Rassegnati al presente: il rischio da evitare nel mondo dei prepotenti
MONDO. La rassegnazione al presente è pericolosa perché lascia il campo aperto ai poteri che ci hanno portato in questo abisso.
MONDO. La rassegnazione al presente è pericolosa perché lascia il campo aperto ai poteri che ci hanno portato in questo abisso.
MONDO. Di Trump dice già tutto il suo stile. Perentorio, aggressivo (ne sa qualcosa Zelensky, maltrattato in veste da ospite alla Casa Bianca), vendicativo con chi non lo asseconda (ne ha fatto le spese Meloni, esaltata, fino al giorno prima, come l’unico vero leader europeo), sempre disposto a smentire il giorno dopo propositi enunciati il giorno prima. Insomma, un politico inaffidabile.
MONDO. L’80esima Assemblea generale dell’Onu avrebbe potuto segnare una giornata storica. Sei Paesi europei hanno colto l’occasione per annunciare il riconoscimento dello Stato di Palestina, portando così a 155 (sui 193 membri) il numero delle nazioni Onu che hanno compiuto il passo.
MONDO. «In pochi mesi si è dissipato il dividendo di pace che aveva permesso di destinare risorse allo sviluppo a scapito delle spese per armamenti. Ma lo scorso anno la spesa globale per le armi ha raggiunto 2.400 miliardi di dollari, con una crescita di circa il 7 per cento rispetto all’anno precedente».
IL COMMENTO. L’aggressione russa all’Ucraina ha gettato in faccia all’Europa il dramma della guerra. È stato uno vero choc per un continente assuefatto alla pace e convintamente polemofobico, ostile alla guerra. Settant’anni di pace hanno persuaso l’area del mondo, che per secoli è stata il teatro privilegiato di atroci conflitti, culminati in due spaventose guerre mondiali, di avere chiuso defi…
L’annessione da parte di Putin di quattro regioni grandi quanto il Portogallo mette in luce ancora una volta l’inefficacia del diritto internazionale e la debolezza dell’Onu. Eppure una delle ragion d’essere dell’erede della Società delle Nazioni era proprio questa: consentire l’autodeterminazione dei popoli, evitando referendum-farsa come quello che si è consumato sotto la minaccia dei mitra rus…
Dall’Ucraina emergono notizie e prove sempre più evidenti di una campagna terroristica condotta dalle truppe russe ai danni dei civili in parallelo con quella militare. E ci colpisce non solo l’orrore per ciò che di giorno in giorno scopriamo ma anche la debolezza della risposta russa, affidata a smentite di rito e a presunte controprove di scarsissima efficacia.
«Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi», proclamava stentoreamente Mussolini il 3 ottobre del 1935, alla vigilia dell’attacco all’Etiopia. Sei mesi dopo, poteva vantarsi di aver riportato «l’impero sui colli fatali di Roma», al costo però, nell’immediato, delle dure sanzioni economiche prontamente decretate dalla Società delle Nazioni e, in prospettiva, di un’irrimediabile rottura con l…