L’occhio delle macchine entra nell’industria
Sei imprese bergamasche adottano l’intelligenza artificiale. La Lovato insieme con Valtellina, Same, Indeva, Fasten e Salf sono le prime aziende a sperimentare con i ricercatori di Intellimech l’intelligenza artificiale applicata ai nuovi sistemi visuali: le macchine riconoscono i difetti nei prodotti e arrivano a perfezionare i processi di produzione.
Alla Lovato Electric di Gorle, poi è stato sperimentato e adottato alla Valtellina, quindi la stessa tecnologia è stata implementata alla Same, poi a Indeva, Fasten e alla Salf.
Le macchine spalancano sempre più i propri occhi dentro le fabbriche. E sempre più lungo le catene della produzione industriale. Guardano e apprendono velocemente ogni passaggio dei processi di produzione, li sorvegliano, verificano la correttezza, la qualità, la sicurezza e intervengono quando i parametri e i criteri (soprattutto di qualità, tempo, sicurezza) non rispecchiano i valori di massima affidabilità prefissati.
Sono macchine che vedono. Sono sistemi di visione (system vision), che attraverso intelligenza artificiale individuano, decodificano e imparano a riconoscere ciò che hanno davanti, dentro un qualsiasi ambiente. Sono basati su algoritmi – calcoli matematici - che utilizzano reti neurali (connessioni di neuroni artificiali che si scambiano informazioni acquisite, esattamente come il nostro cervello) per “imparare” dopo aver “visto e appreso”.
È il principio del machine learning. Le macchine lo fanno al posto dell’uomo. Solo che loro si stancano meno, sono più veloci, più flessibili e tolleranti al cambiamento di carichi e condizioni di lavoro mantenendo sempre una elevata precisione.
Computer Science Engineer a Intellimech
«È una scelta inevitabile. L’industria adotterà sempre più l’intelligenza artificiale perché spinta dalla crescente necessità di controllo di qualità e di automazione nei settori e nelle applicazioni verticali». I ricercatori di Intellimech, come Angelo Iapichino, giovane Computer science engineer, che da due anni lavora al consorzio d’innovazione che raggruppa 34 imprese del territorio di almeno sei settori industriali, quartier generale al Kilometro Rosso e al Point dell’innovazione di Dalmine, sono fortemente impegnati sul fronte dell’intelligenza artificiale per rispondere ai bisogni tecnologici avanzati delle aziende.
Artificial Intelligence Engineer a Intellimech
Fra le mani Iapichino ha tre volumi pieni zeppi di grafici, numeri, matrici matematiche, spiegazioni tecniche che documentano come sia possibile il “passaggio” dalla visione umana a quella di una macchina. E come abbiano trasformato quella teoria in applicazioni industriali, ricorrendo all’intelligenza artificiale. Con Iapichino dallo scorso dicembre lavora anche Davide Pasanisi, giovanissimo ingegnere super-specializzato proprio nell’Intelligenza artificiale e nell’applicazione in sistemi industriali. Sette i progetti sviluppati per le imprese, dagli ultimi due si attendono le più alte potenzialità di applicazione della tecnologia visuale per l’industria.
Alla Lovato Electric di Gorle si è già fatto questo passo, partendo da un bisogno: misurare la qualità dei display Lcd , dei loro componenti e scartarli in caso di difetti prima di essere montati sui contatori di energia. Spesso l’occhio umano non coglieva alcuni difetti presenti nei display, oppure scartava pezzi invece validi.
Occorreva alzare il livello di affidabilità del controllo sulla qualità. «La nostra proposta si è subito diretta sui sistema di visione artificiale, tenendo conto che la Lovato aveva già sviluppato applicazioni di collaudo automatico dei display. Non esisteva però alcun algoritmo dedicato, così l’abbiamo realizzato noi, da zero – spiega Iapichino –: il principio era riuscire a ridurre, fino a cancellare, la differenza di caratteristiche fra quanto la macchina vedeva e rilevava come reale e il modello che aveva memorizzato e imparato a riconoscere da molteplici punti di osservazione come prodotto qualitativamente valido. Per questo - spiega Iapichino - bisognava introdurre flessibilità e intelligenza artificiale, perché il sistema “fotografando” ogni singolo display imparasse a riconoscere i difetti reali, quelli che effettivamente rendevano il display mal funzionante. Abbiamo così messo a punto un sistema di visione basato sul nostro nuovo algoritmo, hardware e sensori forniti dalla Balluff, impresa socia di Intellimech, e con un investimento complessivo inferiore ai 10mila euro, abbiamo ottenuto un risultato molto efficace. Su 3mila immagini del test, nessuna verifica è stata sbagliata: i difetti erano reali, nessuna validazione era sbagliata».
La Lovato ha così installato il sistema sulla propria linea di produzione e assemblaggio con vantaggi evidenti. «Sono almeno due: l’approccio di Intellimech è software-centrico, e questo permette una veloce taratura del sistema, che è in grado di apprendere velocemente i criteri di controllo di un display Lcd - spiega Massimiliano Cacciavillani, amministratore delegato della Lovato Electric -, limitando di molto il tempo di intervento dello sviluppatore, passato da settimane a poche ore di lavoro. Un secondo vantaggio è stato evidente - continua Cacciavillani -: il sistema messo a punto permette di applicare questa tecnologia su molte più linee di produzione, ottenendo una maggiore efficacia del collaudo e una migliore qualità finale del prodotto».
Caschetti, protezioni e sicurezza: l’algoritmo sorveglia i cantieri
Intelligenza artificiale per il controllo della qualità del prodotto e dei processi produttivi. Ma intelligenza artificiale anche per il controllo della qualità nella sicurezza.
Due nuovi progetti sono stati definiti dai ricercatori di Intellimech, il consorzio di innovazione fra le 34 imprese del territorio, impegnate a sollecitare innovazione tecnologica anche attraverso la contaminazione delle soluzioni e dei sistemi tecnologici sperimentati.
La Valtellina, azienda di Gorle, specializzata in infrastrutture e servizi per le telecomunicazioni, ha adottato il sistema di visione messo a punto da Intellimech per “sorvegliare” i propri cantieri sotto il profilo della sicurezza. L’obiettivo è azzerare ogni rischio e prevenire incidenti sul lavoro.
Un sistema di telecamere dotate di intelligenza artificiale è infatti in grado di individuare e riconoscere fra gli operai, ingegneri, tecnici che frequentato un qualsiasi cantiere, chi fra questi non indossa i presidi di sicurezza: caschetto, guanti, scarponi, giubbetti catarinfrangenti.
«Anche in questo caso abbiamo elaborato da zero il software per l’algoritmo - spiega Angelo Iapichino, Computer science engineer di Intellimech -, ricorrendo sempre al modello delle reti neurali: abbiamo insegnato al sistema tramite l’algoritmo a estrarre dati di qualsiasi natura e da qualsiasi immagine. Una volta acquisite le informazioni, l’abbiamo addestrato a confrontare figure corrette e in regola con le norme sulla sicurezza con le persone reali. in modo da riconoscere fra chi è presente in cantiere chi non rispettava quelle norme. Il passaggio cruciale di questo confronto, è l’aver insegnato al sistema a riconoscere oggetti come un caschetto, i guanti indossati, scarponi o i giubbetti.
«Il riconoscimento visuale è tutto in questo processo - spiega Davide Pasanisi, Intelligence artificial engineer di Intellimech -. Il principio insegnato e appreso dalla macchina è di “ragionare” per differenza di caratteristiche rispetto a un modello dato, di base e considerato valido. Il riconoscimento nella sostanza è una tecnologia che si occupa del trattamento automatico di immagini digitali che contengono oggetti con caratteristiche che vengono identificate, autenticate e categorizzate. Il procedimento prevede di estrarre i dati caratteristici che devono avere ogni singolo pezzo (in questo caso le persone) e confrontarlo con data base di immagini esistenti e assegnate in precedenza».
Ma nella realtà l’inteligenza artificiale come acquisisce le immagini da verificare? Anche in questo caso, il sistema è basato su un software (l’algoritmo, appunto, di intelligenza artificiale) e un hardware, una o più telecamere: ciascun sistema visuale viene, per esempio, installato sui camion presenti in cantiere oppure in punti fissi di osservazione del luogo di lavoro (un filone di ricerca sta mettendo a punto l’ipotesi di installarli anche su droni). Il confronto continuo fra immagini catturate nella realtà e il modello che ha imparato fa scattare un alert quando la difformità riscontrata si scosta dai parametri della sicurezza.
Il modello e le tecnologie automatizzate di video analytics adottate dall’impresa Valtellina - spiegano i ricercatori di Intellimech -, possono cambiare radicalmente la natura della sorveglianza - in diversi ambiti di applicazione - verso un monitoraggio automatizzato, in tempo reale e in un ambiente in cui il rischio e il pericolo sono costanti, spesso anche con conseguenze drammatiche.
talk
Come siete arrivati a coinvolgere in questo percorso di ricerca e innovazione un centro come Intellimech?
Quando Intellimech ha proposto il tema della visione artificiale, Lovato Electric aveva già sviluppato delle applicazioni di collaudo automatico dei display Lcd dei suoi prodotti elettronici. Il difetto del sistema utilizzato stava nel difficile setup, da qui l’interesse ad una ricerca per sviluppare un sistema più facile da ottimizzare e più accurato. Questa ricerca è stata fatta prima a livello generale, con un interesse condiviso con gli associati del consorzio; a seguire abbiamo richiesto ad Intellimech un progetto specifico dedicato esclusivamente a Lovato Electric.Quanto vale per un’azienda la collaborazione fra imprese e centri di ricerca sul territorio?
La relazione fra imprese e centri di ricerca permette di favorire la circolazione, l’attivazione e la promozione di conoscenze. I progetti cooperativi garantiscono vantaggi per entrambi i soggetti coinvolti: le imprese vedono in questa relazione la possibilità di utilizzare le competenze di ricercatori e ingegneri qualificati con un investimento relativamente contenuto. E i centri di ricerca, dal canto loro, grazie al rapporto con le aziende possono attualizzare ed arricchire i propri progetti e le proprie competenze. Hanno un grande bisogno di avere delle occasioni di sperimentazione delle conoscenze teoriche e della loro creatività.Quale vantaggio vi ha dato questa tecnologia
I vantaggi principali sono stati due: l’approccio di Intellimech è software-centrico, basato su algoritmi che utilizzano reti neurali. Questo permette una veloce taratura del sistema, che è in grado di apprendere velocemente i criteri di controllo di un display Lcd, limitando di molto il tempo di intervento dello sviluppatore, che passa da settimane di lavoro a poche ore. Il sistema risulta anche più flessibile e tollerante alle variazioni delle condizioni nell’ambiente produttivo (lotti, illuminazione, tolleranze, ecc.) mantenendo una elevata precisione nella valutazione pass/fail.Il secondo vantaggio, invece, è una notevole riduzione del costo dell’hardware e una prestazione poco dipendente dal modello delle telecamere. Questo permette di applicare questa tecnologia su molte più linee di produzione, ottenendo una maggiore efficacia del collaudo e una migliore qualità finale del prodotto.© RIPRODUZIONE RISERVATA