Sarajevo 30 anni fa, le analogie
con l’Ucraina

Centinaia di donne provenienti da tutta la Bosnia hanno manifestato lunedì 11 aprile a Sarajevo per chiedere verità sugli eccidi nei quali hanno perso la vita mariti, figli e parenti. I volti di quegli uomini - alcuni risultano tuttora dispersi perché non sono stati ritrovati i corpi - apparivano su lunghi striscioni.

Sarajevo 30 anni fa, le analogie con l’Ucraina
Le donne di Srebrenica alla manifestazione davanti alla Cattedrale della città bosniaca per ricordare la strage di 30 anni fa
(Foto di ansa)

Ancora nella capitale bosniaca è stato ricordato il 30° anniversario dell’avvio dell’assedio della città, iniziato il 5 aprile 1992 e terminato dopo 1.453 tragici giorni, durante i quali persero la vita 12mila persone (1.200 bambini) e 60 mila furono ferite: un abitante su sei venne colpito da cecchini, granate o bombe. La ricorrenza cade proprio nel tempo in cui il nostro continente è teatro in Ucraina del secondo conflitto (il primo fu appunto nei Balcani) dopo la Seconda guerra mondiale. «Quello che si credeva appartenere ormai alla storia del disonore umano torna sulla scena con rinnovata brutalità e distruzioni, frutto di una ideologia fascista sotto nuove sembianze. Da questa città simbolo della resistenza noi diciamo con forza che non bisogna mai perdere la speranza e rinunciare a combattere per un futuro migliore», ha detto la giovane sindaca di Sarajevo Benjamina Karic.

© RIPRODUZIONE RISERVATA