Governanti e governati: se cresce la distanza
MONDO. La ristretta élite del mondo e lo smantellamento delle regole del diritto. In testa alla classifica dei superpotenti tre nomi di facile riconoscimento: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping.
MONDO. La ristretta élite del mondo e lo smantellamento delle regole del diritto. In testa alla classifica dei superpotenti tre nomi di facile riconoscimento: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping.
ITALIA. Il 6 gennaio mattina Papa Leone ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Con essa si è chiuso il Giubileo della Speranza: sono passati 378 giorni e 33 milioni di pellegrini dal 24 dicembre 2024, da quando Papa Francesco aveva aperto questa medesima Porta, dando inizio all’Anno Santo.
MONDO. Di fronte al blitz con cui le forze speciali americane hanno rapito e trasferito fuori dal Paese un capo di Stato straniero, nel caso specifico l’autocrate venezuelano Nicolas Maduro, analisti e opinionisti si sono subito divisi tra coloro che sospettano una specie di accordo transazionale tra potenze (del tipo: io mi prendo le Americhe e tu Cina ti prendi l’Asia) e coloro che invece leg…
ITALIA. Giorgia Meloni è abituata, ma forse questa volta Matteo Salvini l’ha sorpresa.
MONDO. All’indomani dell’operazione statunitense in Venezuela, Katie Miller, podcaster americana e moglie di Stephen Miller, uno dei più stretti collaboratori di Trump, posta su X l’immagine della Groenlandia a stelle e strisce, con un commento emblematico: «Presto». Non è una dichiarazione ufficiale ma è un segnale politico.
MONDO. Il 2025 è stato l’anno che ha registrato il numero più alto di guerre dalla fine della seconda guerra mondiale, con ben 90 paesi coinvolti. Non è solo la quantità dei conflitti armati che contraddistingue l’anno appena chiuso. C’è anche la qualità dei rapporti intervenuti nelle relazioni internazionali.
MONDO. Trump ha rinunciato definitivamente al Premio Nobel per la Pace. L’operazione militare contro il Venezuela, con il conseguente cambio di regime, conferma la politica muscolare del presidente statunitense, già autore di attacchi limitati in Siria, Yemen, Iran e contro imbarcazioni di trafficanti di droga del Paese sudamericano.
ITALIA. Ci sono territori che cambiano perché subiscono il cambiamento, e territori che cambiano perché lo costruiscono.
MONDO. Con impressionante regolarità, e da almeno quindici anni (2009, le proteste del Movimento Verde contro la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad), l’Iran è scosso da proteste che, dalla capitale Teheran, si allargano a gran velocità agli altri centri del Paese.
ITALIA. Dalle parole di Giovanni Zambonelli, da sei mesi presidente della Camera di Commercio di Bergamo, emerge un quadro decisamente lucido del territorio.
ITALIA. Un richiamo all’insegnamento della Storia, il discorso di fine anno del Presidente Mattarella, con un doppio messaggio: da un lato la democrazia e la Repubblica, nate 80 anni fa con il referendum del 2 giugno 1946, dall’altro i giovani.
MONDO. Stabilità internazionale, rapporti meno tesi tra gli Stati e maggiore coraggio nelle scelte cruciali da parte dei leader. Ecco quanto è auspicabile augurarsi nel 2026 dopo il turbolento 2025.
MONDO. Sul piano internazionale nel 2025 ci siamo ritrovati sulle «montagne russe». L’anno ci ha consegnato a nuove incertezze, è stato dominato dalle quotidiane iniziative del presidente Trump e segnato, per noi occidentali, soprattutto dai conflitti irrisolti in Medio Oriente e in Ucraina.
MONDO. L’obiettivo del 2026 è la pace in Ucraina dopo quattro anni di guerra. A Gaza, nonostante tutto, la tregua sembra reggere aspettando la fase 2.
MONDO. La cronaca di questi giorni, anzi di queste ore, dimostra plasticamente quanto poco abbia di negoziato quello che ci siamo abituati a definire «negoziato sulla guerra in Ucraina».