Armi da guerra e tentato omicidio Albanese in manette a Romano
L’uomo era stato condannato dalla Corte d’appello di Tirana a 10 anni di reclusione.
L’uomo era stato condannato dalla Corte d’appello di Tirana a 10 anni di reclusione.
Tra lui e la sua morte c’erano soltanto 70 metri, l’altezza che separa il ponte tra Capriate e Trezzo dal fiume Adda. Ma a impedire che un 34enne di origine marocchina e residente a Capriate si buttasse di sotto ci hanno pensato i carabinieri della stazione di Bellusco (Milano).
Su L’Eco di Bergamo del 19 aprile una pagina intera sulla vita incredibile del comandante Alfa, uno dei cinque fondatori del Gis (Gruppo intervento speciale) dei carabinieri nel 1977. Attualmente in servizio come addestratore, per la prima volta nella sua carriera militare ha deciso di raccontarsi e lasciarsi intervistare. E venerdì 24 aprile sarà a Bergamo.
Marocchino di 34 anni ha dato in escandescenze coi carabinieri intervenuti su richiesta del titolare di un bar di Clusone, con cui stava discutendo, e alla fine è finito in manette dopo aver morso un maresciallo.
Appena l’hanno vista nel fiume, non hanno esitato a tuffarsi per poi raggiungerla a nuoto e riportarla a riva, salvandole così la vita.
«Quando ho letto su L’Eco che era stata sventata una rapina a una gioielleria di Ponte San Pietro non ho pensato nemmeno lontanamente che potesse trattarsi della mia».
Nel mirino i depositi ditte di spedizione, sparita merce per un valore complessivo della refurtiva di 1 milione e mezzo di euro. La banda di Torino aveva colpito anche nella Bergamasca: due raid ai danni della «Bartolini» di Osio Sotto.
Nel nel centro storico di Brembate una Peugeot 205 con a bordo tre persone è stata inseguita da cinque auto dei carabinieri. La vettura in fuga ha speronato in curva due vetture parcheggiate e ha terminato la sua folle corsa contro un pilastrino del sagrato della chiesa.
Indagine contro il traffico di sostanze stupefacenti a Zanica: un arresto. I militari sono entrati in azione nelle prime ore del pomeriggio del 19 febbraio e hanno bloccato L. I., marocchino di 27 anni, con precedenti.
A Ghisalba due bergamaschi sono stati bloccati dai carabinieri mentre tentavano di portare via il metallo della copertura dei loculi.
Per scappare ha speronato due auto, ma non ha fatto i conti prima con i carabinieri di Curno, che lo hanno inseguito per tutto il tempo, e poi con il fatto che uno dei militari fosse maestro di arti marziali. Inseguito da Treviolo a Bergamo.
I carabinieri di Brescia hanno chiuso le indagini sui tre albanesi arrestati l’estate scorsa e responsabili della morte di Pietro Raccagni.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo, coadiuvati dai militari dei comandi provinciali di Brescia, Palermo, e Lucca hanno dato esecuzione alla fase operativa dell’indagine denominata «Blackmail».
È stata ridimensionata dal gup Giovanni Petillo l’inchiesta sui carabinieri (21 quelli indagati, per lo più della Compagnia di Zogno) e sugli infermieri «talpa» di sei ospedali della Bergamasca, che per quasi 4 anni ha impegnato il pm Franco Bettini.
L’ex comandante della compagnia assolto da ogni accusa. Il maresciallo Cavallo rinviato a giudizio per 15 capi d’imputazione a fronte dei 33 iniziali.
Al posto di blocco dei carabinieri ha consegnato la fotocopia della patente. «È la mia». Invece era del gemello.
Tra i 12 fermati dai carabinieri nel Bresciano per traffico di stupefacenti anche un detenuto del carcere di Bergamo, semilibero, che approfittava della giornata fuori dal carcere (lavorava in una comunità di recupero per tossicodipendenti) per tirare le fila dell’organizzazione.
Dalle prime luci dell’alba i carabinieri della compagnia di Treviglio hanno dato esecuzione alla fase operativa dell’indagine «Marrakech 2013».
All’interno della discoteca «Bolgia» di Osio Sopra i militari, in collaborazione con gli operatori del locale addetti ai controlli, hanno scoperto due giovani mentre cedevano stupefacenti.
Chiesta l’archiviazione per i tre carabinieri indagati dopo la sparatoria del 23 novembre 2013 a Bolgare, in cui perse la vita un albanese di 27 anni, Behexhed Bushi, in fuga con due complici. Per la Procura i militari non hanno nessuna responsabilità, neppure a titolo colposo.