A destra e sinistra: «Vorrei ma non posso»
ITALIA. La calda estate terminerà, ma resterà la stagione del grande scontento, delle cose non risolte, del rinvio, nell’attesa ipnotica delle prossime elezioni.
ITALIA. La calda estate terminerà, ma resterà la stagione del grande scontento, delle cose non risolte, del rinvio, nell’attesa ipnotica delle prossime elezioni.
MONDO. Il voto a sorpresa del Parlamento europeo, che manda per le lunghe la ratifica di Mercosur, mette in imbarazzo Giorgia Meloni, già alle prese con qualche segnale di disagio sul fronte dei corpi intermedi che più l’hanno sostenuta in questi anni.
MONDO. Il tempo è poco, scade il 7 luglio, e il luogo è quello delle grandi svolte della storia, la Francia, ma non possiamo davvero compiacerci dei guai che riguardano i nostri cugini francesi. Passa da Parigi, anzi dal voto dell’immensa provincia francese, il futuro che riguarda l’Europa e molto da vicino l’Italia.
L’impressione è che i sovranisti comincino a giocare in difesa e un po’ meno baldanzosi, pur nel bellissimo 2019 (come da profezia di Conte), l’anno della fine della povertà (Di Maio). Niente di clamoroso, solo qualche scricchiolio, ma nell’aria si avverte che la loro potrebbe non essere una marcia trionfale a prescindere. Lo stato di grazia continua, specie per Salvini, tanto più che sulla testa…