Venerdì 06 Giugno 2014

Tentorio-Gori, ultimi fuochi

E feste finali nel centro città

Confronto fra i candidati
(Foto by FotoBerg)

L’ultimo Round prima delle urne: Giorgio Gori e Franco Tentorio protagonisti del faccia a faccia «tra due signori, due persone molto per bene» come li presenta Giorgio Gandola, direttore de l’Eco di Bergamo, nell’inedito confronto all’americana all’Università, in Sant’Agostino. Due minuti a testa, e via. «Una corsa che rifarei! Non semplice...» è il primo commento di Gori. «Comunque vada, un confronto che mi ha arricchito».

«È stata una campagna impegnativa, dopo 5 anni da sindaco. Certo, i sacrifici ci sono, però è fortemente gratificante. Per questo lo rifarei. Anche se è stato un gioco impegnativo sotto tutti i punti di vista», la risposta di Tentorio.

La più grande opera per il sindaco? «Continuare a garantire i servizi pur in presenza di tagli. E questo deve essere la prima opera per il futuro, l’attenzione alla gente».

Per Gori, invece, «i prossimi saranno anni concreti, penso alla ristrutturazione stadio e al trasferimento della Gamec. Ma se devo indicarne una, penso al risanamento del patrimonio d’edilizia popolare del Comune». E sugli attacchi di Belotti «ho sempre cercato di tenere alto lo sguardo sulla città: mi sono innervosito perché la campagna é stata spesso schiacciata da argomenti di bassa lega».

Poi il capitolo sogni, cominciando da Porta Sud. Per Tentorio, resta un obiettivo: «Va tenuta viva ma bisogna ridurne le dimensioni». Per Gori «non si accantona un sogno del genere, non si può immaginare di non restituire questa parte di città alla città, ma il progetto va rivisitato senza però essere rimandato sine die».

Qualche anticipazioni sulle squadre. Per Gori: «non hanno tutti un nome e un volto, anche se un’idea me la sono fatta. Ho già fatto i nomi di Sergio Gandi e Nadia Ghisalberti: per il resto le scelte andranno fatte da lunedì, basandosi sulle competenze, senza puntare solo sulle preferenze e ridisegnando gli ambiti degli assessorati». Tentorio invece annuncia «una Giunta dalla composizione molto rinnovata, con spazio ai giovani. Competenze sì, ma anche il favore popolare conta».

A proposito dell’Expo, il sindaco affermato che «finora risulta un evento troppo “Milanocentrico”. Possiamo fare molte cose se ci danno gli strumenti. Puntando per esempio su Orio, una fonte di ricchezza che va bene così, non più grande». Una sottolineatura, quest’ultima che trova concorde anche il candidato del centrosinistra. Per entrambi insomma l’aeroporto ha raggiunto il suo limite e «occorre guardare a Montichiari assieme a Milano». E tornando all’evento del 2015, per Gori «non bisogna puntare su 200 cose, ma su 5 di buon livello: riaprire la Carrara, un programma speciale su Donizetti, il Kilometro Rosso, l’Università e Bergamo Scienza. Ma anche sul vino, facendo di Bergamo la capitale dell’enologia durante l’Expo».

Durante il faccia a faccia, Tentorio ha anche auspicato la condivisione di obiettivi comuni «come dimostra la vicenda dell’Accademia della Guardia di Finanza. Metodo che auspico si possa seguire. chiunque sia il sindaco». Comuni come la nuova Gamec agli ex Magazzini Generali: «I tempi per il recupero della Montelungo si sono allungati: abbiamo perplessità sulla soluzione dei Magazzini generali, ma sarebbe sciocco e ideologico dire di no. E quindi vi daremo seguito».

Ad entrambi i candidati è stato chiesto anche una proiezione verso il futuro. Tentorio vorrebbe «tra 5 anni una Bergamo serena», Gori «una città con più fiducia e capace di dialogare con l’Europa, in un contesto più vitale e vivace».

Il format del dibattito è stato organizzato da L’Eco di Bergamo e coordinato dal suo direttore Giorgio Gandola.

In serata spazio alle feste finali: il centrosinistra e Gori in piazza Dante con ospite d’onore il ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi. Dall’altra parte della strada, in Piazza Dante il centrodestra con la segretaria regionale di Forza Italia Maria Stella Gelmini a supportare la corsa di Tentorio in piazza della Libertà

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