Elettorato mobile e messaggio al governo
ITALIA. Al tempo della Prima Repubblica, le oscillazioni elettorali erano contenute. Dell’ordine dell’1-2-3%.
ITALIA. Al tempo della Prima Repubblica, le oscillazioni elettorali erano contenute. Dell’ordine dell’1-2-3%.
MONDO. Con le ragioni di sicurezza i governi possono motivare azioni o provvedimenti ingiustificabili.
MONDO. In Europa l’alleato tedesco aiuta il governo italiano a ricavarsi uno spazio sulla scena europea. È anche funzionale all’obiettivo di mettere la Francia di Emmanuel Macron in ombra e quindi in discussione gli equilibri di potere in Europa.
ITALIA. Le sue due grandi passioni sportive dicono già di che pasta fosse fatto: il ciclismo e il calcio, gli sport della gente comune, quelli che non fanno distinzione tra ricchi e poveri, quelli che se per caso li pratichi anche - come faceva lui -, ti temprano alle fatiche della vita.
ITALIA. Era davvero una pia illusione che il referendum, anche in caso di sconfitta del fronte del Sì, non avrebbe intaccato il governo, né la sua stabilità né la sua composizione.
MONDO. «Dio è morto» sosteneva Nietzsche. Forse la Nato non è un dio in politica internazionale, ma certamente non sta molto bene.
ITALIA. Un ragazzo di 13 anni impugna un coltello e accoltella la sua professoressa. Un gesto improvviso, che - secondo le prime ricostruzioni - non sarebbe stato preceduto da segnali evidenti tali da far immaginare un’escalation così violenta.
ITALIA. Dunque la ministra del Turismo Daniela Santanché va ad aggiungersi alle altre due teste rotolate per decisione di Giorgia Meloni, in preda all’ira funesta per la sconfitta del Sì al referendum sulla separazione delle carriere.
ITALIA. Passato il referendum, nel governo cominciano a cadere le teste. Giorgia Meloni è intenzionata a usare la ramazza o, per usare la sua metafora, a stringere i bulloni. Quindi fuori il viceministro della Giustizia Delmastro, fuori il capo di Gabinetto del ministro Nordio Giusi Bartolozzi, e fuori anche Daniela Santanchè.
ITALIA. Ci sono almeno tre punti sui quali vale la pena tornare dopo i risultati del referendum costituzionale che hanno consegnato la vittoria al No contro la riforma della giustizia. Il primo è che a vincere è stata la Costituzione, la Carta fondante del Paese, il testo di riferimento di tutti i cittadini italiani.
ITALIA. La prima sconfitta di Meloni, la sinistra ricompattata, il valore della Costituzione.
ITALIA. Chi legge l’Opas di Poste su Tim come una semplice restaurazione dello Stato imprenditore commette un errore di prospettiva.
MONDO. Che pasticcio, Donald Trump! La guerra in Medio Oriente si amplia ed entra in una fase pericolosa e imprevedibile.
ITALIA. Fino all’intuizione di farlo diventare «sacro», così d’emblée, era un anonimo spiazzo verde in quel di Pontida, lungo la trafficatissima Briantea, più croce che delizia di migliaia di automobilisti bergamaschi e lecchesi.
ITALIA. Nata male, la questione della divisione delle carriere dei magistrati è finita peggio. Destino amaro, quello delle modifiche-aggiornamenti del testo costituzionale. Sono passati 80 anni dall’apertura del cantiere che ha sfornato la «Costituzione più bella del mondo» e di quel clima di condivisione della sua stesura non c’è (quasi) più traccia.
MONDO. Durante l’incontro con la redazione del Tg2 in Vaticano, in occasione del 50esimo di fondazione della testata, Papa Leone XIV ha rivolto un invito: «Tocca a voi mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni; mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame».
ITALIA. Giorgia Meloni definisce «bizzarre» le voci corse sul suo atteggiamento quando il Consiglio europeo discuteva del veto posto dall’ungherese Orban (e dallo slovacco Fico) sul prestito di 90 miliardi (già deciso a dicembre, anche da Orban) per sostenere Kiev.
ITALIA. Da qui alle elezioni del 2027, Giorgia Meloni, oltre alle mille trappole di un quadro interno e internazionale difficile, dovrà soprattutto superare tre ostacoli che lei stessa ha piazzato sul proprio percorso.
ITALIA. Può apparire un paradosso, ma non lo è. Proprio nel tempo in cui molti immaginano che l’intelligenza artificiale ridurrà l’importanza dello studio, della preparazione e della cultura, accade il contrario: la formazione diventa ancora più importante di quanto non fosse in passato.
MONDO. «È un documento politico, non militare», dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e un’iniziativa multilaterale estesa», aggiunge il ministro della Difesa Guido Crosetto.