I social inquinati, emergenza globale
MONDO. Sì ad una riorganizzazione, no alla jungla e soprattutto no alla censura. Dall’Australia alla Spagna si moltiplicano le iniziative per porre rimedio alle attuali storture dei social media.
MONDO. Sì ad una riorganizzazione, no alla jungla e soprattutto no alla censura. Dall’Australia alla Spagna si moltiplicano le iniziative per porre rimedio alle attuali storture dei social media.
MONDO. Senza un quadro di cooperazione multilaterale, Federazione Russa e Occidente sono condannati a un’emarginazione progressiva.
MONDO. È utile e urgente porsi la domanda di come e dove dare voce al grido dei popoli martoriati dal conflitto.
MONDO. Il presidente americano teme per le elezioni di midterm del prossimo autunno e già parla di nazionalizzarle in 15 Stati.
Il racconto di Luca Pace di 3Bmeteo sulla spedizione nella «terra dei ghiacci». La calotta diminuisce e il permafrost fonde. Trump punta ai minerali preziosi che il cambiamento climatico rende più accessibili.
MONDO. Prima il documento congiunto sull’automotive e il Green Deal. Poi quello sulla competitività europea. In questi giorni l’idea di radunare un gruppo di Paesi, detti «amici della competitività», alla vigilia del Consiglio europeo che a questo tema sarà consacrato, con l’idea di influenzarne lavori e decisioni.
MONDO. Ciò che si costruisce fa sempre meno rumore di ciò che si distrugge. Per questo, vale la pena tornare sul trattato di libero scambio fra Ue e India, firmato il 27 gennaio a Nuova Delhi dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal primo ministro indiano, Narendra Modi.
MONDO. Dopo un anno, dominato dall’instabilità, sono partite le contromosse. Per politici, militari e imprenditori il problema da risolvere è uno solo: come limitare i danni provocati dall’imprevedibilità di Donald Trump sulla scena internazionale e a cascata sull’economia mondiale.
La filosofa sarà ospite della rassegna «Macerie» voluta da ANPI Bergamo, dove presenterà il suo ultimo libro «Tecnofascismo», edito da Einaudi
MONDO. Tra artifici retorici quasi sempre «politically incorrect» e minacce interventiste slegate da ogni rispetto dei trattati internazionali, la figura di Donald Trump continua a imporsi come uno degli snodi più controversi e destabilizzanti della politica contemporanea.
MONDO. «È fuori controllo o squilibrato». Questo dice di Donald Trump John Bolton, non uno qualsiasi, ma uno che lo conosce bene essendo stato suo consigliere per la sicurezza nazionale.
MONDO. In seguito ai bombardamenti russi delle centrali elettriche nei giorni scorsi, quasi il 60% di Kiev (capitale di 3,2 milioni di abitanti) è privo di corrente.
MONDO. Ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz è arrivato a Roma al vertice italo-tedesco con una certezza.
MONDO. Eppur si muove, quindi: a dispetto delle bombe e dei droni, dei colpi ucraini sulle raffinerie russe e di quelli russi sulle infrastrutture civili ucraine, il negoziato procede.
MONDO. Non accetteremo un nuovo impero coloniale, proclama il presidente francese Emmanuel Macron, inforcando - per un guaio agli occhi - lenti scure da poliziotto che accentuano l’aria di sfida.
MONDO. È umanamente accettabile che due milioni di persone, in prevalenza donne e minori, sopravvivano nella Striscia di Gaza in tende ed edifici cariati dai bombardamenti, senza servizi igienici e con cibo e medicinali largamente insufficienti per rispondere a bisogni cresciuti dopo la distruzione dell’area?
MONDO. La sfida nell’Artico e la tragedia ucraina stanno formando la nuova Europa. Chissà che un giorno Stati Uniti e Russia non si pentano dei recenti passi avventati, che hanno svegliato il «gigante buono» ed hanno messo in dubbio nel Vecchio continente equilibri consolidati da decenni.
MONDO. Un’inchiesta penale avviata dal Dipartimento di giustizia nei confronti di un Governatore in carica della Federal reserve (Fed), la Banca centrale degli Stati Uniti, è un fatto senza precedenti.
MONDO. Una bella notizia, in controtendenza al susseguirsi di fatti gravi che segnano questa epoca di regressione della storia.
MONDO. La crisi prolungata (i disordini sono in corso dal 28 dicembre) e profonda (di fatto l’intero Paese è coinvolto) dell’Iran rischia di indurre l’osservatore ad analisi sommarie, tese a ridurre il problema ai suoi minimi termini: i giovani (l’età mediana è di 31 anni) contro un regime di vecchi, le città contro le campagne, dittatura contro democrazia e così via.