Erdogan vince ancora in un Paese diviso in due
ESTERI. Recep Tayyip Erdogan ha di nuovo vinto e sarà presidente della Turchia per altri cinque anni. Il Paese anatolico è oggi diviso in due, polarizzato, come solo certe figure sono in grado di fare.
ESTERI. Recep Tayyip Erdogan ha di nuovo vinto e sarà presidente della Turchia per altri cinque anni. Il Paese anatolico è oggi diviso in due, polarizzato, come solo certe figure sono in grado di fare.
IL DOLORE. La camera mortuaria è piena di gente, tanti amici e i parenti, per Andrea Dall’Ara, morto a 30 anni in moto, in via Broseta a Bergamo, nella notte tra venerdì e sabato 27 maggio.
ESTERI. Con 433 voti a favore e 123 contrari, il 27 aprile scorso il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza un rapporto che bolla Budapest come una «minaccia sistemica» per i valori fondanti dell’Ue in virtù del «regime ibrido di autocrazia elettorale» costruito da Viktor Orban.
(ANSA) - ROMA, 23 MAG - "Se vuole sapere se ero amico di Putin, le rispondo di no. E nemmeno di Miller (ad di Gazprom, ndr). Erano partner commerciali dell'Italia come lo erano di tutti i principali Paesi europei. Pensavo …
ESTERI. Anno 2019, Recep Tayyep Erdogan viene rieletto presidente della Turchia al primo turno con il 52,5% dei voti. Anno 2023, Erdogan non supera il 50% dei voti al primo turno ed è costretto ad andare al ballottaggio (che si terrà tra due settimane) con il rivale Kemal Kilicdaroglu.
IL COMMENTO. Pace nella giustizia: pace vera, non una resa. Non c’erano dubbi, attese rispettate: è andata bene la visita di Zelensky a Roma, la prima dall’invasione russa e dopo l’incontro di febbraio a Kiev con Giorgia Meloni. «Pienamente al vostro fianco», ribadisce Mattarella, che negli interventi di questi mesi ha sempre condannato l’aggressione di Mosca. «La nostra vittoria è la pace», dic…
MONDO. I due droni che sono arrivati sul Cremlino sono certo un attentato.
Per l’esperto, cofondatore del centro studi Osservatorio Globalizzazione, avere una visione politica e strategica è un passo fondamentale per pensare il futuro post-bellico. E sulla soluzione al conflitto il modello è quello “coreano”
ESTERI. Il tempo passa per tutti, anche per quelle personalità che sembrano invincibili e intramontabili. Alla soglia della settantina e in cattivo stato di salute, Recep Tayyip Erdogan sta affrontando la partita decisiva della sua carriera politica.
Il COMMENTO. Nel mondo sono in corso 36 guerre. La più analizzata e dibattuta è quella in Ucraina, per una serie di ragioni: ha evidenti ricadute geopolitiche e una finalità chiara, ridisegnare «l’ordine mondiale unipolare» come ha ribadito più volte il presidente russo Vladimir Putin, anche se sarebbe più corretto parlare di disordine e non andrebbe dimenticato l’impero cinese che rende l’attua…
MONDO. Uno studente mi chiede come è possibile che la Chiesa abbia sostenuto la teoria della «guerra giusta» quando il messaggio evangelico è chiaramente a favore della pace.
ATTUALITÀ. Nella percentuale globale dei brevetti settore robotica gli Usa battono la Cina 4 a 1. Nell’internet delle cose però già la situazione cambia: 2 a 4 a favore di Pechino. Nel solare poi non c’è partita, il rapporto è 5 a 75 per i cinesi.
IL COMMENTO. Scriviamo da molto tempo che l’invasione russa dell’Ucraina ha aperto una crisi non regionale e nemmeno continentale ma globale. Del resto lo stesso Vladimir Putin confessa che la guerra contro l’Ucraina in sostanza è una guerra contro gli equilibri ereditati dalla Seconda Guerra Mondiale e contro il «secolo americano». L’inizio delle ostilità è stato come un gong: ha segnalato al m…
MONDO. Il Piano di pace in dodici punti, presentato da Xi Jinping nell’ambito del recente incontro strategico con Putin, non fornisce alcuna indicazione specifica per la soluzione della guerra in atto in Ucraina, se non la proposta di delineare un «nuovo ordine mondiale» che porti alla pace.
ESTERI. Sorpresa. In Finlandia neanche una popolarissima premier è riuscita ad evitare la sconfitta dei socialdemocratici. A questo punto, dopo la vittoria delle forze di ultradestra in Svezia nell’autunno scorso, la domanda è se il tanto rinomato «modello di Stato sociale» scandinavo sia oggi al capolinea nell’epoca della globalizzazione.
Italia. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato con orgoglio in Parlamento l’aumento delle spese militari. Atteggiamento discutibile, certo, ma i governi precedenti avevano sempre dissimulato, nascosto, balbettato, e mai erano andati davanti alle Camere per appuntarsi sul petto una medaglia preventiva per quelle spese.
Politica interna. Il dato che a via del Nazareno piace molto ricordare in questi giorni è quello dei sondaggi: secondo gli analisti infatti il Pd di Elly Schlein avrebbe recuperato in questo mese quasi due milioni di voti (presumibilmente molti dei quali elettori che si astenevano) riportando il partito più o meno al 20% cento, quindi saldamente al secondo posto della classifica.
Il commento. L’Italia va al Consiglio europeo di oggi e domani con la sua linea rigorosamente atlantista. Garantisce Giorgia Meloni con la benedizione di Sergio Mattarella: l’Ucraina va aiutata anche con le armi, «chi dice fermatevi dovrebbe riferirsi a Putin; chi non vuole che l’Ucraina abbia i mezzi per difendersi vuole la vittoria di Mosca», parola di premier, durissima e netta.
Mondo. Quello che la Russia cerca dalla Cina è chiaro: spazio strategico contro l’isolamento rispetto all’Occidente e ossigeno economico contro le sanzioni. Non a caso ieri Vladimir Putin ha esaltato gli scambi commerciali, che nel 2022 sono arrivati alla cifra record di 185 miliardi di dollari e nel 2023 sfonderanno la quota anche simbolica dei 200 miliardi.
Mondo. Charles Tilly, l’autorevole sociologo e politologo statunitense scomparso nel 2008, in un famoso saggio pubblicato mezzo secolo fa sosteneva che «sono le guerre che creano gli Stati». Un’affermazione tanto lapidaria quanto perfettamente aderente a ciò che sta accadendo oggi nell’invasa Ucraina.