «montagne russe». L’anno ci ha consegnato a nuove incertezze, è stato dominato dalle quotidiane iniziative del presidente Trump e segnato, per noi occidentali, soprattutto dai conflitti irrisolti in Medio Oriente e in Ucraina.
MONDO. Una tempesta con piogge incessanti e forte vento si è abbattuta sulla Striscia di Gaza, allagando rifugi improvvisati e spazzando via 27mila tende, provocando decine di morti.
MONDO. La pace non coincide con la fine della guerra ma del conflitto, con la soluzione delle cause che hanno portato allo scontro armato. È un’evidenza che si ricava anche dalla secolare contesa israelo-palestinese.
MONDO. A Kherson da mesi è in corso il «safari», così chiamato dai soldati russi che si vantano sui canali Telegram, con tanto di filmati, di lanciare droni esplosivi su cittadini inermi, dagli anziani in bici ai bambini che giocano all’aperto a due sminatori di una ong danese, fra le vittime più recenti.
MONDO. La deriva estremista è una cifra della nostra epoca, nelle azioni e nelle parole. Non è saltato solo il vecchio ordine mondiale ma anche i codici morali che regolano i comportamenti. Un gorgo nel quale è caduta la politica insieme a una parte della pubblica opinione.
MONDO. Le guerre in corso in Ucraina, Sudan e Yemen hanno in particolare un punto che le accomuna: lo smembramento di Stati sovrani riconosciuti dall’Onu e aderenti alla stessa organizzazione.
MONDO. Non è troppo azzardato sostenere che Trump tratti numerosi dossier di politica estera come oggetti che appaiono e scompaiono nelle mani di un prestigiatore, o come palle di un giocoliere che aleggiano momentaneamente in aria.
MONDO. Come nel «gioco dell’oca», Israele, nella sua lotta contro Hamas, sembra tornata indietro alla prima casella.
MONDO. La Giornata mondiale dell’alimentazione alla Fao è stata occasione per rimarcare il vero problema dell’umanità: il diritto, come persone, a vedere soddisfatti i bisogni primari, la fame in primo luogo.
ITALIA. Nella classifica della libertà di informazione nel mondo, l’Italia è al 49° posto, scesa di tre posizioni rispetto al 2024, la più bassa per gli Stati dell’Europa occidentale.
MONDO. Molte cose possono ancora andare storte, perché né la dirigenza di Hamas né il Governo di Israele meritano fiducia cieca e incondizionata. Se non bastassero gli eventi degli ultimi due terribili anni, arrivano le notizie di queste ore.
MONDO. «Sono complice dell’accordo di pace». Giorgia Meloni, pronta a partire per l’Egitto per la firma dell’accordo di pace cui è stata invitata, non si priva di rispondere polemicamente a quanti l’hanno denunciata per «complicità nel genocidio», azione che evidentemente l’ha ferita.
MONDO. Prima di tutto le prossime tappe. Ieri la riunione del Governo di Israele, ancora in corso a tarda ora, per dare il benestare alla firma dell’accordo stipulato con Hamas attraverso la mediazione di Egitto, Qatar e Turchia.
LA MEMORIA. Da porta San Giacomo l’appello per la pace: «Il dolore di tanti deve diventare un impegno rinnovato per costruire ponti». Carnevali: «Condanna delle violenze è dovere civile e morale».
MONDO. Non si sa bene se sia una coincidenza lieta o sinistra.
MONDO. La retorica spesso si veste di parole mirabolanti, capaci di dipingere scenari perfetti e soluzioni ideali a problemi molto complessi. E talvolta si ammanta di azzardate affermazioni, dal sapore beffardo.
MONDO. In questo mondo post-globale tutto si fa complicato, anche esprimere un giudizio definitivo sull’avventura divisiva della Global Sumud Flotilla, il gruppo di imbarcazioni dirette a Gaza intercettate dalla Marina israeliana a poche miglia dalla Striscia.
MONDO. La missione della Global Sumud Flotilla è finita com’era previsto che finisse: l’abbordaggio della Marina di Israele (per la cronaca: un atto di pirateria, visto che si è svolto in acque internazionali, a 70 miglia marine da quelle di Gaza), il sequestro delle barche e, nei prossimi giorni, l’espulsione degli attivisti.
MONDO. Se pensiamo agli orrori di questi due anni, dal massacro dei civili israeliani a opera dei terroristi di Hamas il 7 ottobre del 2023 agli «atti di genocidio» (così la Commissione Onu) perpetrati da Israele sugli abitanti di Gaza, il Piano presentato da Donald Trump e intitolato «Pace per il Medio Oriente» sembra quasi troppo bello per essere vero, e per essere stato accettato da Benjamin…