Basta paure: facciamo crescere le nostre aziende con i fondi Ue

Per finanziare le nostre aziende e sbarcare sui mercati esteri non ci sono solo i canali finanziari e bancari tradizionali. La finanza agevolata è una grande opportunità.

Per finanziare le nostre aziende e sbarcare sui mercati esteri, passaggio sempre più strategico per poter sopravvivere alla concorrenza mondiale, non ci sono solo i canali finanziari e bancari tradizionali. Canali che, dopo l’autofinanziamento, per le aziende bergamasche sono ancora le fonti principali di liquidità e per gli investimenti produttivi, come illustrano le tabelle che pubblichiamo qui sotto. La finanza agevolata invece rappresenta solo il 4% delle fonti.

Non dobbiamo però aver paura delle difficoltà e della burocrazia che dovremo affrontare per approfittare della finanza agevolata perché - come spiegano gli esperti di Europartner Milano, specializzati proprio in questo tipo di assistenza alle aziende - il risultato che potremmo ottenere può andare ben al di là di quanto possiamo immaginare, molto spesso con aiuti anche a fondo perduto di svariati milioni di euro.

Fonti di finanziamento e motivi per i quali si ricorre al credito

Finanza agevolata: iter superabili con il giusto partner

La mancanza di fiducia degli imprenditori in questi tipi di finanziamenti, ai quali molti sono convinti di non poter mai arrivare, può avere una giustificazione: la soluzione è trovare il partner giusto che possa aiutarci a superare gli ostacoli. Sì, perché è un dato di fatto che i tempi degli enti pubblici, come nel caso dei finanziamenti Ue, sono difficili da gestire: ma per avere aiuti , spesso a fondo perduto, vale la pena di investire nella programmazione. In azienda però mancano da una parte le informazioni operative su come comportarsi per centrare l’obiettivo del finanziamento e dall’altra il tempo, il modo e i mezzi: proprio perché gli iter per accedere ai bandi, in particolare Ue, sono complessi, la soluzione è farlo fare ad esperti.

Dimentichiamo le esperienze negative

Alcuni imprenditori in passato hanno provato a cimentarsi con le allettanti offerte europee di finanziamento e hanno fallito. Non bisogna demoralizzarsi, perché probabilmente hanno solo sbagliato l’approccio o la procedura, oppure si sono affidati al consulente sbagliato. Non è una questione di incapacità, perché in azienda molto spesso le idee sono buone: quello che manca è solo una visione strategica e programmatica per costruire il percorso giusto.

Sicuramente per ottenere finanziamenti è importante, spiegano gli esperti, capire che l’investimento che l’azienda vuole fare è strategico per la sua crescita, e comunque sostenibile a livello economico. Insomma non bisogna partecipare a un bando solo perché c’è il finanziamento, ma perché l’investimento è comunque importante. Allora sarà più facile centrare l’obiettivo, anche se la struttura dell’impresa è debole a livello delle competenze specifiche sui bandi. Far parte di una rete, per esempio del mondo associativo della propria categoria, è sempre utile per raggiungere lo scopo: attraverso questa rete l’azienda può affrontare meglio un problema, studiando come altri lo hanno risolto. Questo è anche l’obiettivo di Skille, che attraverso le proprie iniziative, gli webinar, gli articoli e gli approfondimenti online (su skille.it) offre una rete con cui confrontarsi, per entrare nel mondo della finanza agevolata.

Diapath è un esempio vincente, ma uno dei pochi

Bruxelles, abbiamo un problema. È quanto potrebbero dire le imprese del nostro territorio davanti alla grande difficoltà che hanno nel riuscire a portarsi a casa parte dei tanti miliardi messi a disposizione dai bandi europei. Un esempio arriva da Accelerator, lo strumento pilota introdotto da Horizon 2020, il più grande programma (2014 -2020) di finanziamenti mai realizzato a suo tempo dall’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione e che, tramite il Consiglio europeo per l’innovazione (Eic) ha finanziato (a fondo perduto) Pmi e startup a vocazione fortemente innovativa.

A fronte di un totale di 5.310 progetti presentati da imprese dell’Ue (ma anche di Paesi associati come Israele, Svizzera e Turchia) solo tre italiane sono arrivate al traguardo e tra queste la Diapath di Martinengo che è riuscita a meritarsi il contributo europeo, per altro niente male: ben 2 milioni di euro a fondo perduto per un innovativo e rivoluzionario progetto nell’ambito della diagnostica (anatomia patologica), con un focus relativo alla diagnosi sicura e legato alla medicina di precisione.

L’azienda fondata nel 1997 da Vladimiro Bergamini si è vista riconoscere dall’Ue il 100% di quanto richiesto, ed è appunto tra le tre sole imprese italiane (le altre due sono di Siena e Colleferro in provincia di Roma) sulle 75 totali finanziate , mentre spiccano quelle di Israele, Svizzera, Francia e Germania.

Vista l’alta qualità delle nostre realtà, è auspicabile che il dato aumenti. Da inizio anno è operativo Horizon Europe, il nuovo programma quadro 2021-2027 dell’Ue che porta in dote 95,5 miliardi di euro, 18 miliardi in più del precedente (+24%). In particolare sono oltre dieci i miliardi destinati alle Pmi più innovative, le uniche che hanno diritto a finanziamenti a fondo perduto: sarebbe un peccato non rispondere in modo adeguato alle chiamate dell’Ue, preferibilmente con il supporto di esperti del settore.(di Marco Conti)

Una piccola guida alla finanza agevolata

Scacciare la paura
La mancanza di fiducia delle aziende nella possibilità di poter accedere ai bandi Ue è giustificata dal fatto che nel settore i partner spesso non sono affidabili. Serve affidarsi a quello giusto, che ci aiuti a superare prima di tutto l’ostacolo della paura di non poterci mai arrivare

L’ostacolo dei tempi
È un dato di fatto che i tempi degli enti pubblici, e la Ue non fa eccezione, sono difficili da gestire. La finanza agevolata non è destinata a bisogni immediati, meglio rivolgersi a una banca per quello. Ma per ottenere un finanziamento a fondo perduto vale la pena di investire in una programmazione a medio termine

Conoscenza specializzata
Spesso quello che manca sono le informazioni operative sui bandi. È facile trovare generiche spiegazioni, anche troppe e poco utili. Serve qualcuno che ci aiuti ad applicarle, preparando con noi tutto quello che serve presentare all’ente per ottenere il finanziamento

Quanto dedicare
Molte aziende non hanno tempo, modo e mezzi per seguire pratiche spesso molto complesse, meglio delegare uno specialista. Non vale la pena perdere impiegare forze in cose che magari servono una sola volta

Brutte esperienze
Alcuni imprenditori hanno provato in passato a partecipare a bandi e si sono demoralizzati per l’insuccesso. Magari non era né l’idea né il prodotto ad essere sbagliato, ma piuttosto l’approccio, la procedura o il partner cui ci si era affidati

Strategia mancante
Le idee spesso sono buone, la capacità produttiva è adeguata, ma manca la visione strategica e programmatica, di puntare all’obiettivo del finanziamento costruendo il percorso giusto già dall’inizio

Investire comunque
Non bisogna investire perché c’è il finanziamento agevolato, ma partire dalla convinzione che l’investimento è strategico e sostenibile comunque. A quel punto l’agevolazione sarà solo una marcia in più e sarà più facile centrare l’obiettivo

Strutture deboli
Nel mondo di oggi è impensabile avere internamente all’azienda tutte le competenze: occorre selezionare chi è in grado di aiutarci, perché la finanza agevolata è una materia complessa

Serve una rete
Far parte di una rete, per esempio del mondo associativo della propria categoria, è utilissimo: magari il nostro problema di oggi è già stato risolto da qualcun’altro, che ci può aiutare. Fare rete è l’obiettivo degli webinar e degli approfondimenti che permettono, grazie a Skille, di confrontarsi direttamente con gli esperti

L’intervista

Perché molte aziende quando si parla di finanza agevolata partono prevenute o non partono nemmeno?

È innegabile che la finanza agevolata sia un settore in cui il partner non è sempre all’altezza. Chi è rimasto scottato da esperienze negative in passato magari non ha sbagliato l’approccio ma semplicemente ha fatto una valutazione inappropriata del partner tecnico al quale affidarsi.

Allora come si sceglie il partner giusto?

Bisogna verificare la sua storia, controllare con attenzione da quanto è sul mercato. Poi è importante anche farsi dare riferimenti di aziende che quel partner ha seguito in passato per poter valutare e capire, proprio attraverso chi in passato ha lavorato con lui, se l’esperienza è stata positiva.

Per incoraggiare un’azienda a fare un passo nella finanza agevolata cosa consiglierebbe?

Sicuramente di valutare una pluralità di partner, trovare chi ha già lavorato con aziende con le quali sono in contatto e di verificare sempre. Ma bisogna valutare anche la solidità del partner, perché questi progetti spesso durano anche molto più di un anno.

Tutte le possibili fonti di finanziamento

I canali finanziari e bancari
Le aziende bergamasche hanno un giudizio mediamente elevato dei canali finanziari e bancari tradizionali: restano la soluzione ideale per i bisogni immediati, anche perché la finanza agevolata ha tempi più lunghi.

Una pluralità di enti pubblici
Oltre al sistema bancario e finanziario, tanti enti pubblici mettono in campo iniziative utili per le aziende, con bandi che possono rispondere a specifiche esigenze

Il ruolo della Camera di Commercio
Le Camere di Commercio offrono molti bandi su temi specifici: si tratta di contributi spesso a fondo perduto che possono essere interessanti anche e non solo per le piccole e micro imprese

I tanti bandi della Regione
L’ente regionale, attraverso i suoi assessorati, assiste con la creazione di specifici bandi tutti i settori, dal commercio ai servizi, dall’industria all’artigianato. Il giusto partner può aiutare a orientarsi.

Lo Stato spinge sull’export
A livello statale vengono spesso lanciate iniziative molto interessanti, soprattutto per realtà industriali di una certa dimensione. Si tratta principalmente di bandi destinati allo sbarco sui mercati esteri

L’Unione europea punta su ricerca e sviluppo
La Ue gestisce in proprio tutto l’ambito dei fondi destinati alla ricerca e allo sviluppo. Qui le possibilità per un’azienda di trovare soluzioni adatte di finanza agevolata sono veramente consistenti.

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