Il settore della Meccanica

Un 2024 complicato per il settore con un calo dei risultati rispetto al precedente anno. Pesa la contrazione della produzione di autoveicoli. La tendenza nazionale e quindi locale ricalca quella europea.

Pesano le incertezze del mercato globale

Il 2024 si è rivelato particolarmente difficile per il settore meccanico, segnando un ulteriore peggioramento rispetto ai risultati già deboli dell’anno precedente. A pesare sull’attività produttiva è stata soprattutto la forte contrazione della produzione di autoveicoli e rimorchi, i cui volumi hanno registrato cali significativi. La tendenza nazionale, e di conseguenza quella locale, ricalca la dinamica europea che, nel suo insieme, mostra un contesto in forte sofferenza, pur con variazioni congiunturali differenti a seconda dei cluster produttivi. Per quanto riguarda le principali imprese bergamasche, emerge un aumento delle realtà che chiudono l’anno in perdita, salite a otto. La riduzione dell’utile di esercizio segue quella del fatturato, che registra un calo non trascurabile rispetto al 2023 (-5,2%), coinvolgendo oltre la metà delle aziende analizzate.

La capacità di generare flussi finanziari, misurata dall’Ebitda, diminuisce di circa il 4%, mentre la sua incidenza sulle vendite resta sostanzialmente stabile, attestandosi poco sotto il 15%. Il Roi è prossimo all’8% mentre il Roe, indicatore della redditività del capitale dei soci, subisce una riduzione di tre punti percentuali, passando dal 13,9% del 2023 al 10,7% del 2024. Sul fronte della solidità, il rapporto di indebitamento mostra un lieve miglioramento, ma cresce in modo significativo il peso degli oneri finanziari sull’Ebitda, segnalando una minore capacità della gestione caratteristica di assorbirne l’impatto.

La riduzione dell’utile di esercizio segue quella del fatturato, che registra un calo non trascurabile rispetto al 2023 (-5,2%), coinvolgendo oltre la metà delle aziende analizzate.

Il quadro complessivo permane debole, ma non mancano segnali di miglioramento, seppur molto timidi. Tuttavia, il settore rimane fortemente esposto ad una serie di ostacoli rilevanti: le incertezze che gravano sul mercato automotive, ancora in attesa di interventi europei capaci di definire un quadro chiaro ed economicamente sostenibile, le difficoltà strutturali dell’industria tedesca, il persistente svantaggio competitivo nei costi energetici e, infine, la crescente instabilità del commercio internazionale, condizionato da rapporti geopolitici tesi e dal rischio ormai concreto di nuove barriere doganali. Tutti questi elementi incidono in maniera rilevante, soprattutto su un comparto come quello meccanico bergamasco, da sempre fortemente orientato all’export e quindi particolarmente sensibile alle dinamiche globali che, tuttavia, ha presentato un contenuto calo delle vendite oltre confine, con risultati migliori di quelli medi nazionali.

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