Femminicidio a Bergamo, Valentina colpita da 19 coltellate, due letali. La mamma: «Non sono riuscita a salvarla»
LE INDAGINI. I primi esiti dell’autopsia nella mattinata di venerdì 20 marzo: Valentina Sarto colpita da 19 coltellate di cui due letali alla regione cervicale. Il dolore della mamma, la città sotto choc. Il ricordo anche del cantante Roby Facchinetti in un post.
Bergamo
Accoltellata con 19 fendenti in varie parti del corpo, di cui due letali a nella regione cervicale, probabilmente senza la possibilità di difendersi perché colpita alle spalle. È quanto emerso dall’autopsia eseguita nella mattinata di venerdì 20 marzo sul corpo di Valentina Sarto , la donna di 41 anni uccisa mercoledì 18 marzo in casa a Bergamo dal marito Vincenzo Dongellini, ora in carcere con l’accusa di femminicidio.
I dettagli dell’autopsia
L’esame è stato eseguito dal medico legale Luca Tajana, mentre già il suo collega Matteo Marchesi aveva effettuato un primo esame esterno il giorno stesso dell’omicidio. Le ferite, non tutte importanti, sono in molte parti del corpo. Ce ne sono alcune molto profonde alla gola. La donna è morta per uno shock emorragico, sono state colpite la carotide e la vena giugulare. L’uomo ha usato un solo coltello per uccidere la vittima.
Nel referto sintetico del medico legale non si fa cenno a manovre di difesa della vittima, ma non è detto che Valentina non abbia opposto resistenza. Dongellini, intanto, è stato riportato in ospedale nel reparto di psichiatria, dove verrà sottoposto all’interrogatorio di convalida del gip Federica Gaudino.
L’esame deve anche chiarire l’orario della morte, verosimilmente riconducibile a un’ora, un’ora e mezza prima di quando - le 12.30 - Dongellini ha avvisato sua figlia di 22 anni, avuta da un precedente matrimonio e che vive in provincia di Cremona. Valentina è stata trovata a terra in camera da letto.
All’obitorio dell’ospedale di Bergamo è arrivato in mattinata anche l’amico di Valentina, Moris Panza, l’uomo con cui la donna aveva una relazione. Poco dopo la mamma con il marito, il papà della 41enne oltre al fratello Simone che vive a Bologna.
«Ho un peso sullo stomaco, non sono riuscita a salvarla, però ho fatto di tutto e non so cos’altro dire» spiega la mamma sconfortata. «Quando ho saputo che lui era diventato violento con minacce di morte io ho provato ad aiutarla. Mi diceva: “Mamma lui era diventato violento”, poi mi faceva sentire i vocali e io le dicevo “Viene da me, lascialo da solo” ma lei diceva di no, diceva ”Poverino, mi fa pena”. Non voleva lasciarlo in difficoltà dato che non aveva lavoro». Parla anche il marito della mamma: «Voleva dargli tempo prima di denunciarlo, Valentina pensava che cambiasse».
La mamma: «Io le dicevo “Viene da me, lascialo da solo” ma lei diceva di no, diceva ”Poverino, mi fa pena”»
E poi aggiunge la mamma: «Conosco Vincenzo da 10 anni, da quando stava con Valentina. Non riesco a spiegarmi cosa sia successo: nei primi 10 anni lei non ha mai detto nulla. Lunedì ho sentito mia figlia per l’ultima volta. Mi ha detto che andava tutto bene, la sera mi ha detto che lui si agitava ma poi andava tutto bene. Valentina mi ha iniziato a dire che lui era violento subito dopo il matrimonio».
La camera ardente verrà allestita nella casa del commiato Beppe e Alessandra Vavassori in via San Bernardino. Ancora non si conosce la data e l’orario di apertura.
Il post di Roby Facchinetti
Anche il cantante dei Pooh, Roby Facchinetti, ha ricordato Valentina Sarto con un post sui suoi canali social unendosi a una città sotto choc per questa tragedia: «Cari amici e care amiche, ogni tanto la vita ti tocca in modi che non ti aspetti. Ieri ho saputo di Valentina Sarto. Una donna di anni 42 che lavorava all’edicola vicino a casa mia, a Bergamo. Un volto familiare, un sorriso, quei piccoli scambi di ogni giorno che non ci si ferma mai a pensare quanto valgano. E invece restano. Eccome se restano».
«Quando queste notizie arrivano da lontano fanno già male. Ma quando arrivano così vicine, da casa tua, dal tuo quartiere, dalla tua strada… allora è diverso - spiega il cantante bergamasco -. Ti entrano dentro in un modo che non riesci a mettere da parte. Bergamo in questo momento è silenziosa di quel silenzio pesante che conoscono bene quelli che ci vivono. Non ho grandi parole. Ho solo il dispiacere genuino di chi ha perso, anche solo di vista, una persona che faceva parte della sua quotidianità. E la speranza, sempre più necessaria, che un giorno queste notizie smettano di arrivare. Un pensiero profondo per Valentina».
Un nuovo interrogatorio per il marito
Il marito 49enne, dopo aver passato la notte in ospedale, giovedì mattina è stato dimesso e trasferito in carcere. Mercoledì sera il pm insieme al procuratore aggiunto Maria Cristina Rota è andato al Papa Giovanni per interrogarlo, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Non era in grado di sostenere un colloquio» ha spiegato l’avvocato, che giovedì pomeriggio lo ha visto in carcere trovandolo «un po’ meglio rispetto a mercoledì sera». Sabato mattina Dongellini, accusato di femminicidio, sarà interrogato dal gip Federica Gaudino per la convalida e, se vorrà, potrà spiegare cosa lo abbia spinto a uccidere la donna che amava da 11 anni. Si erano fidanzati il 20 febbraio 2015, sposati il 24 maggio 2025.
La ricostruzione dell’omicidio
Valentina Sarto è stata uccisa con 6-8 coltellate, almeno due alla gola e le altre nella parte alta del tronco, quasi sulla schiena, inferte di punta con un coltello che è stato ritrovato, insanguinato, sul letto insieme a un altro, pulito, sequestrato insieme a un terzo, più piccolo, con cui il 49enne si sarebbe inferto ferite ai polsi dopo aver bevuto della candeggina nel tentativo di togliersi la vita. Agli agenti ha dichiarato che anche Valentina aveva un coltello, ma su questo punto gli accertamenti sono in corso.
La telefonata alla figlia
La 41enne è morta presumibilmente intorno alle 10. Dongellini ha chiamato la figlia di 22 anni che abita nel Cremasco, avuta da una precedente relazione (lei e la ex sono state sentite), poco prima di mezzogiorno, orario in cui gli agenti sono arrivati insieme ai Vigili del fuoco per tagliare le sbarre del cancello e aprire la porta di casa. «Ho litigato con Valentina, l’ho colpita» ha detto alla figlia. Ma agli agenti non ha aperto, li ha aspettati seduto sul divano. Il corpo della moglie, già freddo, era in camera, tra il letto e l’armadio, in posizione seduta, con la testa riversa verso il basso. Sul pavimento un lago di sangue.
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