Giovedì 02 Gennaio 2014

«Dai papà, puliamo il parco»

La lezione del piccolo Giorgio

Rifiuti abbandonati

Da Bergamo a Brindisi per ripulire un parco dai rifiuti. Protagonista Giorgio, un bambino di 7 anni residente in città, in Puglia per le vacanze di Natale. A raccontare la storia è il giornale locale «Senza colonne News».

Il piccolo, che frequenta la prima elementare dell’Istituto Savio di Boccaleone, ha messo a frutto gli insegnamenti scolastici.«Papà - ha detto al genitore - facciamo quello che ho fatto a scuola: mettiamoci i guanti e raccogliamo i rifiuti». E così è stato. Il papà di Giorgio, Sergio Mingolla, non ha potuto far altro che accettare il consiglio del bambino e i due, armati di guanti e buste di plastica, sabato mattina hanno ripulito il parchetto della cittadina pugliese.

Giorgio, a soli 7 anni, ha dato così un esempio di civiltà, quella che manca a tanti adulti che non si preoccupano di tenere puliti i luoghi pubblici e le bellezze di una città, riempiendo di immondizia parchi giochi per i bambini, giardini di quartiere e vie cittadine (scrive il quotidiano locale).

La famiglia Mingolla, originaria di Brindisi, si è trasferita a Bergamo ormai da 13 anni, ma come ogni anno, durante le festività natalizie torna in Puglia per trascorrere le vacanze. In queste occasioni papà Sergio fa sempre lo stesso giro con il figlio Giorgio e passa davanti al giardino ai piedi del monumento al Marinaio d’Italia.

«Siamo a Brindisi per le consuete feste di Natale, - racconta il papà di Giorgio – e facendo un giro al quartiere Casale, tappa fissa per Giorgio, il più grande dei miei due figli, abbiamo fatto una passeggiata per i giardini che circondano il monumento. Lo spettacolo nel quale ci siamo imbattuti l’altro giorno è stato abbastanza deprimente, rifiuti dappertutto, tanto che Giorgio mi ha proposto di mettere in pratica un progetto che ha realizzato nella sua scuola intitolato “Puliamo il mondo”».

«Inizialmente – continua il papà – ero molto riluttante all’idea di mettermi a raccogliere i rifiuti in uno spazio pubblico e ho cercato di scoraggiarlo, sbagliando, perché i bambini sono straordinari nella loro semplicità. Lui infatti mi ha chiesto cosa sarebbe potuto succedere se avessimo ripulito quello spazio verde: sarebbe scattato un allarme? Ci avrebbero forse arrestato? In quel momento ho capito che mettersi contro la purezza di un bambino è da stupidi».

Così padre e figlio si sono armati di guanti e hanno raccolto i rifiuti da terra, impiegando pochi minuti a riempire i due sacchetti che avevano con loro. «Abbiamo raccolto di tutto: lattine, bottiglie di plastica, tanti pacchetti di sigarette, ma la cosa più sconvolgente sono state le bottiglie di spumante. Mi chiedo: ma è possibile che i ragazzi decidano di festeggiare sbronzandosi e gettando i rifiuti in giro? Uno sforzo lo possiamo fare tutti per tenere più pulita questa città, non tanto andando a raccogliere i rifiuti per strada, quanto cercando di non sporcarla» conclude il papà di Giorgio.

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