L’Europa e la fine del mito americano
MONDO. Negli ultimi decenni l’antiamericanismo è stato un fenomeno ciclico, riemerso a ondate nei momenti in cui la politica estera degli Stati Uniti appariva più assertiva o contraddittoria.
MONDO. Negli ultimi decenni l’antiamericanismo è stato un fenomeno ciclico, riemerso a ondate nei momenti in cui la politica estera degli Stati Uniti appariva più assertiva o contraddittoria.
ITALIA. È sicura Meloni di farcela a tagliare il traguardo del fine legislatura senza ridursi a un’anatra zoppa? Non le converrebbe, piuttosto, chiudere subito il mandato per limitare i danni?
ITALIA. Uno squarcio di luce abbacinante nelle fitte tenebre che ormai da tempo avvolgono il mondo, stretto nella morsa di troppe guerre e di un’infinita violenza, ad ogni latitudine.
MONDO. L’Alleanza atlantica è la principale garante della pace e della stabilità nel Vecchio continente.
ITALIA. La parabola di Donald Trump, dall’ascesa irresistibile alla caduta attuale dei consensi, è un caso di scuola dell’involuzione del populismo, e della pericolosità delle scelte che induce, azzardate costose e sconsiderate quando le cose vanno bene e di un estremismo quasi psicopatico quando ci sono difficoltà.
MONDO. Quello che è successo negli ultimi anni e nei giorni nostri, prima con l’aggressione della Russia all’Ucraina e poi con gli avvenimenti in Medio Oriente, ci rivela due tratti del nostro tempo: l’interdipendenza, e la multipolarità.
MONDO. Il segnale politico stava tutto nella cordialità un po’ forzata dell’abbraccio all’Eliseo tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, arrivata alla riunione sullo Stretto di Hormuz dei «Volenterosi» a bordo di un suv italiano rosso fiammante come la sua mise e il suo sorriso verso il presidente francese con cui pure ha più volte rancorosamente duellato.
ITALIA. Sul sito internet del Gruppo Fs Italiane alla pagina dei «cantieri parlanti», l’iniziativa «sviluppata in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture che dà voce a oltre 40 opere strategiche» si legge testualmente che il termine lavori per il collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio è fine anno scorso con attivazione nel 2026.
MONDO. La visita di Zelensky a Roma è stata colta da Giorgia Meloni come un’ottima occasione per sgombrare il campo da residue ambiguità sulla sua linea politica dopo la rottura con Trump, il gelo con Israele e la caduta di Orban, il principale ostacolo alla concessione dei nuovi aiuti europei da 90 miliardi a Kiev.
MONDO. Trump annuncia il blocco navale intorno allo stretto di Hormuz. Cresce il rischio dell’allargamento del conflitto. Non contento polemizza con Papa Leone XIV. Fa strame del diritto internazionale e dei valori che hanno fatto grande l’Occidente. Sono le mosse di chi non ha orientamento strategico.
MONDO. La misura era proprio colma. Non si spiega altrimenti la progressiva presa di distanza del Governo Meloni dal duo Trump-Netanyahu.
ITALIA. La coalizione al governo deve riprendere le misure della propria collocazione sia in Europa che nei confronti dell’altra sponda dell’Atlantico.
MONDO. È l’arroganza di chi si crede Dio, bugie spaziali e fandonie di guerra di uno che vede sgretolarsi il mondo che si era creato a sua immagine e non sa come venirne fuori.
MONDO. Sin dall’antichità storici come Sallustio e Tito Livio ci hanno ricordato che è facile entrare in una guerra, ma ben più difficile uscirne.
ITALIA. «Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco». È una vecchia massima di prudenza che i politici (i leader del campo largo in questo momento) farebbero bene a rispettare per non incappare in spiacevoli smentite.
MONDO. Oggi le elezioni in Ungheria, da inserire nella catena di comando che va da Trump fino a Putin, transitando nella periferia italiana.
MONDO. L’inflazione a marzo è aumentata del 3,3% rispetto a un anno fa. Si tratta dell’incremento maggiore da due anni a questa parte
MONDO. Europeisti contro sovranisti. La battaglia campale di Budapest deciderà il futuro del Vecchio continente.
MONDO. Il Cardinale Luis Antonio Tagle ripete spesso che «sarà la compassione a fermare guerre e violenze, e a portare la vita nella società».
ITALIA. Giorgia Meloni ha scelto di andare all’attacco a testa bassa: nel suo primo intervento dopo la bruciante sconfitta al referendum, l’informativa svolta dalla presidente del Consiglio sia alla Camera che al Senato ha avuto il sapore di un discorso elettorale.