Allarme violenza sugli autobus, «serve rafforzare la rete dei controlli»

TRASPORTI. I sindacati propongono l’istituzione di un tavolo territoriale. «Situazione sempre più grave, servono aggravanti per gli aggressori»

L’ultimo campanello d’allarme è risuonato nello scorso fine settimana, sabato 31 gennaio, quando durante un normale controllo dei titoli di viaggio, all’altezza della stazione, un controllore è stato insultato e poi aggredito fisicamente da un passeggero 19enne a bordo di un autobus della linea 1 di Atb, diretto all’aeroporto di Orio al Serio. Ed è proprio alla luce di questo episodio che le categorie sindacali dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Cisal rilanciano l’appello per «rafforzare il sistema di controllo», proponendo «l’istituzione di un tavolo territoriale istituzionale con tutti gli attori del territorio», a fronte dell’«intensificarsi di preoccupanti episodi di violenza sui mezzi di trasporto pubblico bergamaschi, con casi di vero e proprio caos orchestrato ad arte, che crea disagi ai cittadini e spesso mette in discussione l’incolumità di autisti e controllori che svolgono il proprio mestiere».

«Non sono rari i casi in cui il personale che Atb e Teb ha ingaggiato per cercare di limitare l’insorgere di episodi violenti viene pesantemente insultato o che si verifichino situazioni d’aggressione nei confronti di passeggeri che già occupano il posto sul mezzo pubblico. E tutto ciò spesso avviene senza che i protagonisti siano in possesso di un valido biglietto»

«Le aziende stanno già facendo il massimo per limitare i disagi ai propri utenti, attraverso azioni di contenimento e deterrenza – spiegano i segretari territoriali Paolo Turani (Filt Cgil), Pasquale Salvatore (Fit Cisl), Adriano Villa (UilTrasporti) e Antonio Chimirri (Faisa-Cisal) -. Ma la situazione diventa più grave ogni giorno che passa e a farci le spese sono sempre di più lavoratori e lavoratrici, che si trovano “disarmati” di fronte a episodi sempre più numerosi e violenti, oltre ad utenti che si ritrovano a subire situazioni di forte disagio e rischio».

Guardando alla cronaca locale, i sindacati ricordano che «non sono rari i casi in cui il personale che Atb e Teb ha ingaggiato per cercare di limitare l’insorgere di episodi violenti viene pesantemente insultato o che si verifichino situazioni d’aggressione nei confronti di passeggeri che già occupano il posto sul mezzo pubblico. E tutto ciò spesso avviene senza che i protagonisti siano in possesso di un valido biglietto».

I sindacati richiamo l’attenzione sulla necessità di «intervenire sul piano della sicurezza ma anche della prevenzione e dell’educazione, perché sappiamo che di questi episodi di violenza e trasgressione delle regole sono spesso coinvolti i giovani e i giovanissimi, tra cui gruppi di maranza, soprattutto nei weekend e in zona stazione, ma non solo, e per questo serve un maggior presidio», come nota Salvatore.

«Serve lavorare in rete»

«Oltre ai controlli ci sia un adeguamento delle norme anche del codice penale che prevedano meccanismi sensibilmente aggravanti nel caso di reati d’aggressione nei confronti di personale operante su mezzi di trasporto pubblico»

Da qui la proposta dei sindacati per «lavorare in rete con le aziende del trasporto pubblico, la Prefettura, la Questura». «Abbiamo più volte chiesto di ragionare anche con le istituzioni a 360° per mettere in campo un sistema di controlli che possa gestire la situazione a tutela di lavoratori e utenti del servizio pubblico - spiegano i quattro segretari territoriali -. Chiediamo che oltre ai controlli ci sia un adeguamento delle norme anche del codice penale che prevedano meccanismi sensibilmente aggravanti nel caso di reati d’aggressione nei confronti di personale operante su mezzi di trasporto pubblico. Siamo convinti che la sinergia tra l’adeguamento normativo in capo al legislatore e il lavoro sul territorio per esercitare controllo e deterrenza siano i binari per poter affrontare efficacemente un problema che sembra senza soluzione. Ribadiamo il nostro invito alla costituzione di tavoli territoriali istituzionali. Unire forze, risorse ed esperienze può aiutare tutti a meglio gestire le complesse dinamiche legate a questo particolare problema e periodo storico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA