Il grafene, l’ultima meraviglia scende in strada
Bergamo sarà la nuova città che sperimenta questo materiale per asfaltare le vie più trafficate. Ma il nuovo materiale abbinato a innovazione di processo e a una tecnologia già sperimentata ha creato un prodotto che rilancia il valore della collaborazione fra competenze scientifiche diverse e dello stesso territorio
Bergamo asfalta le strade con il grafene
Il “materiale delle meraviglie” sulle strade della città.
Anche Bergamo si prepara ad avere strade asfaltate al grafene. E partecipare così al disegno della mobilità del futuro. Tecnologia e innovazione sono contenute nel brevetto depositato dall’azienda bergamasca Iterchimica, leader mondiale e attiva da 50 anni nel settore degli additivi per asfalti e che ora è pronta a scendere sui mercati con Gipave, l’ultimo nato. Il grafene, materiale che vanta due premi Nobel, è il segreto del nuovo asfalto: un materiale bidimensionale composto da uno strato monoatomico di carbonio - detto delle “meraviglie” proprio per le sue incredibili e quasi infinite applicazioni - dopo essere stato testato sulle vie provinciali di città come Roma (via Ardeatina) e Milano (sulla Milano-Meda) ora sarà sperimentato anche sulle strade di Bergamo.
L’annuncio ufficiale, con tutti i dettagli (quali saranno le strade), tempi e modalità dell’operazione, verrà dato entro la fine del mese da Comune, Iterchimica insieme ai partner industriali. Ma la vera novità con cui si presenta l’iniziativa è un’altra, è scientifica e industriale: basata su risultati ambientali straordinari (crea un percorso di economia circolare perfetto), economici (costi e benefici a vantaggio dei secondi) e di alta sostenibilità (forte risparmio di risorse prime) creando strade ecologiche, riciclabili e che puntano a durare per sempre. In termini di numeri e prestazioni la fotografia è questa: la nuova miscela bituminosa garantisce un miglioramento e una durata della pavimentazione superiore al 250% rispetto alle attuali, a fronte di un lieve aumento dei costi fra il 10 e il 15%. Questo significa che una strada al grafene può durare fino a quasi a tre volte di più (10-12 anni contro gli attuali 5), con una sostenibilità data dalla minore necessità di interventi di manutenzione.
L’asfalto al grafene, proprio per le caratteristiche di quest’ultimo materiale, ha una resistenza al passaggio dei veicoli più elevata: i test meccanici fatti da enti terzi indicano una resistenza al passaggio dei veicoli del 35% superiore; una resilienza a parità di sforzo impresso del 46% in più a 40 gradi e una riduzione della traccia lasciata dallo sbriciolamento degli pneumatici del 35% a 60 gradi (fra le principali cause di inquinamento da polveri sottili).
Un ultimo dato: le strade realizzate con grafene sono riciclabili al 100%, ogni suo elemento può essere riusato, riducendo l’estrazione di nuovo materiale e l’impiego di bitume di primo utilizzo. Il brevetto internazionale depositato da Gipave oggi copre sia il prodotto, sia il processo industriale a tutela degli anni di lavoro e della “formula” della miscela finale a cui si è arrivati col nuovo materiale a base di grafene. Top secret quindi su questo fronte. Anche se in realtà vi è un secondo elemento che rilancia il valore di questa sfida vinta: l’utilizzo nella miscela, oltre al grafene e agli additivi di Iterchimica, di una tipologia di plastica che non rientra nella filiera del riciclo (ad esempio, quella dei vecchi giocattoli).
Per Gipave si è invece dimostrata una componente innovativa fondamentale, inaugurando in questo modo un nuovo processo industriale di riciclo. Per questo l’azienda ha già iniziato a raccogliere plastica dura e a stoccarla nelle piattaforme ecologiche della provincia di Bergamo.
Ad e Cfo di Iterchimica
talk
Quanto peso ha nel vostro modello di business il valore
della sostenibilità e della responsabilità sociale?
È la nostra filosofia quella di realizzare pavimentazioni stradali sempre più green e high tech, aumentandone durata e prestazioni. Oggi spostarsi è un’esigenza fondamentale che non può prescindere dalla necessità di avere strade sicure. Al contempo dobbiamo trovare soluzioni sostenibili che impattino sempre meno sull’ambiente.Quali sono i capisaldi che vi consentono di conciliare in un processo produttivo innovazione tecnologica e materiali con il fare impresa green?
Siamo costantemente impegnati a dimostrare che è possibile innovare un mondo tradizionale come quello degli asfalti senza rinunciare a processi sostenibili. Oggi siamo in grado di utilizzare asfalto 100% riciclato risparmiando materie prime e limitando le emissioni di CO2. La nuova tecnologia a base di grafene, inoltre, contiene un tipo di plastica dura che altrimenti sarebbe destinata a termovalorizzazione. Attraverso un recupero tecnologico qualificato e brevettato, è invece possibile riutilizzarla per pavimentazioni stradali di altissima qualità.La ricerca: quanto vale la contaminazione e il confronto con Università, centri di ricerca e imprese del territorio?
La ricerca è fondamentale per la progettazione continua di tecnologie altamente innovative e prestazionali. Il confronto con imprese del territorio e università di tutto il mondo è indispensabile per fare germogliare nuove idee e mettere a punto prodotti sempre più performanti.Il grafene entra nei processi industriali
Il grafene quindi come grande protagonista anche del processo industriale.
Così come si conferma un’eccellenza l’industria bergamasca protagonista di questo passaggio: Iterchimica, impresa familiare, con sede a Suisio, leader internazionale nella ricerca e produzione di additivi per l’asfalto, è sui mercati di 90 paesi ed è controllata al 90% dalla famiglia Giannattasio (fondata nel 1967 dal padre e oggi vicepresidente esecutivo, Gabriele Giannattasio e guidata dai figli Federica, Mariella e Alessandro) e al 10% dal socio-manager Vito Gamberale.
Amministratore delegato di Iterchimica
Una storia aziendale che si riconferma nel valore tecnologico del suo ultimo prodotto, se non altro per il percorso fatto. Un progetto di ricerca durato tre anni e che ha richiesto un investimento continuo del 4% del fatturato annuo contro una media dell’1% del settore.
La ricerca del resto è nel dna aziendale: sono stati coinvolti tutti e quattro i laboratori interni di Iterchimica (Ricerca e sviluppo; Bitumi; Emulsioni bituminose e il Laboratorio tecnologico), oltre 10 ricercatori impegnati, una serie di test per mettere a punto il corretto dosaggio di ogni elemento nella miscela finale e, solo due anni fa il deposito del brevetto, nel novembre 2017: così è nato il Gipave, supermodificante per asfalti con l’anima di grafene.
Ancora una volta dietro anche a questa storia emerge la collaborazione fra competenze a più livelli scientifici. Iterchimica è scesa in campo con la propria specializzazione industriale. Ma il progetto di ricerca finanziato da Regione Lombardia ha coinvolto anche G.Eco (gruppo A2A, società di servizi nella raccolta di rifiuti urbani), l’Università di Milano Bicocca e Directa Plus, startup incubata nel polo tecnologico Comonext, oggi quotata all’Aim di Londra e fra i più importanti fornitori di grafene al mondo.
«In laboratorio i risultati del super modificante al grafene sono eccezionali: la vita utile della strada aumenta notevolmente grazie all’incremento della resilienza dell’asfalto e, quindi, aumenta anche la capacità dell’asfalto di resistere ai danni causati dagli alti stress di traffico, termici e climatici – spiega Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica –: questo risultato di prodotto dimostra in condizioni reali che nel mondo esistono tecnologie all’avanguardia tutte italiane che permettono di migliorare sensibilmente le caratteristiche delle strade con importanti benefici ambientali, oltre a consistenti risparmi economici per amministrazioni, cittadini e general contractors» .
© RIPRODUZIONE RISERVATA