Mercoledì 23 Marzo 2011

Yara, il taglio al collo
ha reciso anche la trachea

Resta sempre avvolta nell'incertezza, e nel riserbo del medico legale Cristina Cattaneo, la causa ultima della morte della piccola Yara. «Ci vorranno settimane», hanno ribadito anche ieri gli inquirenti. Intanto emergono però nuovi dettagli sulle ferite inferte alla tredicenne, in particolare quella alla gola.

La lesione da arma da taglio interessa tutta la zona anteriore del collo, da parte a parte, e anche la trachea risulta essere stata recisa. Una delle ipotesi è che questo taglio possa aver provocato una crisi respiratoria e dunque essere stato la causa della morte. Ma si tratta soltanto di ipotesi, in attesa che vengano conclusi gli esami dell'Istituto di medicina legale di Milano anche sui tessuti corporei della giovanissima ginnasta, per conoscerne il livello di ossigenazione e stabilire, dunque, se la causa ultima del decesso possa essere stata l'insufficienza respiratoria.

Il quadro delle lesioni rintracciate finora dagli esperti sul corpo di Yara è complesso e di difficile lettura. Ci sono tre contusioni al capo «dovute a corpo contundente, percosse o caduta», come ha spiegato in conferenza stampa il procuratore aggiunto Massimo Meroni. Ci sono le ferite d'arma da taglio: quattro alla schiena (due rette parallele in senso orizzontale e due diagonali, tutte nella zona lombare, una delle quali ha reciso gli slip), due nella parte interna dei polsi, tre alle gambe e una al collo.

Le poche tracce di sangue trovate dai Ris di Parma sui vestiti lasciano ancora aperto il dubbio se si sia trattato di ferite ante o post mortem. Gli inquirenti mantengono estrema cautela su tutti i punti, soprattutto non si sbilanciano sull'effettiva causa del decesso e ribadiscono l'intenzione di attendere, per questo, il responso finale dell'autopsia. Di certo l'insieme delle lesioni finora riscontrate dipinge, purtroppo, il quadro di un omicidio brutale e crudele.

Torna a spuntare l'ipotesi strangolamento: ne parla «Oggi», nel numero di questa settimana, spiegando – come peraltro già sostenuto da più fonti – la presenza di presunti segni di forte pressione alla gola. Gli inquirenti non escludono questa possibilità, ma spiegano che «segni di digitopressione sul collo di Yara non sono stati evidenziati, anche perché, a causa del tempo trascorso, risultano assenti gli strati superficiali dell'epidermide».

È stata smentita la notizia di nuove scoperte di profili Dna estranei alla vittima sugli indumenti, in particolare sulla felpa. Il lavoro sui vestiti è prezioso ma molto lungo: «Per trovare il Dna di Danilo Restivo sugli indumenti di Elisa Claps – dicono gli inquirenti – ci sono voluti 6 mesi di analisi».

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a.ceresoli

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