L’inerzia della guerra e la fretta
UCRAINA. Adesso ad Est hanno tutti fretta e sono disponibili a negoziare.
UCRAINA. Adesso ad Est hanno tutti fretta e sono disponibili a negoziare.
IL NUOVO MONDO. Aria di «Yalta-2» sulle cancellerie mondiali. Al vertice dei Paesi dell’Apec, previsto per il 18-19 novembre, il presidente russo Putin vorrebbe proporre al collega americano Trump e a quello cinese Xi Jinping una nuova divisione del mondo in aree di influenza.
MONDO. Forse a causa dell’ormai incombente voto di metà mandato (3 novembre), nei discorsi di Donald Trump è diventato ormai quasi impossibile distinguere la dimensione domestica da quella internazionale.
MONDO. La guerra a bassa intensità, o la tregua ad alta intensità distruttiva, tra Stati Uniti e Iran prosegue tetragona a qualunque tentativo di interpretazione. Che cosa si propongano gli Stati Uniti è ormai incomprensibile, come ciò in cui sperano gli iraniani.
MONDO. Guardando alle tante guerre - non solo alle più rilevanti (Ucraina, Medio Oriente, Iran) - che caratterizzano l’attuale contesto politico globale, si pone sempre più la necessità di ricercare un grande accordo che sia di base per una moratoria a livello internazionale.
MONDO. Nucleare, nucleare, nucleare. Solo così si può garantire la sicurezza nazionale in un mondo pieno di prepotenti e di autocrati.
MONDO. Il risultato più importante del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino è… che si sia svolto. Presentando l’incontro, avevamo sottolineato tutti gli screzi e le rappresaglie economiche e politiche che i due Paesi si erano scambiati, guerra americana all’Iran compresa, senza per questo pensare ad annullare l’appuntamento.
MONDO. Dazi, controdazi, guerra in Iran, Taiwan: il vertice tra Xi Jinping e Donald Trump.
MONDO. Il negoziato per risolvere il conflitto con l’Iran somiglia sempre più a quello per metter fine all’ormai lunghissima guerra in Ucraina.
MONDO. La turbo-globalizzazione è ufficialmente finita. La Cina ne ha preso atto e ha cominciato a costruire ora un percorso che ha l’obiettivo di garantire ancora in futuro al Paese modernizzazione, stabilità e crescita «efficiente».
Intervista a Filippo Fasulo, co-direttore del Centro di geoeconomia dell’Ispi, sulla strategia globale di Pechino.
MONDO. Un’altra guerra, ancora morti e distruzioni. Dopo il crollo della sua area di influenza - dal Libano allo Yemen - adesso è il turno dell’Iran stesso, ma è l’intero Medio Oriente a rischiare di precipitare nell’abisso.
MONDO. Si deve pensare in grande se si ritiene di essere una superpotenza. E la Russia di Putin ha l’ambizione di essere ancora tale. Il nodo territoriale del Donbass, ufficialmente l’intralcio alla tregua in Ucraina, appare oggi solo uno specchietto per le allodole. In queste ore, sul tavolo negoziale, ci sono poste ben più consistenti.
MONDO. Oggi, mentre l’ordine internazionale scaturito dal secondo dopoguerra rivela tutte le sue crepe, è Pechino a occupare lo spazio lasciato dalle incertezze occidentali, contribuendo in modo determinante alla forma che assumerà il nuovo assetto geopolitico del pianeta.
MONDO. La ristretta élite del mondo e lo smantellamento delle regole del diritto. In testa alla classifica dei superpotenti tre nomi di facile riconoscimento: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping.
MONDO. Sul piano internazionale nel 2025 ci siamo ritrovati sulle «montagne russe». L’anno ci ha consegnato a nuove incertezze, è stato dominato dalle quotidiane iniziative del presidente Trump e segnato, per noi occidentali, soprattutto dai conflitti irrisolti in Medio Oriente e in Ucraina.
MONDO. A causa delle loro politiche aggressive Putin e Xi Jinping sono riusciti a risvegliare militarmente Germania e Giappone.
L’INTERVISTA. Nel corso di un incontro organizzato dal Circolo Matteotti a Gres art 671, l’europarlamentare Giorgio Gori ha dialogato con il giornalista Francesco Costa sul ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Abbiamo intervistato il direttore del Post.
MONDO. Abbiamo vissuto troppo bene in passato, tanto da riposarci sugli allori e perdere di vista gli sviluppi che ci circondano. Il ceo di Deutsche Telekom guida un’impresa di 115,8 miliardi di fatturato, 216 milioni di abbonati sul mobile e 25 milioni sul fisso. Nel mondo.
MONDO. Non c’è da sorprendersi. Il documento di «Strategia nazionale», presentato dall’Amministrazione Trump, mette nero su bianco quanto già da tempo si è compreso osservando le trattative diplomatiche o registrando le dichiarazioni pubbliche dei leader.