Una bella notizia, la libertà e i valori
MONDO. Una bella notizia, in controtendenza al susseguirsi di fatti gravi che segnano questa epoca di regressione della storia.
MONDO. Una bella notizia, in controtendenza al susseguirsi di fatti gravi che segnano questa epoca di regressione della storia.
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Sheghi Taba, cittadina iraniana che dal 2011 vive a Bergamo e in queste ore sta seguendo le proteste scoppiate nel suo Paese
MONDO. La crisi prolungata (i disordini sono in corso dal 28 dicembre) e profonda (di fatto l’intero Paese è coinvolto) dell’Iran rischia di indurre l’osservatore ad analisi sommarie, tese a ridurre il problema ai suoi minimi termini: i giovani (l’età mediana è di 31 anni) contro un regime di vecchi, le città contro le campagne, dittatura contro democrazia e così via.
L’APPUNTAMENTO. Il Circolo di Libertà e Giustizia propone il 16 gennaio un incontro con letture e immagini alla Sala Galmozzi. Roberta e Guido De Monticelli attingeranno brani dalle riflessioni di storici, scrittori e filosofi.
IL PROCESSO. «Mi sono già giudicato innocente»: Moussa Sangare, a processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate a Terno d’Isola nella notte fra il 29 e 30 luglio 2024 ha interrotto l’arringa del suo avvocato e ha chiesto di tornare in carcere.
IL FENOMENO. L’oro superstar del 2025, che ha polverizzato tutti i record, secondo i principali operatori di mercato dovrebbe mantenersi su alti livelli anche nell’anno appena iniziato, visto che molti degli elementi che hanno contribuito alla sua crescita, dalle tensioni geopolitiche ai dazi, continueranno.
MONDO. Si lamenta la nullità politica dell’UE, ma dovremmo lamentarci anche della nullità dell’Occidente che consuma una sorta di flagellazione della sua identità.
La storia di Dino Nikpalj
MONDO. Il vertice a Parigi sulla guerra in Ucraina si è chiuso con un accordo sull’architettura di sicurezza per quando cesserà il conflitto: agli Stati Uniti il monitoraggio, mettendo a disposizione intelligence e supporto logistico.
MONDO. La ristretta élite del mondo e lo smantellamento delle regole del diritto. In testa alla classifica dei superpotenti tre nomi di facile riconoscimento: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping.
LA RECENSIONE. Lo storico militare Cimmino ha dedicato un libro alla vita dello stratega giapponese. L’8 gennaio la presentazione.
MONDO. Di fronte al blitz con cui le forze speciali americane hanno rapito e trasferito fuori dal Paese un capo di Stato straniero, nel caso specifico l’autocrate venezuelano Nicolas Maduro, analisti e opinionisti si sono subito divisi tra coloro che sospettano una specie di accordo transazionale tra potenze (del tipo: io mi prendo le Americhe e tu Cina ti prendi l’Asia) e coloro che invece leg…
MONDO. All’indomani dell’operazione statunitense in Venezuela, Katie Miller, podcaster americana e moglie di Stephen Miller, uno dei più stretti collaboratori di Trump, posta su X l’immagine della Groenlandia a stelle e strisce, con un commento emblematico: «Presto». Non è una dichiarazione ufficiale ma è un segnale politico.
MONDO. Il 2025 è stato l’anno che ha registrato il numero più alto di guerre dalla fine della seconda guerra mondiale, con ben 90 paesi coinvolti. Non è solo la quantità dei conflitti armati che contraddistingue l’anno appena chiuso. C’è anche la qualità dei rapporti intervenuti nelle relazioni internazionali.
LA RISTAMPA. Pubblicato nel 1979 e tradotto in italiano nel 1982 da Rizzoli con il titolo «Il processo di San Cristobal» torna ora nelle librerie un testo nodale del grande critico George Steiner con il titolo ora variato semplicemente in «Il processo» (Garzanti).
MONDO. Trump ha rinunciato definitivamente al Premio Nobel per la Pace. L’operazione militare contro il Venezuela, con il conseguente cambio di regime, conferma la politica muscolare del presidente statunitense, già autore di attacchi limitati in Siria, Yemen, Iran e contro imbarcazioni di trafficanti di droga del Paese sudamericano.
MONDO. Con impressionante regolarità, e da almeno quindici anni (2009, le proteste del Movimento Verde contro la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad), l’Iran è scosso da proteste che, dalla capitale Teheran, si allargano a gran velocità agli altri centri del Paese.
MONDO. Stabilità internazionale, rapporti meno tesi tra gli Stati e maggiore coraggio nelle scelte cruciali da parte dei leader. Ecco quanto è auspicabile augurarsi nel 2026 dopo il turbolento 2025.
MONDO. Sul piano internazionale nel 2025 ci siamo ritrovati sulle «montagne russe». L’anno ci ha consegnato a nuove incertezze, è stato dominato dalle quotidiane iniziative del presidente Trump e segnato, per noi occidentali, soprattutto dai conflitti irrisolti in Medio Oriente e in Ucraina.
MONDO. L’obiettivo del 2026 è la pace in Ucraina dopo quattro anni di guerra. A Gaza, nonostante tutto, la tregua sembra reggere aspettando la fase 2.