Sabato 22 Marzo 2014

Ospedale, appalti sotto inchiesta

«L’allarme lanciato già nel 2006»

L’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

«Son tutte turbative, son tutti abusi»: queste frasi, che lasciano intuire una qual consapevolezza di atti illegali, sono pronunciate da indagati intercettati nell’inchiesta della Procura di Milano che ha portato in carcere Antonio Rognoni, ex direttore generale di Ilspa, Infrastrutture Lombarde spa, società a partecipazione pubblica della Regione, e Pier Paolo Perez, responsabile dell’Ufficio gare, mentre ai domiciliari sono finiti altri 6 professionisti e 15 indagati a piede libero.

Sotto la lente dei magistrati c’è anche l’ospedale di Bergamo, o meglio, atti e consulenze legali per gare e appalti, che riguardano sia la costruzione del Papa Giovanni XXIII sia l’alienazione degli Ospedali Riuniti, in sostanza le procedure per l’asta di vendita. Secondo le accuse dei pm Antonio d’Alessio e Paola Pirotta e del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, Rognoni e i suoi collaboratori avrebbero gestito alcune consulenze (specialmente in campo legale) e appalti affidando presunti incarichi pilotati a persone di loro fiducia, bypassando le procedure negoziate e di evidenza pubblica previste dalla legge.

«È dal 2007 che denunciamo incongruenze nelle procedure seguite da Infrastrutture nell’assegnazione degli appalti », ha dichiarato ieri Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia. Di più, Orazio Amboni, Welfare Cgil di Bergamo ricorda che già a fine 2006 aveva diffuso un a nota critica sull’ingresso di Infrastrutture nell’iter di realizzazione del nuovo ospedale: «Con gli arresti viene confermato che affidare a Infrastrutture gli appalti per il nuovo ospedale non è stata una bella cosa: nel 2006, e fino ad allora i lavori erano avanzati nel pieno rispetto del cronoprogramma, su decisione regionale al gruppo dirigente dei Riuniti venne tolta la gestione dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale. L’appalto principale e secondario erano in capo all’Azienda ospedaliera, ma quello in concessione per i servizi passò a Infrastrutture, così poi le altre gare per il completamento dell’ospedale. Fino alla direzione lavori per la trincea antiacqua. Al netto delle inchieste, si è visto com’è andata.

Sulla questione della trincea drenante, per esempio, c’è anche un’inchiesta aperta a Bergamo», evidenziano gli avvocati di MicroMega Roberto Trussardi e Rocco Gargano. L’inchiesta, quella di Bergamo (per cui sono indagati i vertici dell’Azienda ospedaliera), riguarda l’affidamento diretto per la realizzazione della trincea drenante. Il pm Giancarlo Mancusi lavora per verificare che realmente sussistessero le condizioni di necessità, urgenza e imprevedibilità per escludere una gara d’appalto.

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