(Foto di Colleoni)
IL CASO. È seguita da uno psicologo che la sta aiutando a metabolizzare l’accaduto e a superarlo, la professoressa Chiara Mocchi, accoltellata mercoledì mattina 25 marzo da un suo alunno tredicenne nel corridoio della loro scuola media a Trescore Balneario. Sul fronte delle indagini, si scava sui social per capire chi poteva sapere delle decisioni del ragazzo.
Trescore
Avrebbe acquistato sempre su Telegram tutto il materiale che aveva in casa il tredicenne di Trescore Balneario che mercoledì mattina ha accoltellato la sua prof in un corridoio della scuola media. Lo studente è stato trovato in possesso di materiale «potenzialmente esplosivo»: sostanze comprate sul web e non su Telegram dove ha invece trasmesso in diretta l’aggressione alla sua docente.
Anche il coltello usato per ferire la prof Chiara Mocchi e la scacciacani che aveva nello zainetto durante l’agguato sarebbero arrivati direttamente a casa sua dopo averli comprati online. Resta da capire come facesse a portare a termine questi acquisti: lo stesso legale della sua famiglia, l’avvocato Carlo Foglieni, ha posto l’attenzione su questo aspetto.
Gli inquirenti stanno cercando anche di capire se qualcuno avesse in qualche maniera incentivato lo studente nella sua azione: al momento non risultano però altri indagati. I vari canali web usati dal tredicenne risultano ora inattivi.
«Bisognerebbe risalire alle persone con cui ha avuto contatto - sottolinea il legale della prof, l’avvocato Angelo Lino Murtas -. Non gli è venuto l’idea da solo, stando a casa e questo, chiamiamolo indottrinamento, gli è avvenuto all’interno di quello schermo».
Il legale su CHiara Mocchi: «Sta fisicamente un po’ meglio», ma che «sta soffrendo interiormente» per quello che le è accaduto
Nel frattempo in ospedale Chiara Mocchi è seguita da uno psicologo che la sta aiutando a metabolizzare l’accaduto e a superarlo. Lo dice il suo legale, l’avvocato Angelo Lino Murtas, che rassicura sul fatto che la docente «sta fisicamente un po’ meglio», ma che «sta soffrendo interiormente» per quello che le è accaduto. La prof, 57 anni, bergamasca di Berzo San Fermo, paese vicino a Trescore, è ricoverata in reparto da giovedì mattina all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
In una nuova nota stampa il legale della docente ha precisato, «per doveroso rispetto della verità», che «non corrispondono al vero» le notizie pubblicate da alcuni media relative a «minacce ricevute dalla professoressa; frasi offensive incise sulla carrozzeria della sua autovettura, danneggiamenti ai pneumatici» così come la «mancata denuncia di tali fatti alla pubblica autorità». Ai fini della corretta informazione, l’unico episodio realmente verificatosi - segnala ancora l’avvocato Murtas -, «e che potrebbe aver generato equivoci, risale al 3 dicembre 2024, quando all’uscita dall’Istituto la professoressa trovò la propria autovettura imbrattata da ignoti con degli “sputi”».
La Procira per i minorenni di Brescia (competente anche per la Bergamasca) ha aperto due fascicoli sul caso: uno di natura penale, per ricostruire i fatti - benché lo studente, essendo under 14, non sia imputabile -, e l’altro civile, per permettere di intervenire con provvedimenti di natura sociale nei confronti del minorenne, che dalla sera dell’agguato si trova in una struttura protetta, come disposto proprio dalla procuratrice per i minorenni Giuliana Tondina.
Gli inquirenti vogliono capire quante persone - e chi siano - fossero collegate all’account Telegram mentre veniva trasmesso in diretta dal cellulare del ragazzo l’accoltellamento: un video di un minuto e 53 secondi che è agli atti dell’indagine. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe comunque di meno di dieci utenti.
Sulla vicenda oggi è intervenuto anche il cardinale Matteo Maria Zuppi che, durante un intervento a L’Aquila, ha sottolineato: «Mi ha colpito molto la lettera che ha scritto la professoressa Chiara Mocchi, ferita dal ragazzo di 13 anni: ecco, quello è proprio il modo in cui si ripara».
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