«No war in Ukraine», Malinovskyi segna e mostra la scritta di pace sulla maglietta
Atalanta Il giocatore ucraino impegnato con i nerazzurri in Europa League lancia un messaggio al mondo per la pace in Ucraina.
Atalanta Il giocatore ucraino impegnato con i nerazzurri in Europa League lancia un messaggio al mondo per la pace in Ucraina.
A Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo, la bandiera ucraina: un segno di solidarietà alla popolazione in queste ore drammatiche
La bolla della tensione della crisi ucraina cresce vorticosamente, tra diplomazia a tentoni e appelli alla calma che cadono nel vuoto. Ma una cosa è assolutamente ovvia. Si alzerà il fatturato di chi produce armamenti e la tragica eccitazione odierna è un grande assist a chi già fattura miliardi. Siamo «attaccati alle guerre», ha denunciato ieri Papa Francesco nell’ennesimo appello a scongiurare …
Lasciano una strana impressione le immagini di presidenti, premier (presto sarà la volta di Mario Draghi) e ministri europei a Mosca seduti al tavolo di Vladimir Putin o del responsabile degli Esteri Sergej Lavrov per convincerli a non impadronirsi dell’Ucraina. Da un lato questa spola è il segno di un pressing diplomatico plurale lodevole, dall’altro di una grande incompiuta: istituita ufficialm…
Il presidente Zelensky, il premier Shmygal, il ministro degli Esteri Kuleba, il segretario del Consiglio di Sicurezza Danilov, tutti i ministri di primo piano. La dirigenza dell’Ucraina è compatta, da settimane, nel cercare di ridimensionare gli allarmi sull’invasione russa che ogni giorno, e con toni sempre più allarmati, partono soprattutto dagli Stati Uniti. E non è difficile capire perché. Or…
Due giorni fa, nella zona di Atme, nel Nord della provincia siriana di Idlib, un commando degli Usa ha attaccato il nascondiglio di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qureishi, il capo dell’Isis, che si è fatto saltare per evitare la cattura o la morte per mano del nemico. Due dati devono essere considerati. L’attacco è stato portato, come si dice, con gli scarponi sul terreno. Non con i droni manovrati a…
Una chance per cancellare il «regalo avvelenato» di Donald Trump al Vecchio continente. Russi, americani ed europei sono ora nella situazione di potersi accordare per non dislocare in futuro missili a medio e a corto raggio nella regione. A due anni e mezzo dall’uscita unilaterale degli Stati Uniti dal trattato «Inf» - una delle fondamenta che ha determinato la fine della Prima guerra fredda - qu…
Nella notte tra l’1 e il 2 febbraio sono comparse scritte no vax in alcune zone della città tra cui anche la sede de L’Eco di Bergamo in via Papa Giovanni .
Russia e Occidente si sono finalmente parlati. Rappresentanti del Cremlino e quelli americani, nonché dell’Alleanza atlantica, si sono detti in faccia cosa pensano gli uni degli altri. Adesso Mosca aspetta a breve una risposta alle sue «proposte», alcune delle quali etichettate dalla controparte come degli «ultimatum». A Ginevra, Bruxelles e Vienna non vi è stata alcuna trattativa. La grande dipl…
Incontrarsi e dirsi addio? Il rischio che le trattative tra Usa e Russia si concludano qui, con una gita a Ginevra e la foto di gruppo, in effetti è grosso. D’altra parte i due contendenti l’avevano detto: Mosca chiarendo di non avere alcuna intenzione di trattare «per mesi o anni», Washington affidando alle seconde file il compito di sfogliare come una cipolla le proposte russe fino al gran fina…
Dino Bottani aveva 101 anni. Era l’unico soldato rimasto in Val Brembana partecipe della Seconda guerra mondiale. Martedì i funerali.
La Seconda Guerra fredda è dietro l’angolo. Venerdì 17 dicembre «l’ultimatum» – o perlomeno come è stato inteso nelle cancellerie dei riceventi – è stato consegnato agli ambasciatori occidentali, accreditati a Mosca. In breve: si chiede il ritorno in Europa centrale alla situazione militare del 1997; si propone di impegnarsi a non dislocare missili a medio e a corto raggio, come negli anni Ottant…
Per rendere più accettabili i conflitti contemporanei combattuti dall’Occidente, sono stati coniati ossimori quali «guerra umanitaria» o «bombe intelligenti». «Danni collaterali» è invece la definizione cinica per catalogare le persone innocenti morte nei raid dal cielo. Ma la realtà prima o poi presenta il conto. Il «New York Times» ha pubblicato carte segrete del Pentagono dalle quali risulta c…
Da settimana prossima la Regione aumenterà gli sforzi per potenziare l’offerta di tamponi che giovedì sono stati quasi 206mila.
È il «silicio» - da cui non a caso prende nome la Silicon Valley californiana - il simbolo principale della rivoluzione tecnologica che ha irreversibilmente stravolto le nostre abitudini di lavoro e di vita. Si tratta di un metallo semiconduttore la cui presenza è indispensabile nei circuiti integrati e nella componentistica elettronica. Accanto ad esso vi sono elementi chimici meno noti e tuttav…
Balcani producono più storia di quanta ne possano consumare, disse Winston Churchill. A significare che quell’area dell’Europa genera più eventi di quanti ne riesca a rielaborare. È successo anche con i conflitti degli anni ’90 che hanno dissolto la Jugoslavia, consegnati alla storia senza una rilettura comune dei tragici avvenimenti, un’ammissione di responsabilità e una nuova ripartenza spegnen…
Che brutta sorpresa. L’inatteso sibilo di un missile ipersonico e lo scoprire all’improvviso che i cinesi hanno capacità nettamente superiori a quelle immaginate finora stanno facendo piombare i militari americani in un incubo. Su autorevoli testate internazionali non si scrive d’altro: siamo arrivati a Washington vicini al «momento Sputnik». Come nell’ottobre 1957, al tempo del volo inaugurale d…
Che brutta sorpresa! L’inatteso sibilo di un missile ipersonico e lo scoprire all’improvviso che i cinesi hanno capacità nettamente superiori a quelle immaginate finora stanno facendo piombare i militari americani in un incubo. Come nell’ottobre 1957, al tempo del volo inaugurale del famoso primo satellite sovietico, gli americani si stanno rendendo conto di avere un problema: forse hanno sottova…
Il gruppo di ricerca storica Air Crash Po ha ricostruito l’attacco alla motonave che causò 42 morti con le informazioni dell’archivio di Stato statunitense. L’obiettivo primario era un ponte ferroviario a Marone.
Il questore: partita sia festa, tutto il personale impegnato. Attesi 1.400 inglesi.