Sabato 10 Maggio 2014

Il vorticoso valzer delle nomine

E gli azzurri non ne azzeccano una

Bandiere di Forza Italia

Dino Nikpalj

Ennio Flaiano, lui sì che avrebbe trovato le parole giuste. Qualcosa del tipo «indecisi a tutto», uno dei suoi aforismi più celebri, perfetto per definire questi giorni dalle parti di Forza Italia. Tra giovani leoni dalle unghie un attimo spuntate e qualche vecchia gloria tornata in auge a mo’ di consigliere anziano occulto.

Dal clamoroso flop di Sacbo al programma elettorale di Tentorio, via Gori e relativo presunto abuso edilizio, gli azzurri bergamaschi non ne hanno azzeccata una nemmeno per sbaglio. Al gran valzer delle nomine nella sala più prestigiosa della Bergamasca si sono presentati manco fossero in una balera della Bassa, cambiando candidati in corsa come figurine per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. E prendersela con il sindaco, reo di non aver puntato abbastanza i piedi, non aver votato contro il nuovo Cda e non aver difeso abbastanza Giorgio Jannone. E soprattutto di non rapportarsi abbastanza con il partito.

il che potrebbe anche avere un fondo di verità, considerato che negli anni del Pdl Tentorio ha goduto di un’invidiabile libertà, e che in Forza Italia manco ci è entrato. Ma lo è pure il fatto che prima di fare il nome di Jannone, il sindaco aveva ricevuto rassicurazioni dagli azzurri sul fatto che non ci fossero problemi con gli altri soci, banche in primis: salvo poi scoprire praticamente in diretta il contrario. Nel frattempo, tanto per non farsi mancare nulla, il candidato azzurro alle Europee Bettoni Valerio e il suo omologo leghista Belotti Daniele se ne dicevano di ogni via etere, dimenticando di essere alleati nel centrodestra. Antipatie personali, per carità, ma come si diceva negli anni ’70, a volte il personale è politico...

Ma tant’è, incassato il colpo di Sacbo, invece di fare quadrato e metterci una pezza viste le due settimane due alle urne, nel mirino ci è finito Tentorio, con diserzione azzurra della presentazione del programma elettorale, precipitosa ricerca di qualche esponente di peso (tra l’altro estraneo alla vicenda) a cercare di tamponare la falla da parte di Palafrizzoni e tensione ai livelli di guardia.

Passano poche ore e la miccia la riaccende il leghista Belotti, attaccando alzo zero Gori su un presunto abuso edilizio. Piatto ricco mi ci ficco? Nemmeno per sogno, anche perché l’asse tra Belotti e il sindaco, entrambi favorevoli al rinvio delle nomine Sacbo, un po’ sugli stomaci azzurri e rimasta. Quindi vai di distinguo sul metodo leghista e no ad attacchi personali. E a qualcuno dalle parti di Palafrizzoni (e non solo...) si è chiesto se la situazione non stesse precipitando. Ma no, solo illazioni: anche perché l’assenza alla presentazione del programma non era polemica, ma determinata da impegni precedenti. E talmente pressanti da far passare 6 ore dall’evento prima di precisarlo. Un finale di settimana da dimenticare per gli azzurri. Flaiano, aiutaci tu...

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