Il Papa e i vaccini La carità che umilia

Il Papa e i vaccini
La carità che umilia

Le dosi di vaccino spariscono nello scontro politico o non arrivano affatto in molti Paesi che non riescono a soddisfare le garanzie di mercato. Così all’inizio di una campagna vaccinale globale mai vista sulla faccia della terra i guai previsti sembrano soverchiare i benefici attesi. Probabilmente ha ragione Papa Francesco …

Il Papa e i vaccini
La carità che umilia

Le dosi di vaccino spariscono nello scontro politico o non arrivano affatto in molti Paesi che non riescono a soddisfare le garanzie di mercato. Così all’inizio di una campagna vaccinale globale mai vista sulla faccia della terra i guai previsti sembrano soverchiare i benefici attesi. Probabilmente ha ragione Papa Francesco che ancora ieri all’Angelus ha ribadito che le cose andranno meglio se «lavoreremo insieme per il bene comune». Nessuno, nemmeno il Papa sa come andrà a finire, ma di una cosa è assolutamente convinto e cioè che andrà bene se ognuno di noi e tutti insieme ci impegniamo a prenderci cura gli uni degli altri e del creato, che è la nostra casa comune. «Cura» sarà la parola-chiave del 2021, secondo anno di pandemia. Eppure «cura» è un concetto che contrasta, per restare in tema solo di Covid-19, con un’altra sventura che molte politiche sanitarie e molte regole economiche hanno imposto e ormai spalmato a livello globale. Si chiama «nazionalismo sanitario», una sorta di corsa all’oro per accaparrarsi il meglio per sé facendo inciampare i vicini e tenendo lontano chi lo è già.