Al G20 di Roma
il futuro
del mondo
multipolare

Primi nodi al pettine per il mondo multipolare post 15 agosto, dopo che il ritiro occidentale dall’Afghanistan ha rimescolato le carte nell’agenda internazionale. Il G20 di Roma di fine settimana per le questioni economico-geopolitiche e il COP-26 di Glasgow del 6-7 novembre per le problematiche energetico-climatiche sono in teoria appuntamenti potenzialmente in grado di essere degli spartiacque per gli eventi futuri. Purtroppo, però, le assenze annunciate sia in Italia sia in Scozia dei presidenti russo Putin e cinese Xi Jinping, i due maggiori sfidanti all’ordine occidentale, hanno ridimensionato le possibilità di successo. In passato, il parlarsi a quattr’occhi fra leader ha aiutato il mondo a superare incomprensioni o momenti difficili… come il presente.

Al G20 di Roma il futuro del mondo multipolare

Dai tempi più cupi della Guerra Fredda non si registravano così tante esercitazioni militari, lanci di missili, dichiarazioni bellicose di capi di Stato. Se si sfogliano le raccolte dei quotidiani, antecedenti allo scoppio della Seconda guerra mondiale, si ritrovano tensioni di ugual rilevanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA