L’inerzia della guerra e la fretta
UCRAINA. Adesso ad Est hanno tutti fretta e sono disponibili a negoziare.
UCRAINA. Adesso ad Est hanno tutti fretta e sono disponibili a negoziare.
IL NUOVO MONDO. Aria di «Yalta-2» sulle cancellerie mondiali. Al vertice dei Paesi dell’Apec, previsto per il 18-19 novembre, il presidente russo Putin vorrebbe proporre al collega americano Trump e a quello cinese Xi Jinping una nuova divisione del mondo in aree di influenza.
MONDO. Una mano lava l’altra: Vladimir Putin e Donald Trump si aiutano a vicenda. Il russo fornisce all’americano il preziosissimo carburante diesel, mentre il presidente Usa fa uscire il collega dell’Est dall’isolamento internazionale, rimettendolo in gioco nel complicato mercato energetico.
IL FRONTE A EST. Appena Vladimir Putin finisce i soldi, termina il conflitto ad Est. Basta aver letto il libro di Egor Gajdar «Morte di un Impero» per comprendere le dinamiche finanziarie russe degli ultimi 40 anni. Oppure serve conoscere un po’ di storia.
MONDO. Oleshky è una cittadina ucraina sotto occupazione russa dai primi giorni dell’invasione su larga scala, nel febbraio 2022.
ITALIA. E’ già iniziata la campagna elettorale tra e dentro le coalizioni in vista delle elezioni politiche del 2027. Da ciò che si è ascoltato finora, l’avvicinamento al voto sarà segnato da polemiche intorno a questioni non cruciali per il futuro dell’Italia e con toni accesi.
MONDO. «Riportano costantemente notizie false quando si occupano di me o del Paese - è l’accusa di Trump -. Sono fake news». Associazioni di giornalisti e opposizione denunciano una possibile violazione del Primo emendamento della Costituzione americana, quello che tutela la libertà d’espressione. Ai giudici la (non) ardua sentenza.
MONDO. Tempi sempre più cupi per il Vecchio continente. Dopo il rinnovo della Duma nello scorso weekend, il Cremlino ha nuovamente ripetuto di non avere alcuna intenzione di concludere la cosiddetta «Operazione militare speciale» in Ucraina.
MONDO. Il discorso sullo stato dell’Unione Europea pronunciato da Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo è coinciso, curiosamente, con il discorso alla nazione di Vladimir Putin in vista delle elezioni parlamentari che si svolgeranno nel fine settimana.
MONDO. Un uso tanto spavaldo e reversibile dell’allarme fascista fa nascere il sospetto che siamo di fronte alla riduzione dell’etichetta di fascista a comoda risorsa politica ad uso interno.
MONDO. Un antico detto baltico consiglia di «non prestare attenzione a quello che dicono i russi, ma piuttosto osservare quello che fanno».
MONDO. La finestra negoziale di ottobre si sta spalancando.
MONDO. Qualche giorno fa l’Ucraina ha ricordato (festeggiare non pare un termine utilizzabile, di questi tempi) il trentacinquesimo anniversario della propria indipendenza.
MONDO. Trentacinque anni non sono pochi, ma l’attuale amministrazione del Cremlino si ostina a non accettare tale realtà. È dal 1991 che l’Ucraina non è più sovietica ed è diventata uno Stato indipendente con la benedizione - allora - dei democratici russi di Boris Eltsin, un po’ meno con quella dei repubblicani Usa di George Bush senior.
MONDO. È ora di finirla. Il problema è capire come. Troppi sono gli interessi in ballo e il mare di denaro in gioco.
MONDO. Costringere Vladimir Putin alla pace. Ecco la linea guida seguita da ucraini e occidentali.
MONDO. Secondo i dati dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), due giorni dopo l’inizio dell’invasione russa su larga scala, avviata il 24 febbraio 2022, in Polonia erano già fuggiti 100mila ucraini: donne, minori e anziani. Dopo due mesi saranno 5 milioni.
MONDO. Di nuovo ad Est si è aperta una finestra negoziale. Negli ultimi tempi ciò accade una volta ogni circa 6 mesi. «Siamo pronti a trattare sulla base delle intese di Istanbul (marzo 2022) e dello spirito di Anchorage (agosto 2025)» ha all’improvviso dichiarato Vladimir Putin, che, un paio di mesi fa, ha tentato di imporre il suo amico, ex cancelliere tedesco Schroeder, come mediatore per l’…
MONDO. Al vertice Nato di Ankara agli italiani verrà chiesto degli impegni sottoscritti. Il governo Meloni ha cercato di inserire le spese infrastrutturali nel conto finale. Ma a Washington guardano al cash versato alle loro industrie di armamenti.
MONDO. L’arrivo in Europa per il G7 ospitato dalla Francia e per la firma del Memorandum d’intesa con l’Iran in Svizzera coincide, per Donald Trump, con un momento di profonda difficoltà.