Entrare in guerra è facile, non uscirne
MONDO. Sin dall’antichità storici come Sallustio e Tito Livio ci hanno ricordato che è facile entrare in una guerra, ma ben più difficile uscirne.
MONDO. Sin dall’antichità storici come Sallustio e Tito Livio ci hanno ricordato che è facile entrare in una guerra, ma ben più difficile uscirne.
MONDO. Nel dibattito è forse mancata la consapevolezza che nelle guerre contemporanee è sempre difficile applicare i tradizionali concetti di vittoria e sconfitta.
MONDO. Trump è abboccato all’amo avvelenato degli israeliani che lo hanno trascinato in una guerra molto ardua da vincere e al termine della quale il panorama geopolitico potrebbe assumere contorni ben diversi da quelli di prima del conflitto.
MONDO. Ancora una volta, per il conflitto in corso in Medio Oriente, vale la massima «si sa come si entra in guerra, ma non si sa come finisce».
MONDO. Più tempo durerà la guerra in Medio Oriente, maggiori saranno le possibilità del regime degli ayatollah di sopravvivere. Questo ha dimostrato il conflitto in Ucraina, dove la «blitzkrieg» di Vladimir Putin è miseramente fallita nell’arco di una manciata di settimane.
MONDO. Israele, dopo aver subito la strage del 7 ottobre del 2023, ha contrattaccato con un piano di espansione territoriale destinato a investire Gaza, la Cisgiordania e porzioni sempre più evidenti di Libano e Siria, destinate a replicare la sorte delle Alture del Golan siriano, occupate dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 e annesse nel 1981.
Vittorio Emanuele Parsi: «Nel Mar Rosso cresce l’insicurezza e molte compagnie evitano il canale; tra noli, assicurazioni e tariffe in aumento, la soluzione passa dalla geopolitica e dal nodo Yemen-Iran-Arabia Saudita»
MONDO. Forse mai come oggi appare improbo essere rasserenati da qualche bagliore di luce.
MONDO. Sembra impossibile ma in Medio Oriente anche l’annuncio di un cessate il fuoco porta con sé altri lutti e altre tempeste.