Voto, una legge per i migliori

Voto, una legge
per i migliori

È sbagliato fare ironia sulle (auto) demolizioni dei principi fondanti dei 5 Stelle, ormai cancellati pressoché al completo: manca solo il divieto di terzo mandato. Il tema in realtà è serio, perché riguarda la natura profonda della politica, che le improvvisazioni le fa poi pagare a tutti. Dalla crisi del …

Voto, una legge
per i migliori

È sbagliato fare ironia sulle (auto) demolizioni dei principi fondanti dei 5 Stelle, ormai cancellati pressoché al completo: manca solo il divieto di terzo mandato. Il tema in realtà è serio, perché riguarda la natura profonda della politica, che le improvvisazioni le fa poi pagare a tutti. Dalla crisi del populismo bisogna uscire vivi, se possibile con una buona legge elettorale. Certo, è comprensibile la denuncia di certe contraddizioni talora persino tragicomiche (uso sfacciato di auto blu, contenziosi sui rimborsi, residenze statali usate a sbafo), perché i grillini sono andati al potere con molta arroganza, sbandierando verità, a loro dire, sequestrate da ladri o da élite in malafede, tutte banca e finanza, stile Draghi, per capirsi. Ma il fallimento grillino deve insegnare qualcosa, e intanto scoraggiare altri emuli, perché, la prossima volta, potrebbe andare persino peggio. Potrebbe capitarci un Bolsonaro, scelto non per affidabilità (la pandemia lo sta affossando, e con lui un grande Paese) ma per il fascino decisionista, che piace sempre molto anche quando è accompagnato da pistole sul tavolo, squadroni di vendicatori e ministri poliziotti o militari.