Proclamati 55 dottori di ricerca: «Risorse per il nostro territorio»
Università. Il rettore: «Realizzati progetti innovativi in diversi settori». Aumentato del 20% il riconoscimento economico. «Ora contiamo sul Pnrr»
Università. Il rettore: «Realizzati progetti innovativi in diversi settori». Aumentato del 20% il riconoscimento economico. «Ora contiamo sul Pnrr»
Anziché allo sterile esercizio del totoministri sarebbe più utile, in questa fase istituzionale di attesa, dedicarsi al totoprogramma. È lì che si potrà meglio capire il futuro immediato del Paese, che ha meno dei tradizionali 100 giorni per entrare in sintonia con il primo governo destra-destra della Repubblica. L
Giovedì si terrà la prima seduta delle nuove Camere e i parlamentari dovranno eleggere i loro presidenti. Sarebbe elegante, per dir così, che l’accordo sui due nomi che rivestiranno la seconda e la terza carica dello Stato sia stretto entro mercoledì, domani.
Non avere spazio fiscale è il modo elegante per dire che non hai soldi da spendere. Lo dicono in modo pudico a livello internazionale quando parlano dell’Italia. L’abbiamo sentito evocare a Praga al Consiglio europeo informale del 6 e 7 ottobre. Con l’aumento degli interessi il servizio del debito diventa più caro.
Il commento. Nel corso degli ultimi mesi è emerso in modo sempre più evidente il ribaltamento di ruoli dominanti avvenuto fra dollaro ed euro. Rispetto ad un recente passato in cui la riconquista della parità con l’euro era il principale obiettivo della Federal Reserve, oggi appare chiaro come il conseguimento di una parità con il dollaro sia divenuto un obiettivo prioritario della Bce.
I costi. Arriveranno in autunno nuovi rialzi sui tassi dei mutui casa. La scelta della Bce di aumentare di 0,75 punti il costo del denaro, nella riunione di settembre, non si è infatti ancora riverberata sui tassi applicati ai nuovi finanziamenti.
Il commento. Dall’inflazione che grava sul carrello della spesa al rallentamento delle attività aziendali, molti dei segnali più sinistri in arrivo dalla nostra economia sono riconducibili a una crisi energetica che investe l’intero continente e che ha pochi precedenti nel recente passato. Di chi è la «colpa» di tutto ciò?
Come ampiamente atteso dai mercati e dagli osservatori, la Bce ha aumentato i tassi di interesse di riferimento di 0,75 punti percentuali. Non era altrettanto scontato che avrebbe annunciato anche una serie di aumenti nelle prossime riunioni del Consiglio direttivo, previste ogni 6 settimane, da 2 a 5 volte. Naturalmente le future decisioni saranno assunte alla luce dei dati disponibili a quel mo…
L’accelerazione nell’introduzione di politiche che favoriscano la transizione energetica e il raggiungimento di un’economia a emissioni zero entro il 2050 consentiranno, oltre al rafforzamento dell’indipendenza e della sicurezza energetica dell’Unione Europea, maggiori opportunità di creazione di valore e di occupazione rispetto a scenari con ambizioni ridotte. È quanto emerge dallo studio «Net Z…
C’è chi ha notato che ieri, al dibattito del Forum Ambrosetti a Cernobbio, quando Matteo Salvini ha cominciato a ripetere la sua tradizionale filippica contro le sanzioni alla Russia «che danneggiano più noi che Mosca», Giorgia Meloni – che gli sedeva accanto – si è messa le mani sugli occhi.
Mai elezione pare più scontata. Il centrodestra è dato per vincente. Non si esclude addirittura un suo en plein: ossia la conquista di oltre i due terzi degli eletti; il che lo metterebbe nelle condizioni di poter non solo imporre Meloni premier, ma anche di poter cambiare a suo piacimento la Costituzione.
A più di sei mesi dall’invasione russa in Ucraina nessuno può ignorare che anche noi europei stiamo vivendo un conflitto parallelo, anche se non sanguinoso, come una specie di Metaverso finanziario, basato non sui carrarmati, i bombardamenti e i missili bensì sull’energia. L’economia fa da eco alla violenza orrenda dell’Ucraina.
Il commento. Quanto costa un litro di latte? La risposta, alla fine di quest’anno, potrebbe essere – per la prima volta nel nostro Paese - la seguente: «Oltre due euro». L’allarme lanciato ieri in un comunicato congiunto dalle aziende Granarolo e Lactalis, che parlano di un aumento di prezzo «impensabile per un alimento primario e fondamentale per la dieta italiana», descrive meglio di tant…
Il commento. Uno vale uno. Non è lo slogan del movimento Cinque Stelle ma, approssimativamente, il rapporto di cambio fra l’euro e il dollaro. Nei suoi ormai 23 anni di vita, perché bisogna contare dalla fissazione delle parità del 1999 e non dall’introduzione dell’euro fisico, la nostra moneta ha conosciuto alti e bassi rispetto a quella americana.
Il commento. Si chiama internazionalizzazione ed è un bene che la classe politica la rappresenti e ponga il problema. Quello che stona è il rivolgersi alle platee politiche degli altri Paesi. La politica interna italiana è marginale per l’opinione pubblica straniera.
«Il deficit pubblico è grande abbastanza da badare a se stesso». La freddura del presidente statunitense Ronald Reagan risale al 1984, e nel prossimo mese di campagna elettorale nessun politico italiano sarà in condizione di ripeterla facendo ridere qualcuno. Deficit e debito pubblico del nostro Paese sono «grandi abbastanza», non c’è dubbio, ma la loro sostenibilità dipende da tutto quello che r…
L’opportunistica e del tutto irresponsabile scelta di alcuni leader di partiti in declino di determinare di fatto le dimissioni di Mario Draghi, prosegue nel solco «furbesco» e «perverso» che ha caratterizzato i nostri governi degli ultimi trent’anni, con puntuali, pericolosissime ricadute in termini di peso specifico politico-istituzionale e di credibilità internazionale.
La Banca centrale europea ha adottato ieri due decisioni di grande importanza: l’aumento di mezzo punto dei tassi di interesse e la predisposizione del meccanismo di prevenzione della frammentazione dell’area euro, che sarà noto con la sigla Tpi. Definirle storiche è forse troppo, però segnano una svolta rilevante ciascuna nel suo ambito di efficacia.
Iniziata male, la crisi di governo sta per finire peggio. Un giorno tristemente noto, da ricordare fra i più negativi della storia repubblicana recente: il discrimine passa tra responsabili e irresponsabili, il cui costo è sulla pelle degli italiani. Un passaggio caotico e drammatico, un dibattito modesto e rassegnato, che segna la frattura tra Palazzo e Paese reale.
Dunque, oggi si consuma il finale di partita per il governo Draghi nato a febbraio 2021, che l’altro ieri ha firmato lo storico accordo con l’Algeria per aumentare drasticamente le forniture di gas. Ci sarà il voto di fiducia con il quale il premier, mai sfiduciato, potrà misurare il proprio consenso. Si parte dal Senato, dove l’ala oltranzista dei pentastellati è più forte, poi domani alla Camer…