Martedì 11 Febbraio 2014

Pendolare si sfogò su Facebook

Denunciato dalle Fs, ora a processo

Pendolari costretti a viaggiare in piedi

Nel 2008 aveva creato un gruppo su Facebook, il cui titolo tradiva l’esasperazione del pendolare: «Un caro vaffa… a Mauro Moretti, amministratore di Fs: in centomila per mandarlo a casa a calci in c…».

Indubbiamente volgare (e purtroppo in linea col lessico da blog), qualcosa che poteva essere confinato nella sfera della maleducazione generata dalla perdita di pazienza (sacrosanta, quest’ultima, visti i disagi a cui vengono sottoposti i viaggiatori di certe tratte).

Invece, secondo l’ad delle Ferrovie, quel titolo-incitamento conterrebbe due reati: diffamazione aggravata e istigazione a delinquere. Per questo motivo Moretti nell’aprile 2010 aveva denunciato alla polizia postale di Roma l’autore della pagina - un architetto di 41 anni, residente a Bergamo – che aveva raccolto centinaia di adesioni e di commenti.

La pagina fu subito oscurata, il professionista bergamasco subì anche una perquisizione personale. Ora, a distanza di quasi cinque anni, il professionista bergamasco è finito a processo nella capitale, insieme a un trentenne genovese (quest’ultimo per un’altra frase ritenuta diffamatoria). Per il difensore «si tratta di espressioni forti, ma non di accusa gratuite: sono critiche strutturate, non a casaccio».

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