Il calcio riparte. Ma con queste regole sulla quarantena (e queste date) concludere sarà difficile
Il calcio riparte. La domanda, che anche dopo questo fatidico 28 maggio resta tutta s…
Classe 1974, ha cominciato a scrivere su L'Eco di Bergamo nel settembre 1993. Assunto nel 2001 come redattore di cronaca città, nel 2003 è passato alla redazione sportiva, di cui è diventato caposervizio nel 2011. Dal 2017 è vicecaporedattore nell'ufficio centrale, coordinatore del sito web e responsabile dei servizi di Corner.
Il calcio riparte. La domanda, che anche dopo questo fatidico 28 maggio resta tutta s…
Capiamoci, però. Perché possiamo stare mesi a raccontarci e a raccomandarci in ogni modo che bisogna usare mascherine, lavarsi le mani ottocento volte al giorno, correre stando attentissimi alle distanze, costringere i ristoratori a metterci seduti in due per stanza. Poi, però, se succede quel che è capitato ieri in Città Alta, allora rischia di diventare tutto inutile. Specie se c’ è chi va in g…
Tutti in quarantena, anzi no: solo il positivo. Sarà responsabilità dei medici social…
Mentre la Bundesliga decide di ripartire, anche a prescindere dagli 11 positivi risco…
Giocare, non giocare. Il mondo del calcio è diviso. C’è chi vorrebbe giocare a tutti …
Giro del mondo con gli occhi delle webcam: il virus ha messo tutti sullo stesso piano. Luoghi antichi e super moderni: non c’è differenza. Tranne che per un pescatore di Roatan.
«Ha la tessera»? Quante volte, alla cassa di un negozio o di un supermercato, ci hanno rivolto questa domanda, per rifilarci una tessera di fidelizzazione? Quelle che poi tu raccogli i punti, i bollini o magari qualche sconto, e loro in cambio raccolgono tutto di te. La tessera non ce l’hai, ti fai ingolosire, la signorina allunga modulo e penna e zac, è fatta. Conviene però riavvolgere il nastro…
Ricapitoliamo. L’Atalanta è ferma da 53 giorni. A Lecce si giocò che era il 1° marzo.…
La gente di montagna ha paura. Perché finora quel che in normalità è l’handicap di chi vive nelle alte valli – l’isolamento – si è forse rivelato importante.
Emi Gao, manager cinese da 12 anni in Italia, è in isolamento da gennaio, prima a Pechino, poi a Milano. «Mio marito e un figlio sono bloccati a Wuhan. Ora dono mascherine ai miei vicini, sono onorata di aiutare l’Italia».
Il confronto con le altre regioni italiane secondo il report di Google.In Lombardia però negli ultimi giorni c’è un aumento preoccupante.
Bergamo piange ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Ora piange anche la Bergamo atalan…
Parlare di calcio, continuare a parlare di calcio, con tutto quello che sta succedend…
Non restava che questo. Chiudere tutto. E a questo siamo arrivati. Ci ha portati lui, il maledetto coronavirus. E ci siamo arrivati un po’ anche da soli, rispettando sì, le regole. Ma non sempre, non tutti. Inutile negarlo: il 46% degli smartphone bergamaschi si è spostato, il 17 marzo. Troppi. Dunque, ora è tutto chiuso. Lo ha comunicato a tarda serata il premier Giuseppe Conte. Quel che non era…
Altro da fare, d’altra parte, non c’era. Se si voleva portare a termina la stagione c…
E’ un bel ginepraio, che parte da un presupposto incerto e da una necessità certa. Og…
Era ovvio, che capitasse. Quando si dice che il mondo del calcio non è un mondo a par…
Non può essere il calcio a risolvere il dramma in cui l’Italia, e fra poco temiamo tu…
I cinesi non ci avevano pensato su due volte: era bastata la prima. Il loro campionat…
Due lezioni da imparare, da Valencia. La prima: quasi sempre, la dietrologia è un sen…
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