Iran, Trump favoleggia e si rivolge agli Usa
MONDO. Forse a causa dell’ormai incombente voto di metà mandato (3 novembre), nei discorsi di Donald Trump è diventato ormai quasi impossibile distinguere la dimensione domestica da quella internazionale.
MONDO. Forse a causa dell’ormai incombente voto di metà mandato (3 novembre), nei discorsi di Donald Trump è diventato ormai quasi impossibile distinguere la dimensione domestica da quella internazionale.
MONDO. I nodi sono arrivati al pettine, purtroppo, e nelle «sale dei bottoni» mondiali i polsi tremano più del solito.
MONDO. Gli storici della boxe ricordano ancora il celeberrimo incontro tra George Foreman e Muhammad Ali (alias Cassius Clay), a Kinshasa nel 1974, quando il favorito Foreman scaricò tutta la sua potenza nelle prime riprese per poi ritrovarsi senza forze e alla mercé di Ali che lo mandò al tappeto, creando per sé un mito ancora oggi inossidabile.
MONDO. Trump è abboccato all’amo avvelenato degli israeliani che lo hanno trascinato in una guerra molto ardua da vincere e al termine della quale il panorama geopolitico potrebbe assumere contorni ben diversi da quelli di prima del conflitto.
Vittorio Emanuele Parsi: «Nel Mar Rosso cresce l’insicurezza e molte compagnie evitano il canale; tra noli, assicurazioni e tariffe in aumento, la soluzione passa dalla geopolitica e dal nodo Yemen-Iran-Arabia Saudita»
MONDO. Houthi, Gioventù credente, Ali Abdullah Saleh, Maersk, Hapag-Lloyd… Ecco, nel Mar Rosso, un’altra crisi che ci obbliga a imparare un vocabolario nuovo per un problema che, in buona sostanza, nuovo proprio non è.