Ora si apre la prevista ferita moldava
Italia. Per comprendere ciò che accade nel mondo sarebbe utile abbandonare le personali categorie di pensiero per assumere quelle dei popoli oggetto dei nostri giudizi.
Italia. Per comprendere ciò che accade nel mondo sarebbe utile abbandonare le personali categorie di pensiero per assumere quelle dei popoli oggetto dei nostri giudizi.
(ANSA) - ROMA, 26 FEB - "Imboccare senza riserve la via tracciata dal Trattato del Quirinale, conferendo una maggiore profondità strategica alla cooperazione politica e militare fra Francia e Italia". E' quanto affermano i capi di Stato Maggiore dei due …
Attualità. Anche questa notizia è un riflesso della nuova Guerra Fredda ormai conclamata. La Commissione dell’Unione europea ha invitato tutti i suoi dipendenti a rimuovere TikTok dai propri dispositivi. Non solo da quelli aziendali, ma anche da quelli personali, se usati per lavoro.
Esteri. «Siamo nel bel mezzo di una guerra in Europa e dopo un anno non se ne vede la fine»: il rammarico dell’influente intellettuale americano Michael Walzer, l’ultimo dei grandi liberal, nel condannare senza mezzi termini Putin rende bene il contesto del disastro compiuto dallo zar che, anziché spegnere l’incendio, rilancia le ostilità aumentandone l’intensità.
Esteri. A quasi un anno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina ieri è stato un giorno delicato e intensissimo per le sorti del conflitto. Il giorno di Giorgia Meloni a Kiev. Il giorno del capo della diplomazia cinese Wang Yi, giunto a Mosca per proporre un piano di pace.
Esteri. Mentre non si attenuano ancora gli echi suscitati dalla Conferenza sulla sicurezza appena terminata a Monaco di Baviera, inizia oggi una settimana piena di appuntamenti internazionali significativi. Domani parlerà Vladimir Putin; dopo poche ore gli risponderà dalla Polonia Joe Biden.
Il commento. A urne aperte per le elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio, Silvio Berlusconi ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti che lo attendevano al seggio dove ha votato a Milano. A tema l’Ucraina: «Io a parlare con Zelensky se fossi stato il presidente del Consiglio non ci sarei mai andato - ha detto il leader di Forza Italia - perché stiamo assistendo alla devastazione del suo Pa…
Mondo. «Ovviamente». Sta tutto in un avverbio, quello pronunciato dal cancelliere tedesco Scholz, il senso della mobilitazione internazionale che si è avviata dopo le terribili scosse di terremoto che hanno devastato la Turchia.
Mondo. Il quadro si compone. Peraltro era già visibile da mesi per chi avesse studiato il punto di vista del Cremlino. Giovedì scorso Vladimir Putin ha celebrato gli 80 anni dalla vittoria dell’esercito sovietico a Stalingrado, che segnò l’inizio del declino della follia di Hitler.
Esteri. La tempesta si avvicina. Non appena il tempo atmosferico lo permetterà, inizierà una nuova fase della campagna militare, forse quella decisiva nei piani dei rispettivi Stati maggiori. Russi e ucraini si stanno ora preparando sia a respingere una temuta offensiva nemica sia a sfondare le linee avversarie.
Il commento. Nel sondaggio del 10 gennaio scorso il 55% degli intervistati è contro la fornitura dei carri armati all’Ucraina. In Germania l’orgoglio per i Leopard è grande quanto la ritrosia a metterli sul campo. Solo il 38% è favorevole al via libera e questo spiega l’incertezza che circonda le decisioni del governo tedesco. Scholz il temporeggiatore sta diventando il cancelliere titubante, un…
Politica estera. Nella conferenza stampa di fine anno, gestita da Giorgia Meloni con compostezza, arguzia e lodevole disponibilità verso tutti, la premier ha trattato con chiarezza gran parte dei temi che rappresenteranno nei prossimi mesi le sfide decisive per il nostro governo.
Il commento. Le fonti ufficiose di palazzo Chigi hanno lavorato ieri pomeriggio per far sapere che l’incontro a palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in vista del Consiglio del 9 febbraio, è andato non bene, ma benissimo. Facendo la tara alla inevitabile propaganda degli uffici stampa, si può però affermare che quello di ieri è stato cert…
Guerra. Ha innanzitutto un valore simbolico la visita compiuta ieri negli Usa da Volodymyr Zelensky. Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, nove mesi fa, il presidente ucraino è infatti uscito dal suo Paese.
Il commento. Negli ultimi giorni, come del resto fa con ciclica regolarità, Vladimir Putin ha detto che con l’Ucraina, alla fine, bisognerà pur trovare un accordo. Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino e unica voce autorizzata del Capo, è andato anche più in là. Ha detto che se Zelensky volesse, l’accordo si potrebbe trovare «anche domani». Le dichiarazioni che arrivano da Mosca non sono molto d…
Italia.Azzardiamo una simulazione. Non per gioco ma sul serio.
Può essere utile a evidenziare lo stato dell’arte della politica nazionale, all’alba del terzo decennio del 2000. Proviamo a elencare i caratteri distintivi del governo, installatosi all’indomani del 25 settembre, simulando di non sapere che è di destra-destra, come ama qualificarlo l’opposizione di sinistra. Esaminiamoli in concreto.
Mondo. Giustamente nei giorni scorsi l’Europa ha vissuto ore con il fiato sospeso, dopo che un missile attribuito ai russi è esploso in Polonia ed ha ucciso due operai. Le verifiche successive hanno chiarito che il colpo era invece un ordigno della contraerea ucraina, sparato, come succede spesso ogni giorno, per distruggere razzi del Cremlino.
Ricapitolando. Due giorni fa la Russia ha lanciato il più pesante attacco missilistico dei nove mesi di guerra con l’Ucraina. Quasi 100 missili per colpire, come avviene da settimane, le infrastrutture energetiche, con l’evidente intento di lasciare gli ucraini al buio e al freddo.
Prima Joe Biden. Poi Recep Tayyep Erdogan. Per finire Xi Jinping. Mica male come battesimo del fuoco per la premier Giorgia Meloni, unica donna presente al massimo livello, come capo di un Governo, al G20 di Bali. Eppure l’incontro con le tre grandi volpi della politica internazionale era la forca caudina che prima o poi andava superata.
Kherson è una città ucraina strategica. Da lì infatti partono i rifornimenti idrici per la Crimea. Ma è anche la porta d’accesso per un’eventuale presa di Odessa, la «perla del Mar Nero», sistema di sette porti dai quali passa l’80% dell’export nazionale (grano per 400 milioni di persone dal Nord Africa all’Asia, ma anche prodotti minerari).