«Sentire i genitori parlare di Yara è stata un’emozione. Lo dico da padre»
Claudio Salvagni, avvocato di Bossetti, affida a Facebook le sue riflessioni sull’impegnativa giornata processuale di venerdì 11 settembre.
Claudio Salvagni, avvocato di Bossetti, affida a Facebook le sue riflessioni sull’impegnativa giornata processuale di venerdì 11 settembre.
È terminata poco prima delle 20 di venerdì l’udienza fiume per il processo che vede imputato Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio.
Undici settembre. Si ricomincia. È una data suggestiva quella che segna la ripresa delle udienze del processo a Massimo Bossetti, imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Ora è scritto nero su bianco: Massimo Bossetti, in carcere da oltre un anno accusato del delitto di Yara, non ha tentato il suicidio. Anzi è in «buone condizioni generali» e «per null’affatto incline a gesti anticonservativi».
Divieto dell’uso delle telecamere durante il dibattimento, saranno consentite soltanto per riprendere la lettura della sentenza, e respinte tutte le cinque eccezioni presentate dalla difesa. Il numero di testimoni dovrà essere ridotto. È il bilancio della seconda udienza del processo a carico di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio.
L’uomo, compagno di cella di Bossetti, era già stato arrestato a fine maggio per evasione dai domiciliari.
Respinta anche la richiesta di arresti domiciliari con braccialetto, avanzata in subordine dai legali del carpentiere di Mapello.
Udienza in Cassazione a Roma sull’istanza di scarcerazione di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello in cella per l’omicidio di Yara. Il sostituto procuratore generale Giuseppe Corasaniti dice no. Il verdetto dei giudici è atteso nella mattinata di mercoledì 8 luglio.
La prima udienza del processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio si è chiusa velocemente. Sono bastate un paio d’ore di tecnicismi per rinviare il processo al 17 luglio. La partita a scacchi in tribunale è iniziata con la mossa delle prime cinque pedine da parte della difesa: eccezioni, tra le quali l’incongruenza sul luogo dell’omicidio e il test dell’alcol organizzato a sorpre…
Come in una partita a scacchi, accusa e difesa hanno cominciato muovendo le pedine. Chi si aspettava torri, cavalli e alfieri è rimasto deluso: dovrà attendere.
I giudici della Corte d’Assise di Bergamo decideranno il prossimo 17 luglio sulle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa di Massimo Bossetti a cui si è opposta la Procura.
Dunque, oggi inizia il processo per l’assassinio di Yara Gambirasio. Quel «dunque» vuol significare che il carico di sentimenti, che parte da lontano, giunge ad un primo approdo nella sede propria: un processo vero, non un reality. Bergamo torna (o rimane) sotto i riflettori nazionali al termine di un’indagine carica di punti esclamativi, di punti interrogativi e di tanti aggettivi, che ha scosso…
Una carrellata di immagini di questo primo giorno di processo.
Alcune immagini delle ricerche di Yara, dopo la scomparsa. Tutto inizio nel novembre 2010.
La giovane Yara Gambirasio, la sua famiglia. l’appello del dicembre 2010. E il dolore di tutta la comunità bergamasca.
Era il 27 febbraio 2011: il corpo di Yara è stato ritrovato in un campo a Chignolo d’Isola.
Massimo Bossetti «sarà certamente in aula» nella prima udienza e in quelle successive del processo a suo carico che si aprirà il prossimo 3 luglio davanti ai giudici della Corte d’assise di Bergamo che lo giudicheranno per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Un elenco interminabile. Sono 711 i testimoni che la difesa di Massimo Bossetti vorrebbe citare in vista del processo che inizierà venerdì 3 luglio.
L’isola di Capri, località per antonomasia simbolo delle vacanze e della mondanità, sarà palcoscenico inconsueto di un «controprocesso» alla vigilia dell’inizio del processo che vedrà alla sbarra Massimo Bossetti.
A meno di una settimana dall’inizio del processo nei confronti di Massimo Bossetti (fissato per il 3 luglio) la trasmissione di Canale 5 «Segreti e delitti» è tornata venerdì sera sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa a Brembate Sopra la sera del 26 novembre 2010 e ritrovata senza vita tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.