Coppa Italia, sconfitta l’Atalanta 2 Di Natale segna il definitivo 3-1
Sulla panchina dei friulani un ex di lusso come Stefano Colantuono. Torna Estigarribia.
Sulla panchina dei friulani un ex di lusso come Stefano Colantuono. Torna Estigarribia.
A tre mesi abbondanti dall’esonero il mister nerazzurro spiega la sua versione dei fatti.
La notizia dell'approdo di Stefano Colantuono all'Udinese era nell'aria ormai da giorni. Da quando si era capito che il rapporto con Andrea Stramaccioni non sarebbe stato rinnovato alla scadenza.
Le strade dell’Atalanta e di Stefano Colantuono si separano, questa volta in modo definitivo: si può considerare fatta la risoluzione del contratto tra la società bergamasca e l’allenatore romano.
Con Reja inversione di rotta: i nerazzurri avevano il quartultimo attacco del campionato, ma adesso segnano con la frequenza di Roma e Udinese.
Coi tempi che corrono accontentiamoci della suddivisione dei punti. Anche se conseguita con il fattore campo a favore e contro un team per nulla trascendentale.
«L'Udinese si è difesa con ordine nel primo tempo. Abbiamo subìto molto Papu Gomez che ci stava creando grandi difficoltà. Poi ho spostato Piris in marcatura su di lui, che è stato bravissimo e lo ha cancellato e ho avanzato Widmer quasi come ala destra. E così siamo andati vicini al gol vittoria».
«Rispetto a Parma, dove la nostra prestazione non era stata tonica, oggi ci abbiamo provato, specie nel primo tempo. Ci mancano lucidità e tranquillità, soprattutto negli ultimi metri».
Secondo pareggio consecutivo con il risultato di 0-0 per l’Atalanta che, dopo l’impresentabile prestazione di Parma, ha raggranellato un punticino anche contro l’Udinese al Comunale di Bergamo. Confermati tutti i problemi in fase offensiva. Espulso Carmona al 31’ st.
La Serie A passa da qui. Esordio in campionato al Comunale per il nuovo tecnico atalantino Reja, friulano doc, che si troverà di fronte proprio l’Udinese alla sua prima in casa dopo il pareggio contro il Parma.
Allungato a +11 il margine di vantaggio dalla terzultima, con una gara ancora da recuperare, l'Udinese di Andrea Stramaccioni va in cerca di un altro risultato positivo, domani in casa dell'Atalanta, per raggiungere il prima possibile la salvezza, «il nostro scudetto».
L’Atalanta domenica ospita l’Udinese con l’obiettivo di conquistare l’intera posta in palio per allontanarsi dalla zona a rischio.
di Giorgio Gandola
No al Milan, no all’Atletico Madrid. Simone Scuffet, 17 anni, formidabile portiere dell’Udinese spuntato dal nulla come un fiore blu nel calcio italiano in depressione, dev’essere anche una bella persona.
Rassicuranti le argomentazioni di Pierpaolo Marino, riportate domenica su L’Eco di Bergamo, edizione cartacea. Ne esce, l’auspicata conferma di un’Atalanta che per qualità dovrebbe rispecchiare quella dello scorso campionato.
Servirebbe un tipo alla Quagliarella, ma costa decisamente troppo. E allora occhio a nomi noti come Bergessio e Pinilla: fuori mercato Paulinho, Siligardi dovrebbe restare al Livorno. Occhio ai possibili rapporti con una Fiorentina nell’affaire Bonaventura.
Novità che corre sulla Rete Web. L’Udinese starebbe per soffiare ai bergamaschi l’attaccante in uscita dal Chievo Thereau. Un nome che i bergamaschi hanno più volte citato e considerato un ottimo acquisto per la squadra locale.
Ci schieriamo apertamente dalla parte dei parecchi supporter che invocano il ritorno di Guido Marilungo in pianta stabile nell’Atalanta. Sono le cifre ad avallarne il rientro, in particolare, dopo il suo recente exploit nei playoff che hanno consentito al Cesena di riassaporare il profumo della serie A.
Per l’irpino trovata la soluzione: la comproprietà è stata rinnovata e il giocatore passa in prestito all’Atalanta, ma c’è già l’accordo per il riscatto. Per Cigarini urge accordo entro le 19 di venerdì 20 giugno col Napoli: qualche manovra di disturbo su Théréau.
Il mercato dell’Atalanta? A parte l’eccezione più attesa, si farà dopo le comproprietà. E attenzione a come si chiuderà la vicenda Cuadrado, perché dalla destinazione del colombiano – ora a Firenze e in comproprietà tra i viola e l’Udinese - conseguiranno molte delle strategie nerazzurre.
Altro che sindrome del quarto anno (consecutivo). Colantuono ha sfatato il tabù: in 107 anni di storia nessun allenatore è rimasto per 4 anni consecutivi sulla panchina dell’Atalanta senza retrocedere. Ora deve vedersela con il Mondo. Colantuono o Mondonico? Qual è il tuo allenatore preferito? Vota il sondaggio