Squadra di frisbee derubata a Orio «Le maglie sui senzatetto milanesi»
Vi ricordate a metà maggio la storia di quella squadra di frisbee derubata nel parcheggio di Oriocenter? Ecco, c’è un aggiornamento che questa volta di porta a Milano.
Vi ricordate a metà maggio la storia di quella squadra di frisbee derubata nel parcheggio di Oriocenter? Ecco, c’è un aggiornamento che questa volta di porta a Milano.
«Marita è certa che Massimo sia innocente e appena possibile andrà a trovarlo in carcere». Agostino Comi, cognato del muratore di Mapello, assicura: «La sua priorità in questo momento sono i figli». Poche frasi quelle che riporta il fratello di Marita, appena sceso dal suo furgoncino.
«Il 26 novembre 2010, dopo aver lavorato a Palazzago, sono tornato subito a casa, percorrendo il tragitto abituale, che mi porta a passare anche davanti al centro sportivo di Brembate Sopra». Lo ha dichiarato Massimo Bossetti. Ora gli inquirenti stanno vagliando le sue dichiarazioni.
Un episodio di leggera tachicardia, probabilmente causato dal forte stress di questi giorni. Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, sabato mattina 21 giugno è stato sottoposto, in carcere, a una serie di accertamenti medici.
La Fara venerdì sera è stata presa d’assalto da auto e moto, parcheggiate ovunque anche nel piazzale di Sant’Agostino dove la catena è stata rotta. Una serata in compagnia (almeno 1.500 persone la stima) che si è conclusa con un epilogo amaro: le multe per divieto.
Accanto al cosiddetto lavoro investigativo e informativo, prosegue quello scientifico del Ris di Parma, dopo l’intervento in casa di Bossetti in cui, oltre a essere sequestrati capi di vestiario, è stato usato il Luminol per cercare anche la minima traccia di sangue che, anche a distanza di quasi quattro anni, potrebbe ancora essere trovata.
Una quasi banale rapina a un furgone portavalori e un omicidio cruento, quello di un uomo che ha sgozzato l’amante della moglie: sono questi i due casi che hanno fatto giurisprudenza sulla validità nel processo degli accertamenti sul Dna.
Sono circa le 17 a Seriate, lunedì 16 giugno, quando un paio d’auto entrano in via Volta. Si aprono le portiere, scendono alcuni uomini in borghese e si dirigono al cantiere per la ristrutturazione della palazzina che si trova all’angolo con via Marie Curie. Guarda il video dell’arresto a Seriate.
Alle 17,45 del 26 novembre 2010 dal cellulare di Massimo Bossetti parte una chiamata al cognato Osvaldo Mazzoleni, il marito della sorella Laura. È questa l’ultima comunicazione del presunto assassino di Yara Gambirasio prima che il suo telefono si ammutolisca per tredici ore.
Si è accasciato sul ciglio della strada, a Cavenago Brianza (Monza), simulando un malore per poi sequestrare e rapinare, pistola in pugno, un automobilista che si era fermato a prestargli soccorso. E’ accaduto ieri sera.
Casco, zainetto e via in moto. Sabato mattina ancora sotto l’assedio dei giornalisti per la pm Letizia Ruggeri. Avvistata all’uscita della Procura, il giudice è stato immediatamente circondato dai taccuini, ma a parte un saluto, il pm ha seminato subito tutti.
«Puzzle quasi completato, ma ci guardiamo bene dal considerare il caso ancora chiuso»
Nella tarda mattinata di venerdì 20 giugno il reparto speciale dei carabinieri è arrivato nella casa dell’uomo fermato per l’assassino di Yara Gambirasio
Nella tarda mattinata di venerdì 20, mentre in Procura gli inquirenti facevano il punto della situazione in una conferenza stampa, i Ris di Parma sono entrati in casa Bossetti a Mapello. La casa è stata messa sotto sequestro dalla serata di giovedì 19 giugno, dopo una perquisizione.
«In questi giorni dobbiamo pensare solo a pregare per la famiglia Bossetti, perchè stanno soffrendo più di noi»: è questo il pensiero di Fulvio Gambirasio, padre di Yara, riferito da don Corinno Scotti, parroco di Brembate da sempre vicino alla famiglia.
Conferenza stampa degli inquirenti dopo il fermo di Massimo Bossetti. Il procuratore capo Dettori: «Polemiche aride e stupide sulle cifre impiegate per l’indagine: di fronte ad un’adolescente uccisa, lo Stato non deve badare a spese».
«Presto la madre dirà la sua verità» spiega l’avvocato Bonomo. E la gemella Laura Letizia si dice sicura dell’innocenza del Bossetti: «Non farebbe del male a nessuno». Posta sotto sequestro l’abitazione a Mapello dopo una nuova perquisizione.
Resta in carcere Alfredo Marchesi, il 53 enne di Colognola accusato di aver ucciso Giuseppe Pesenti, il vetraio 61 enne di Azzano San Paolo colpito alla testa con un cric. Il reato contestato è però quello di omicidio preterintenzionale.
Mentre i carabinieri gli stavano perquisendo casa a Calcinate ha pensato bene pure di minacciarli. E così per un 32 enne disoccupato marocchino si sono spalancate le porte del carcere. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici.
Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello, resta in carcere. Anche se il gip Ezia Maccora non ha convalidato il fermo «poiché dagli atti non si evince alcun elemento concreto e specifico dal quale desumere il pericolo di fuga». Leggi le 6 pagine su L’Eco di Bergamo del 20 giugno