Il settore della Gomma Plastica
Nel 2024 calano i fatturati e gli utili ma la redditività resta stabile e il distretto bergamasco si conferma punto di riferimento della manifattura italiana. Buoni i flussi finanziari delle aziende del settore.
Il distretto lombardo della gomma-plastica si conferma come un punto di riferimento della manifattura italiana. La produzione del settore trova applicazione in ambiti strategici quali automotive, medicale, alimentare e oil & gas, confermandone il ruolo centrale a livello locale e nazionale. L’Italia, a livello internazionale, si colloca al quarto posto tra i maggiori esportatori, dietro Germania, Stati Uniti e Polonia, con un fatturato complessivo che supera i 4 miliardi di euro e un’incidenza dell’export superiore al 70%. Analizzando le principali imprese bergamasche si rileva, rispetto all’anno precedente una contrazione del fatturato pari al 4,3% e una riduzione del risultato di esercizio superiore all’11%, accompagnata da un lieve incremento del numero di aziende che chiudono l’anno in perdita. Il tasso di remunerazione del capitale proprio (Roe) mostra un calo contenuto, passando dall’12,8% al 10,7%, mentre la redditività complessiva del capitale investito (Roi) è stabile vicino al 9%.
Nonostante queste flessioni, le imprese mantengono una buona capacità di generare flussi finanziari: il rapporto tra Ebitda e fatturato si conferma intorno al 14%, segnale di una gestione operativa efficace. Parallelamente, si osserva un leggero miglioramento del rapporto di indebitamento che, insieme ai discreti flussi operativi, consente alle aziende di assorbire in modo adeguato l’incidenza degli oneri finanziari. Nel complesso, il settore mostra resilienza, riuscendo a reggere le pressioni economiche pur in presenza di un contesto nazionale e internazionale complesso.
La produzione del settore trova applicazione in ambiti strategici quali automotive, medicale, alimentare e oil & gas, confermandone il ruolo centrale a livello locale e nazionale
Il bilancio del settore deve essere interpretato alla luce delle persistenti difficoltà geopolitiche che influenzano i mercati internazionali, delle complesse normative e delle scelte europee che talvolta hanno creato (e stanno creando) ostacoli aggiuntivi e hanno avuto un impatto concreto sul comparto: nel 2024 la produzione nazionale è diminuita del 3,8% rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni hanno registrato una flessione dell’1,2%. Infine, l’applicazione del Green deal europeo, pur perseguendo obiettivi condivisibili, impone vincoli spesso considerati troppo rigidi dalle imprese, unitamente a un costo dell’energia eccessivo. Queste riconoscono l’importanza della sostenibilità ambientale (l’industria della plastica è leader nel riciclo) ma sollecitano politiche industriali che accompagnino la transizione senza compromettere la dimensione economica del settore.
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