Il settore della Chimica

Per il comparto nel 2024 il valore della produzione ha raggiunto i 65 miliardi di euro, posizionando la chimica come la quinta industria nazionale, dopo metalli, alimentare, meccanica, automotive e componentistica

Meno aziende in perdita in un contesto complesso

L’Italia si conferma un Paese a forte vocazione industriale e, in questo contesto, il settore chimico riveste un ruolo di primo piano. Nel 2024 il valore della produzione ha raggiunto i 65 miliardi di euro (Federchimica), posizionando la chimica come la quinta industria nazionale, dopo metalli, alimentare, meccanica, automotive e componentistica. Sul territorio operano oltre 2.800 imprese, distribuite in 3.700 insediamenti, che collocano l’Italia al terzo posto in Europa, dietro Germania e Francia, con posizioni di eccellenza per diverse produzioni di chimica fine e specialistica. In alcuni ambiti, come i principi attivi farmaceutici, il Paese vanta una leadership mondiale.

Nonostante l’importanza strategica del comparto, i risultati produttivi nazionali nel 2024 sono stati complessivamente deludenti: la produzione ha registrato una contrazione dello 0,6% in volume, sebbene inferiore rispetto ai due anni precedenti. Le previsioni per il 2025 non sono positive, prevedendo un calo per il quarto anno consecutivo, pari all’1,5%.

A livello locale, le principali imprese bergamasche hanno invece evidenziato un andamento più soddisfacente rispetto ad altri settori e rispetto allo scorso anno. Il fatturato del 2024 si è ridotto di circa due punti percentuali, in linea con il dato nazionale, mentre la redditività, misurata dal Roi, è superiore all’8%, a conferma della capacità delle aziende di ottimizzare le risorse investite e mantenere margini sulle vendite. Il Roe, invece, ha registrato un lieve calo, passando dal 12,2% del 2023 al 10,9% del 2024, variazione da ritenersi fisiologica. Il numero di imprese che chiudono in perdita si è ridotto, sottolineando la solidità del comparto che, pur in un contesto internazionale complesso, mantiene una struttura robusta. Sul piano finanziario, il rapporto di indebitamento ha continuato a migliorare, mentre il peso degli oneri finanziari sull’Ebitda si è mantenuto stabile intorno all’8%, valore assai contenuto rispetto alla generalità delle imprese.

A livello locale, le principali imprese bergamasche hanno invece evidenziato un andamento più soddisfacente rispetto ad altri settori e rispetto allo scorso anno.

Questi risultati sono stati ottenuti pur in presenza di un costo dell’energia elevato, un crescente protezionismo statunitense e, da non trascurare, la sovrapproduzione internazionale (ad esempio cinese) che può riflettersi in maggiori importazioni e minori spazi nei mercati oltre confine.

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