La retorica dello zar, le scelte dell’Europa

La Russia è una vittima per quello che è accaduto in Ucraina, adesso si eviti «l’orrore di una guerra globale». Questo in estrema sintesi il pensiero di Vladimir Putin, espresso nel suo discorso al Paese davanti a migliaia di militari in armi sulla piazza Rossa. Dichiarazioni a sorpresa da parte del capo del Cremlino non ve ne sono state, ma è stata ribadita la solita linea retorica, che si ascolta da due decenni. Ossia la Russia è l’ultima «fortezza», assediata dal male, l’ultima difesa dei valori tradizionali di fronte ad un Occidente depravato.

La retorica dello zar, le scelte dell’Europa
Folla nella piazza Rossa a Mosca per ricordare la vittoria sul nazismo
(Foto di ansa)

Fondamentalmente il capo del Cremlino voleva spiegare al suo popolo che in Ucraina le forze armate russe stanno difendendo la madrepatria, come avviene da secoli, prima contro Napoleone poi contro Hitler, oggi in Donbass. Mosca è stata costretta ad un «atto preventivo», poiché gli americani e i loro «compari» stavano facendo affidamento sui «neonazisti» e si preparava una minaccia contro le «nostre terre», «Crimea inclusa». Il parallelo tra nazisti di ieri e quelli di oggi permane, quindi, per indicare il nemico. Così la gente capisce meglio, devono aver pensato gli «speechwriters» del Cremlino.

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