Mosca, prove di forza: le condizioni per negoziare

MONDO. Prepariamoci a lunghe settimane di alta tensione tra Russia e Unione europea anche lontano dalla frontiera Est. Con gli Stati Uniti di Donald Trump distratti dalla guerra nel Golfo Persico, i veri giocatori sono entrati alla fine in campo.

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Il preludio lo si era visto a Kiev durante l’Euro Maidan (i moti europeisti anti Janukovich) a cavallo tra il novembre 2013 e il febbraio 2014, poche settimane prima che il Cremlino annettesse la Crimea con una mirabile azione di intelligence e iniziasse la tragica campagna dei nazionalisti filo-russi nel Donbass. Ora, in apparenza, ci stiamo avvicinando allo scontro frontale, che potrebbe portare - almeno lo si spera - all’apertura di un vero negoziato (Cremlino-Bruxelles) con l’obiettivo della composizione del conflitto in Ucraina e la definizione di nuovi equilibri continentali.

Un drone (probabilmente) russo si è schiantato su un palazzo in Romania, per fortuna senza fare vittime. Droni ucraini, dopo aver percorso lo spazio aereo Ue dei Paesi baltici, hanno attaccato in marzo i porti di Ust-Luga e Primorsk nella regione di Leningrado. In precedenza altri velivoli senza pilota di Mosca erano finiti in Polonia. Azioni deliberate o casi fortuiti? Tanto è voluto, ma i sofisticati mezzi di guerra elettronica sono oggi in grado di far perdere la rotta ai droni. Per referenze chiedere ai piloti degli aerei dei voli di linea nei cieli del Baltico. Ma cosa ha cambiato adesso le carte in tavola rispetto agli eventi post 2022? Primo: la consegna dei 90 miliardi di euro di prestiti Ue all’Ucraina per l’acquisto di armi. Secondo: come affermano da una manciata di settimane autorevoli istituti occidentali, la Russia non sta più vincendo in Donbass, ma nemmeno gli ucraini stanno vincendo. La differenza è che Kiev è riuscita ad annientare le difese anti aeree federali, permettendo ai suoi droni a corto raggio di mettere a soqquadro le retrovie russe e ai droni di lungo raggio di provocare seri danni alle infrastrutture energetiche dal mar Nero al Baltico fino agli Urali.

Un drone (probabilmente) russo si è schiantato su un palazzo in Romania, per fortuna senza fare vittime. Droni ucraini, dopo aver percorso lo spazio aereo Ue dei Paesi baltici, hanno attaccato in marzo i porti di Ust-Luga e Primorsk nella regione di Leningrado. In precedenza altri velivoli senza pilota di Mosca erano finiti in Polonia

Quali sono al momento le decisioni assunte da Putin? Primo: la Duma ha concesso l’autorizzazione al capo del Cremlino ad usare le Forze armate all’estero per difendere cittadini russi. Il pensiero va subito alle minoranze russofone nel Baltico. Una simile mossa era stata fatta da Mosca nel 2014 poco prima dell’annessione della Crimea. Secondo: i Servizi segreti federali (l’ex Kgb) hanno accusato Estonia e Finlandia di non rispettare i trattati sulle frontiere con la Russia. Terzo: il Cremlino ha dato la possibilità ai propri imprenditori di acquistare armi per difendere da sé le industrie dai droni ucraini. Quarto: la Banca centrale russa ha chiesto la restituzione degli oltre 250 miliardi di dollari (delle proprie riserve) dimenticati nei forzieri europei.

Il ruolo della Nato

L’obiettivo è ottenere migliori condizioni ad un futuro tavolo negoziale con la Russia. L’aspetto mediatico sarà importante

E la Nato come si sta preparando all’escalation di tensione in corso? L’Alleanza atlantica sta facendo diventare il Baltico un fortino e potrebbe chiudere le rotte marittime verso San Pietroburgo. Il punto nevralgico della sua architettura di difesa è rappresentato dall’isola svedese di Gotland. Qui, pochi giorni fa, si sono tenute esercitazioni a cui hanno partecipato 18mila militari alleati e specialisti ucraini di droni. Secondo alcuni analisti nell’isola svedese, distante solo 300 chilometri dall’enclave russa di Kaliningrad, potrebbe essere installato un sistema di difesa aerea a lungo raggio. Allo stesso tempo tedeschi e olandesi, sotto la bandiera della Nato, sono stati incaricati di aiutare nella difesa di Lituania e di Lettonia. Cinquemila soldati americani verranno dislocati in Polonia, che chiede di poter ospitare bombe atomiche dell’Alleanza. Francesi e norvegesi hanno sottoscritto accordi di cooperazione comprensivi di un eventuale ombrello nucleare.

Il gioco adesso si fa duro. L’obiettivo è ottenere migliori condizioni ad un futuro tavolo negoziale con la Russia. L’aspetto mediatico sarà importante. Ecco perché, prima di lanciarsi in dichiarazioni affrettate, i politici nazionali farebbero bene a pesare con attenzione le proprie parole. Il tempo in cui tremano i polsi è dietro l’angolo.

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