Le ambiguità inaccettabili del club dei filo Putin
ITALIA. Il club italiano filo Putin in questi anni è passato dalla bizzarria eccentrica al genere di consumo alternativo: minoritario, ma sempre disponibile al supermarket oltranzista.
ITALIA. Il club italiano filo Putin in questi anni è passato dalla bizzarria eccentrica al genere di consumo alternativo: minoritario, ma sempre disponibile al supermarket oltranzista.
IL COMMENTO. L’Europa, bella addormentata nel bosco, è stata risvegliata. Non da un principe azzurro ma da Donald Trump. E non con l’intenzione di portarla all’altare per poi vivere insieme felici e contenti, ma per piegarla ai suoi desideri, disposto a tutto, anche a minacciarla di farla finire tra le grinfie dell’amico Putin. Siamo avvisati.
MONDO. L’allarme suona da tempo in tutte le cancellerie europee e d’oltreoceano, ma adesso si osserva una strana accelerazione. L’idea che si rincorre è che solo il mostrare i muscoli ci potrà regalare la pace.
MONDO. Bisogna ormai prenderne atto: non si può più rimandare la Difesa comune europea (Ced).
IN EUROPA. Riposizionare la Polonia sul percorso europeo, dopo otto anni di scivolate populiste e ultranazionaliste, non sarà affatto facile. Le resistenze interne sono veementi e non lasciano presagire nulla di buono.
E due. Donald Trump vince largamente (nello Iowa aveva stravinto) anche le primarie repubblicane nel New Hampshire, si appresta a conquistare il Nevada, dove correrà da solo, e con ogni probabilità a vincere nella Carolina del Sud, dove pure Nikki Haley, l’unica rivale rimasta a contendergli la nomination, fu la prima donna governatrice dello Stato dal 2011 al 2017.
ESTERI. Nel 2021 Vladimir Putin scriveva in un breve e poco noto saggio: «L’Ucraina è un non Stato, parte della Russia». Riprendeva un antico cavallo di battaglia degli imperialismi zaristi e sovietico, fondamento ideologico della reiterata, violenta repressione di identità, cultura e lingua ucraine.
ESTERI. Quattro viaggi in Medio Oriente in quatto mesi e zero segnali di miglioramento. Anthony Blinken, il segretario di Stato Usa che vive con la valigia in mano, non potrà fare a meno di riflettere su questo amaro bilancio, che rischia di replicarsi pari pari anche nell’attuale tornata.
IL COMMENTO. In una recente intervista al quotidiano «Avvenire», l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, nunzio apostolico a Kiev, ha dichiarato fra l’altro: «Ogni tanto guardo alcune discussioni televisive in Occidente sulla guerra qui. Sono show in cui tutti capiscono tutto o spiegano con estrema facilità ciò che succede. E mi rendo conto che viviamo in mondi paralleli: uno teorico, l’altro reale».
ALTA VAL BREMBANA. Dopo 14 anni si conclude l’attività delle «Donne di montagna». Il testimone a un nuovo gruppo: «Amplieremo la recettività anche nelle baite».
Si parte dalla piazza del Comune, cuore della nuova edizione di «Altopianoland Christmas Village. Il Natale a 1000». La ricca rassegna di eventi è già iniziata: avete tempo fino al 6 gennaio per perdervi tra concerti, presepi artigianali, mercatini e spettacoli
ESTERI. Il conflitto russo-ucraino è in una fase di stallo. L’offensiva di Kiev procede ma non è in grado di sfondare le agguerrite linee difensive del Cremlino nel Donbas e negli Oblast di Kherson e di Zaporizhzhia, il 20% del Paese invaso, peraltro già annesso illegalmente da Mosca nel settembre 2022 dopo i referendum farsa.
MONDO. A dispetto dei modi glaciali, Vladimir Putin non è mai stato privo di un certo senso del teatro. Non stupisce, quindi, che abbia atteso questa riunione del G20 (virtuale, orfano di Joe Biden e Xi Jinping ma pur sempre un G20) per fare una mossa sull’Ucraina.
MONDO. Non c’è la volontà politica oppure i giochi geostrategici sono superiori a tutto. Il pensiero va subito alle tragedie in corso in Ucraina e in Medio Oriente. Ma possibile - quante volte ci siamo chiesti a voce alta - che queste crisi non siano componibili grazie allo sforzo dei vari attori?
MONDO. Con lo scoppio della crisi mediorientale l’Occidente ha visto aprirsi, a sorpresa, un altro fronte.
ITALIA. Sta facendo il giro del mondo il caso dello scherzo telefonico subìto da Giorgia Meloni ad opera di due comici russi (legati ai servizi segreti di Mosca, l’Fsb) che si sono spacciati per un fantomatico leader africano.
MONDO. Da quando le guerre con la leva di massa chiamano a combattere l’intero popolo, soprattutto dopo che a partire dalla prima guerra mondiale si è abbattuto il confine tra militari e civili, il peso dell’opinione pubblica è diventato determinante per l’esito di ogni conflitto.
ITALIA. La furibonda polemica con l’opposizione per il rinvio della discussione parlamentare della proposta sul salario minimo, l’annuncio di una montagna di emendamenti alla manovra da parte delle minoranze, la prospettiva di uno sciopero generale evocata da Maurizio Landini, sono tutti elementi che ci dicono quanto sarà politicamente «caldo» questo autunno.
EUROPA. Il vento dell’europeismo torna a soffiare forte nel Vecchio continente.
MONDO. Zelensky, con la visita alla sede Nato, ha voluto assicurarsi l’appoggio degli alleati nelle ore in cui Hamas ha scatenato il conflitto contro Israele.