La stabilità del sistema, interesse comune
ITALIA. Si sente spesso ripetere, con un pizzico di benaltrismo e una dose di pragmatismo spicciolo, che «con le riforme elettorali non si mangia».
ITALIA. Si sente spesso ripetere, con un pizzico di benaltrismo e una dose di pragmatismo spicciolo, che «con le riforme elettorali non si mangia».
ITALIA. A oltre ottant’anni dalla caduta del fascismo, la realtà smentisce l’auspicio. Il 25 Aprile resta un campo di battaglia, una fonte di aspri contrasti che sembrano col passare del tempo esacerbarsi, anziché sfumare nel solenne ricordo storico.
ITALIA. Si dice che l’Italia dia il meglio di sé quando si trova con le spalle al muro. Siamo il Paese d’Europa più franoso, più soggetto a terremoti. Eppure nessun governo ha attuato (progettato magari sì) un piano organico di salvaguardia della nostra bella Italia.
ITALIA. Al tempo della Prima Repubblica, le oscillazioni elettorali erano contenute. Dell’ordine dell’1-2-3%.
ITALIA. Nata male, la questione della divisione delle carriere dei magistrati è finita peggio. Destino amaro, quello delle modifiche-aggiornamenti del testo costituzionale. Sono passati 80 anni dall’apertura del cantiere che ha sfornato la «Costituzione più bella del mondo» e di quel clima di condivisione della sua stesura non c’è (quasi) più traccia.
MONDO. L’Italia e l’Europa, «as usual», anche in occasione della guerra scatenata da Israele e Usa contro l’Iran, accusano la stessa irrilevanza politica di sempre.
ITALIA. Comunque vada a finire, il voto del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati resterà un unicum nella storia elettorale italiana.
ITALIA. I nostri padri costituenti, alla luce dello sbocco autoritario cui aveva portato la democrazia diretta (i famosi plebisciti mussoliniani), non hanno nutrito dubbi su quale democrazia adottare per la neonata Repubblica.
ITALIA. Il tema della sicurezza, sinora legato prevalentemente a borseggi, scippi, furti, si è imbarbarito in queste ultime settimane con le violenze di piazza.
ITALIA. L’esperienza di questi ultimi trent’anni di bipolarismo, per quanto zoppicante, ci ha insegnato che una maggioranza non viene azzoppata dall’opposizione. Se cade è per le sue beghe interne. Così è stato per il centrodestra.
ITALIA. All’improvviso il centro, ossia lo spazio politico tra destra e sinistra è diventato l’obiettivo un po’ di tutti. Se lo contendono Calenda, Renzi e Tajani. Sono interessati al suo futuro anche Fratelli d’Italia e il Partito democratico.
ITALIA. Ci mancava solo il referendum sulla giustizia per dare un’altra scossa alla campagna elettorale già avviata, in vista delle politiche del 2027.
MONDO. Il 2025 è stato l’anno che ha registrato il numero più alto di guerre dalla fine della seconda guerra mondiale, con ben 90 paesi coinvolti. Non è solo la quantità dei conflitti armati che contraddistingue l’anno appena chiuso. C’è anche la qualità dei rapporti intervenuti nelle relazioni internazionali.
ITALIA. Ancora un paio di giorni e la legge di bilancio sarà approvata. In extremis, con affanno, come sempre, quest’anno anche col rischio di un ricorso all’esercizio provvisorio. Puntualmente ci si lamenta della mancanza di un confronto serio tra maggioranza e opposizione, così come del ricorso massiccio ai voti di fiducia.
ITALIA. Siamo stati facili profeti a prevedere che all’apertura delle urne i partiti avrebbero riservato al fenomeno dell’astensionismo, anche se ormai galoppante, i soliti dieci minuti di rito. Il tempo che si conoscessero i risultati del voto, e della diserzione degli italiani dalle urne non si è fatto più parola.
ITALIA. Un alto grado di astensione dovrebbe essere una questione vitale e invece continua ad essere trattato senza la serietà che merita.
ITALIA. «Non ci hanno visto arrivare» - aveva esclamato Elly Schlein al momento di festeggiare la sua elezione a segretaria del partito, irridendo alla dabbanaggine del gruppo dirigente del Pd, che si era fatto sorprendere indifeso.
ITALIA. C’è poco da stupirsi se l’elettore si sente spaesato, o apertamente disamorato, e si rifugia nell’astensione.
ITALIA. Nel calcio vale una regola implacabile, ma sana: Mister che sbaglia, si cambia. In politica questa regola vale sì e no.
ITALIA. Si sapeva dell’indignazione, covata nel Paese, per il massacro in atto del popolo palestinese. Si sapeva che l’indignazione era salita ad un livello tale che scuoteva ormai le coscienze di una larga maggioranza dell’opinione pubblica.